Insigne è ottimista

Insigne è ottimista

imagesSto bene. I dottori dicono che sono quello che hanno visto meglio dopo l’operazione? Speriamo sia così, speriamo vada tutto bene”: queste le rassicuranti parole dette da Lorenzo Insigne ai microfoni de Il Corriere dello Sport. L’attaccante del Napoli cammina senza stampelle a Villa Stuart a meno di 24 ore dall’operazione e lascia tutti sbalorditi. ”Ora devo pensare solo a lavorare, spero di tornare al più presto in campo -prosegue Insigne- Mi ha fatto molto piacere ricevere messaggi e telefonate di compagni e colleghi, sono stati molto gentili con me e voglio dire grazie a tutti, dal primo all’ultimo, perchè mi hanno fatto davvero felice. In momenti così gli amici ti danno la forza ancora di più”. Vincenzo Vitiello fonte:http://www.europacalcio.it/news/napoli-insigne-sto-bene-spero-di-tornare-al-piu-presto-in-campo-62195.html

Ciro Caruso: “Napoli, la disfatta di Bilbao”

Ciro Caruso: “Napoli, la disfatta di Bilbao”

Ciro Caruso Ciro Caruso, ex difensore del Napoli: “La sconfitta di Bilbao ha fatto male sia al Napoli che al calcio italiano. Il club partenopeo ha bisogno di calciatori adatti per riuscire a vincere qualcosa, é la piazza che lo chiede. Per far ciò, si deve investire in modo oculato, cercando di creare una rosa tale che possa puntare a regalare gioie ai tifosi. David Lopez? Sinceramente non lo conosco, ma mi aspetto che il Napoli faccia un importante colpo di mercato. Il calcio italiano? Serve una rifondazione totale, partendo dalle Nazionali giovanili. Siamo fermi al 2006, anno in cui vincemmo il Mondiale”

 

