Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate 

Bona da vaccinazione

‘ a bona ‘ncoppa ‘o braccio

 

 

Segno della avvenuta vaccinazione antivaiolo, una sorta di cicatrice che si formava sul braccio, nella parte alta, verso la clavicola. Più evidente per i nati nelle regioni meridionali della Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, ma a volte anche del basso Lazio e Abruzzo, per i nati prima del 1970.

Come avveniva la vaccinazione? I medici somministravano il vaccino con l’aiuto di un ferretto biforcato. L’ago immerso nella soluzione vaccina pungeva la pelle del braccio, ripetutamente, in maniera celere. Il dolore era sopportabile perché si trattava di punture superficiali. Dopo qualche giorno, la zona si arrossiva, si gonfiava e si avvertiva una sensazione di prurito. Poi si formava una vescica di pus che, rompendosi, si essiccava e si formava la crosta che cadeva e lasciava una cicatrice sulla pelle. Quella cicatrice rimaneva visibile a vita. Per questo motivo, quasi tutte le persone nate in quel periodo hanno sul braccio una cicatrice di forma inconfondibile. A Napoli questa cicatrice veniva chiamata ‘a bona, stando a significare la buona riuscita della vaccinazione e la immunità al vaiolo.

In Italia, la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981.

 

 

 

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