Adduobbeco

Adduobbeco

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate

 Adduobbeco

 Adduobbio

Il termine “Adduobbeco” deriva dal verbo Addobbecarse , che a sua volta è derivato dal latino ad+opium, il verbo riflessivo significa prender sonno, essere narcotizzato, Viene usato anche il verbo addubbecà o addubbechià che significa assopire, addormentare (rsi), cadere o far cadere in un dolce sopore.

Quindi l’adduobbeco o adduobbio sta a significare il sonnifero.

Molto citato in poesie o canzoni napoletane, ad esempio:

Ernesto Murolo, Primmavera: Sole, che scarfa e addobbeca ‘e malate;

Rocco Galdieri, L’adduobbeco inte ‘ o vino: Me mettettene adduobbeco ‘int’ ‘o vino;

Letico – Ciaravolo, ‘A Gelusia (interpetrata tra gli altri da Peppino Brio):

Damme nu poco ‘adduóbbeco ‘int”o vino,

ca nun mme fa scetá fino a dimane…;

Luigi e Giuseppe Cioffi, Aumme aumme,  Ce vò adduobbeche pe’ cane…

 

Adduobbeco

Fittiare

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate

 Fittiare, fittià, fittivo, fittiglia, fettiglie

Il termine “fittiare” non compare neppure nei più accreditati dizionari della lingua napoletana, dobbiamo andare, al termine più vicino che è fittivo.

Fittivo significa petulante, insistente; ecco quello sguardo insistente è uno sguardo fittivo ed il verbo che specifica l’azione è appunto fittiare o fittià.

Questa azione poteva riferirsi diretta ad una donna, che si corteggia o si brama ma anche ad un oggetto quale un capo di vestiario o una leccornia.

Anche l’azione reciproca di due persone che si guardano con marcato segno di attrazione si dice che si “fitteano”.

Su internet, forse la spiegazione più attendibile è quella dello studioso della lingua napoletana Raffaele Bracale. Per lui deriva dal verbo latino “figere”, che tradotto significa “colpire da lontano”. Sempre da fittivo deriva la parola napoletana “fittiglia o fettíglie” anche essa quasi in disuso che sta ad indicare noie, molestie, seccature, fastidi. Vedi il detto “figli e fettiglie” che significa <i figli portano affanno>.

 

Adduobbeco

Bona da vaccinazione

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate 

Bona da vaccinazione

‘ a bona ‘ncoppa ‘o braccio

 

 

Segno della avvenuta vaccinazione antivaiolo, una sorta di cicatrice che si formava sul braccio, nella parte alta, verso la clavicola. Più evidente per i nati nelle regioni meridionali della Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, ma a volte anche del basso Lazio e Abruzzo, per i nati prima del 1970.

Come avveniva la vaccinazione? I medici somministravano il vaccino con l’aiuto di un ferretto biforcato. L’ago immerso nella soluzione vaccina pungeva la pelle del braccio, ripetutamente, in maniera celere. Il dolore era sopportabile perché si trattava di punture superficiali. Dopo qualche giorno, la zona si arrossiva, si gonfiava e si avvertiva una sensazione di prurito. Poi si formava una vescica di pus che, rompendosi, si essiccava e si formava la crosta che cadeva e lasciava una cicatrice sulla pelle. Quella cicatrice rimaneva visibile a vita. Per questo motivo, quasi tutte le persone nate in quel periodo hanno sul braccio una cicatrice di forma inconfondibile. A Napoli questa cicatrice veniva chiamata ‘a bona, stando a significare la buona riuscita della vaccinazione e la immunità al vaiolo.

In Italia, la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981.

 

 

 

Adduobbeco

Sedognere

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate

 

Sedognere 

Sedognere, pronuncia, serognere significa  ungere.

La parola deriva dal latino

Si deve ungere la padella: s’adda serognere ‘a tiella. 

In modo allusivo s’adda sedognere ….dare sottomani, aiutare la barca.

S’adda fa seregnere con uoglio beneditto, deve essere unto con olio benedetto  per avere un poco di fortuna

 

 

 

 

Adduobbeco

‘nduratore

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate

‘O ‘nduratore 

Indoratore, un antico mestiere quasi scomparso, una volta le dorature erano diffusissime nelle decorazioni di pareti e soffitti di palazzi nobiliari e quasi-nobiliari; oggi è presente solo nei musei o palazzi reali, tramite operai specializzati nella manutenzione e ritocchi di stucchi e cornici dorate

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=YHJ-vXwWuYc

Macchietta umoristica interpretata dallo scomparso comico napoletano Baldassarre