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

ASCOLTA L’INTERVISTA A CARUSO

Parole, parole, parole …e rumors di mercato in casa Napoli

Parole, parole, parole …e rumors di mercato in casa Napoli

De-LaurentiisLa fase di pre-campionato del Napoli ricalca, senza soluzioni di continuità, quelle già vissute nei precedenti anni dell’era De Laurentiis.  Squadra incompleta con la promessa o possibilità di intervenire al termine del mercato estivo oppure durante la sessione invernale del calciomercato. Ed ancora, amichevoli di lusso, che producono un introito abbastanza rilevante a livello di incassi, di marketing ed indotti vari derivanti da iniziative pubblicitarie.   Oltre a questo aspetto, non trascurabile ed eventualmente da approfondire, i match in questione non offrono una sufficiente e completa visione prospettica riguardante la preparazione -intesa come affiatamento tra i giocatori, assimilazione degli schemi ed altro- e  limitano notevolmente la verifica delle possibilità che ha la squadra di proporsi ad alti livelli in campo nazionale ed europeo, magari per vincere anche qualche trofeo. Test match che, forse oltre ai vantaggi sopraindicati, servono da vetrina per i calciatori che devono confermarsi o per quelli in esubero che sono in procinto di partire dal capoluogo campano. Probabilmente, queste partite, mascherano anche alcune lacune riguardante l’organico della squadra.   Il Napoli, fino ad ora,  ha provveduto ad acquistare solo Kalidou Koulibaly e Miguel Pérez Cuesta, conosciuto come Michu, a fronte delle partenze di Armero, Reina e Behrami.   Il 19 agosto la compagine partenopea è chiamata ad un impegno importante per il futuro del club: al San Paolo affronterà l’Athletic Bilbao nella partita di andata dei playoff per la Champions League. Il presidente De Laurentiis, probabilmente -pur consapevole che il  passaggio del turno può valere una cifra compresa tra i 35 e i 38 milioni-  vorrà attendere l’esito del doppio confronto con la squadra spagnola per poi pianificare i lavori in sede di campagna acquisti, vendendo i giocatori in esubero, che Benitez non reputa idonei alla causa azzurra, ed acquistando calciatori in grado di far proseguire il cammino del Napoli in Italia ed in Europa.   Il Napoli ha la possibilità, con la rosa attuale, di superare i preliminari della massima competizione europea, ma se ciò accadrà quale scenario si presenterà, in sede di programmazione, con una squadra che avrà poi bisogno di un ulteriore periodo di amalgama? Un dettaglio importante rispettato da quasi tutti i club riguarda l’opportunità di iniziare la preparazione estiva con l’organico completo. Una rosa che possa garantire la giusta preparazione ed il normale affiatamento tra i giocatori oltre alla messa a punto degli schemi da parte degli allenatori. Se poi in corso d’opera, si rilavano alcune carenze è semplice, e non troppo impegnativo anche a livello economico, intervenire con qualche operazione di mercato riguardante l’acquisto di un calciatore che possa garantire la giusta funzionalità del reparto di appartenenza.   Il Napoli, negli ultimi anni si è presentato, molte volte, ai nastri di partenza con il clichè di eterna incompiuta ed i correttivi che la società ha cercato di apportare a gennaio, sono stati solo palliativi per proseguire la stagione con il minor danno possibile e proseguire la strada intrapresa. Acquisti non idonei a permettere alla squadra di effuttuare un salto di qualità necessario per approfittare anche di situazioni favorevoli contingenti e mettere in maggior difficoltà la concorrenti.   Come accaduto in passato,  anche questa volta, limmobilismo sul mercato non solo non convince Benitez, ma sta irritando i tifosi partenopei . Riporta la Gazzetta dello Sport che lunedì sera, durante l’amichevole col Psg, parte dello stadio ha urlato cori contro De Laurentiis, invitandolo a spendere. Contestazione che non è nuova, in ogni modo. Anche negli anni passati, fino al campionato scorso, gli atteggiamenti del presidente in tema di rinforzi, non sono stati graditi dai tifosi. Una parte di essi ha deciso di andare oltre, ieri, esponendo addirittura uno striscione 6 metri per 3 col quale lo invita a «osare», perché «non fa male». Il momento, dunque, è delicato, anche perché c’è un preliminare di Champions da giocare, contro un avversario, l’Athletic Bilbao, complicato da affrontare. Benitez dovrà contare sugli stessi effettivi della passata stagione, con la sola eccezione di Koulibaly in difesa. Una squadra che ha dimostrato di poter essere competitiva, ma non per lo scudetto.   I rumors di mercato, intanto, sono gli assoluti protagonisti in casa Napoli e, purtroppo, sorreggono le speranze di una tifoseria che è stanca di partecipare e vorrebbe finalmente sedersi al tavolo dei vincitori…ed allora via con voci che riportano un Bigon al lavoro su più fronti. Dall’Inghilterra continuano  ad arrivare conferme che qualcosa si muove per Fellaini. Piccoli passi di una trattativa lunga. Forse troppo. Tra i papabili ora c’è anche De Guzman, rientrato al Villarreal e sicuramente adatto a questo Napoli. Per la difesa ritornano ancora i nomi di Manolas e Agger. E specialmente la seconda opzione sarebbe un salto di qualità notevole per questo Napoli che sta cedendo Fernandez allo Swansea e ha in Koulibaly una gradita sorpresa.   Tu sei come il vento che porta i violini e le rose. Caramelle non ne voglio più. Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi… Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

Mondiali-Italia: Il pregiudizio è un’opinione che non si fonda sul giudizio

Mondiali-Italia: Il pregiudizio è un’opinione che non si fonda sul giudizio

Buffon e Cassano“Abbiamo vinto solo quando non c’eri”: queste la parole di Antonio Cassano rivolte a Gigi Buffon e riportate da Repubblica, in riferimento a quanto esternato dal capitano della Nazionale italiana dopo l’inopinata uscita dai Mondiali 2014 dell’Italia.   Affermando: Abbiamo vinto solo quando non c’eri“,  il calciatore barese sostiene un dato di fatto inoppugnabile, ma che richiederebbe  un’approfondita riflessione sulle dichiarazioni del portierone azzurro: ‘Era il caso di alzare un polverone e di attribuire responsabilità varie, facendo  una selezione di merito  dei calciatori che hanno fatto parte della spedizione a Brasile 2014? Era il caso di stilare una lista dei ”buoni” e ”cattivi” inserendo tra coloro che -a suo giudizio- avrebbero dato molto come in altre occasioni, alla causa della Nazionale? Era il caso di tirarsi fuori da ogni eventuale responsabilità per il fallimento della spedizione azzurra? Era il caso di provocare ulteriori e pericolose fratture in un gruppo che potrebbe ancora fare parte di un progetto in vista dei campionati europei?   Non credo che sia il caso di rispondere a questi quesiti per non inasprire un clima già molto teso nell’ambiente azzurro, ma sono domande che richiederebbero un’onesta riflessione che non tenga conto dell’appartenenza dei calciatori ad una qualsiasi squadra.   Il tifo ed i vari interessi teniamoli da parte,  perchè non portano da nessuna parte e non contribuiscono al tentativo di ricondurre ad una verità distante da quella poco costruttiva, frettolosamente avanzata e deleteria in proiezione futura.   Cassano avrebbe preso anche le difese dei più giovani, attaccando Buffon e De Rossi: Vogliono decidere tutto loro“: se davvero questa frase corrisponde ad una verità riscontrata dal giocatore, l’affermazione richiederebbe un pronto intervento da parte dei dirigenti del Club Italia.   I  processi sommari non vanno mai effettuati da coloro che non sono preposti a tali funzioni, ma non vogliamo credere che nel ritiro azzurro qualcosa si è rotto tra senatori e nuovi arrivati.   I senatori, per la loro enorme esperienza, dovrebbero essere i moderatori di tali situazioni e, mai e poi mai, i promotori di una distinzione tra loro ed i giovani che vengono -dopo una lunga e meticolosa selezione- chiamati a far parte di un gruppo in cui si chiede loro di integrarsi.   Integrarsi? Ma come potrebbero farlo se, secondo quanto traspare dalle parole di Cassano, c’è pregiudizio nei loro confronti?   Verratti, Immobile, Insigne, Cerci, Candreva, Sirigu, Darmian, Marchisio, De Sciglio, Abate, Destro, Perin, un Balotelli pienamente recuperato ed altri sono il futuro della Nazionale ed il loro talento non va messo, minimamente, in discussione, ne si può ipotizzare uno scarso impegno da parte di calciatori che avevano come priorità nei loro progetti -o legittimi sogni- quella di vestire la maglia azzurra.   I senatori? Non solo in questo Mondiale ma anche nelle precedenti competizioni continentali ed iridate, hanno avuto modo di mettere in mostra la loro professionalità, le capacità tecniche ed altro: tutti potrebbero giudicare pregi e difetti di coloro che, attualmente, sono impegnati a perorare la propria causa, per cui sarà il tempo ed il nuovo ct della Nazionale a  ristabilire la verità e la giusta serenità.   ”Questi devono sempre fare la morale e dividere i buoni dai cattivi. Se avessimo vinto, vincevano loro. Invece abbiamo perso soltanto noi“: si può dissentire da ciò che afferma Cassano? Ci sono prove che possano avvalorare o mettere in discussione le dure parole espresse dal talento barese? In attesa di smentite o conferme, ognuno tragga le proprie conclusioni senza forzature mediatiche ed in piena onestà. La debacle in Brasile ha lasciato dietro di sé vecchie ruggini e nuovi veleni. ”Il pregiudizio è un’opinione che non si fonda sul giudizio”: affermava Voltaire. Indipendentemente da un qualsivoglia veritiero o non appropriato riferimento, sarebbe ora che i Senatori, in virtù della loro sventolata saggezza, mettessero al servizio del calcio italiano l’aiuto necessario per far crescere -insieme o in alternativa a loro- i nuovi che rappresenteranno i colori nazionali in un prossimo futuro.   “Abbiamo vinto solo quando non c’eri”: queste la parole di Antonio Cassano rivolte a Gigi Buffon e riportate da Repubblica, in riferimento a quanto esternato dal capitano della Nazionale italiana dopo l’inopinata uscita dai Mondiali 2014 dell’Italia.   Affermando: Abbiamo vinto solo quando non c’eri“,  il calciatore barese sostiene un dato di fatto inoppugnabile, ma che richiederebbe  un’approfondita riflessione sulle dichiarazioni del portierone azzurro: ‘Era il caso di alzare un polverone e di attribuire responsabilità varie, facendo  una selezione di merito  dei calciatori che hanno fatto parte della spedizione a Brasile 2014? Era il caso di stilare una lista dei ”buoni” e ”cattivi” inserendo tra coloro che -a suo giudizio- avrebbero dato molto come in altre occasioni, alla causa della Nazionale? Era il caso di tirarsi fuori da ogni eventuale responsabilità per il fallimento della spedizione azzurra? Era il caso di provocare ulteriori e pericolose fratture in un gruppo che potrebbe ancora fare parte di un progetto in vista dei campionati europei?   Non credo che sia il caso di rispondere a questi quesiti per non inasprire un clima già molto teso nell’ambiente azzurro, ma sono domande che richiederebbero un’onesta riflessione che non tenga conto dell’appartenenza dei calciatori ad una qualsiasi squadra.   Il tifo ed i vari interessi teniamoli da parte,  perchè non portano da nessuna parte e non contribuiscono al tentativo di ricondurre ad una verità distante da quella poco costruttiva, frettolosamente avanzata e deleteria in proiezione futura.   Cassano avrebbe preso anche le difese dei più giovani, attaccando Buffon e De Rossi: Vogliono decidere tutto loro“: se davvero questa frase corrisponde ad una verità riscontrata dal giocatore, l’affermazione richiederebbe un pronto intervento da parte dei dirigenti del Club Italia.   I  processi sommari non vanno mai effettuati da coloro che non sono preposti a tali funzioni, ma non vogliamo credere che nel ritiro azzurro qualcosa si è rotto tra senatori e nuovi arrivati.   I senatori, per la loro enorme esperienza, dovrebbero essere i moderatori di tali situazioni e, mai e poi mai, i promotori di una distinzione tra loro ed i giovani che vengono -dopo una lunga e meticolosa selezione- chiamati a far parte di un gruppo in cui si chiede loro di integrarsi.   Integrarsi? Ma come potrebbero farlo se, secondo quanto traspare dalle parole di Cassano, c’è una prevenzione nei loro confronti?   Verratti, Immobile, Insigne, Cerci, Candreva, Sirigu, Darmian, Marchisio, De Sciglio, Abate, Destro, Perin, un Balotelli pienamente recuperato ed altri sono il futuro della Nazionale ed il loro talento non va messo, minimamente, in discussione, ne si può ipotizzare uno scarso impegno da parte di calciatori che avevano come priorità nei loro progetti -o legittimi sogni- quella di vestire la maglia azzurra.   I senatori? Non solo in questo Mondiale ma anche nelle precedenti competizioni continentali ed iridate, hanno avuto modo di mettere in mostra la loro professionalità, le capacità tecniche ed altro: tutti potrebbero giudicare pregi e difetti di coloro che, attualmente, sono impegnati a perorare la propria causa, per cui sarà il tempo ed il nuovo ct della Nazionale ristabiliranno la verità.   ”Questi devono sempre fare la morale e dividere i buoni dai cattivi. Se avessimo vinto, vincevano loro. Invece abbiamo perso soltanto noi“: si può dissentire da ciò che afferma Cassano? Ci sono prove che possano avvalorare o mettere in discussione le dure parole espresse dal talento barese? In attesa di smentite o conferme, ognuno tragga le proprie conclusioni senza forzature mediatiche ed in piena onestà. La debacle in Brasile ha lasciato dietro di sé vecchie ruggini e nuovi veleni. ”Il pregiudizio è un’opinione che non si fonda sul giudizio”: affermava Voltaire. Indipendentemente da un qualsivoglia veritiero o non appropriato riferimento, sarebbe ora che i Senatori, in virtù della loro sventolata saggezza, mettessero al servizio del calcio italiano l’aiuto necessario per far crescere -insieme o in alternativa a loro- i nuovi che rappresenteranno i colori nazionali in un prossimo futuro. Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

Arriva anche la smentita di Higuain, manca solo il buon senso dei media!

Arriva anche la smentita di Higuain, manca solo il buon senso dei media!

higuain  1234“Sono state strumentalizzate le mie parole su Messi!”. Questo quanto detto e riportato dal Mattino, da Gonzalo Higuain, attaccante del Napoli e della Nazionale argentina, alla società azzurra.

 

Il Pipita ha smentito, con buona pace di tutti coloro che erano convinti delle ipotesi formulate dalla stampa spagnola impegnata a divulgare -senza comprovare e commentare con un minimo di prove attendibili-  un concreto interesse del Barcellona nei suoi confronti.   Riferivano  i quotidiani anche di un Higuain compiacente dei rumors di mercato e contento di poter indossare la casacca della società blaugrana, magari nella prossima stagione.

 

A molti è sfuggito un particolare importante: come è possibile instaurare una trattativa e portarla a buon fine,  per un Top Player, in un tempo abbastanza ristretto? Se ci fosse stata la vera intenzione -da parte del Napoli– di privarsi del giocatore e se il Barca avesse accettato il giusto prezzo del cartellino, sarebbe stato quasi impossibile stipulare un contratto di questa portata in un paio di mesi.

 

Forse una simile trattativa andava iniziata ad inizio anno.   E’ da mettere in conto anche l’eventuale cifra che chiederebbe Aurelio De Laurentiis per il proprio gioiello. Considerato che Gonzalo è stato acquistato dal Real Madrid per una cifra che si aggira sui quaranta milioni di euro, il Patron del Napoli -per questioni di bilancio e per poter rimpiazzare adeguatamente un attaccante che ha disputato una grande stagione- dovrebbe realizzare una necessaria e doverosa plus valenza, per cui è facile intuire per quale notevole cifra dovrebbe esporsi il Barcellona.

 

Il club spagnolo è intenzionato a spendere molto in vista della prossima stagione, ma un minimo di programmazione societaria potrebbe impedire di concludere velocemente simili operazioni di mercato.

 

Il 27 luglio 2013 Higuain viene acquistato a titolo definitivo dal Napoli e sottoscrive un contratto quinquennale: il buon senso dovrebbe far comprendere che, forse, è prematuro, da parte di un qualsivoglia club, avanzare eventuali richieste per sottrarre alla società azzurra colui che in breve tempo non ha fatto rimpiangere un certo… Edinson Cavani.

 

Resta, infine, la triste considerazione che tutto il Mondo è paese ovvero certi media, anche di prestigiose testate europee, pur di creare un sensazionalismo finalizzato ad ovvi benefici verso il giornale di appartenenza, non si curano di rispettare le norme che sono alla base di una credibilità necessaria per il bene del calcio e per avere un giusto tornaconto in termini di immagine a medio termine, allorquando i lettori si rendono conto che il tempo dedicato al calcio letto non è tempo perso!

 

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

 

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

Esclusiva – Vitiello (Direttore Europacalcio.it): “Rossi o Insigne? Io avrei lasciato Cassano”

Esclusiva – Vitiello (Direttore Europacalcio.it): “Rossi o Insigne? Io avrei lasciato Cassano”

TrisIntervista ai microfoni di quifootballexpress per il direttore editoriale di Europacalcio.it, Vincenzo Vitiello. Ecco alcuni spezzoni del suo intervento in seno alla trasmissione in onda ogni martedì su www.quiradio.it.

Direttore, partiamo dal fatto più scottante: l’esclusione di Pepito Rossi dai 23 che partiranno per il Brasile. Convinto da questa scelta?

L’esclusione di Rossi mi lascia profondamente rammaricato per l’uomo prima di tutto e per il campione in secondo luogo. Detto questo non penso che Prandelli possa operare per il male della Nazionale: se ha fatto altre scelte un motivo di fondo c’è ed è da rintracciarsi in una migliore condizione fisica di chi parte per il Brasile. Credo che nella testa del c.t il ballottaggio iniziale fosse tra Insigne e Candreva, poi la tegola Montolivo ha cambiato tutto: alla fine l’ha spuntata il laziale, per le sue qualità di collante tra attacco e centrocampo. Insigne può ricoprire molti ruoli diversi, spaziando potenzialmente su tutto il fronte offensivo: può far male partendo dalla posizione classica, a sinistra, ma sa disimpegnarsi bene anche sulla corsia opposta. Io, piuttosto, il dubbio vero me lo sarei fatto venire a proposito di Antonio Cassano: meglio lui di Pepito?”.

Dove può arrivare questa Nazionale?

Difficile lasciarsi andare a pronostici, nessuno ha la sfera di cristallo. Di sicuro lo scoglio è il girone, perché Inghilterra e Uruguay sono da prendere con le pinze. Se il gruppo saprà essere compatto e unito Prandelli ed i tifosi italiani potranno togliersi molte soddisfazioni: non possiamo dimenticare di avere una rosa di tutto rispetto. La riserva di Buffon è il titolare del Psg, Verratti è già un leader e davanti c’è un certo Balotelli, uno che si sveglia quando annusa la competizione vera”.

 

Sarà 4-3-3? O sono più probabili i cambi in corsa, come in qualche modo ha cercato di far capire il c.t?

Il modulo di partenza può essere quello, perché ci sono gli esterni di ruolo, come Cerci, Candreva, lo stesso Insigne. Poi è chiaro che la formazione si plasmerà a seconda delle esigenze: nel calcio moderno non puoi permetterti di fossilizzarti su un modulo soltanto”.

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT