Igiene pubblica e raccolta dei rifiuti. I Borboni e la differenziata

Igiene pubblica e raccolta dei rifiuti. I Borboni e la differenziata

  Un decreto presente nella “Collezione delle Leggi e dei Decreti del Regno delle Due Sicilie” ed  emanato il 3 maggio 1832 (n.21) dal re Ferdinando II di Borbone, analizzava e regolamentava l’intera situazione igienica dei rifiuti napoletani. Inoltre, un’ordinanza della prefettura di polizia disciplinava, nei dettagli, lo spazzamento e l’innaffiamento delle strade, compresa una sorta di “raccolta differenziata” per il vetro che veniva recuperato e riciclato dalle numerose Vetrerie presenti nel regno . A Napoli, il prefetto dell’epoca, Gennaro Piscopo, ordinò ai napoletani: «Tutt’i possessori, o fittuarj di case, di botteghe, di giardini, di cortili, e di posti fissi, o volanti, avranno l’obbligo di far ispazzare la estensione di strada corrispondente al davanti della rispettiva abitazione, bottega, cortile, e per lo sporto non minore di palmi dieci di stanza dal muro, o dal posto rispettivo. Questo spazzamento dovrà essere eseguito in ciascuna mattina prima dello spuntar del sole, usando l’avvertenza di ammonticchiarsi le immondizie al lato delle rispettive abitazioni, e di separarne tutt’i frantumi di cristallo, o di vetro che si troveranno, riponendoli in un cumulo a parte». Nel dettagliato documento del prefetto, composto da 12 articoli, venivano indicate le modalità della raccolta e chi ne era responsabile; si vietava di gettare dai balconi materiali di qualsiasi natura, comprese le acque utilizzate per i bagni, e di lavare o di stendere i panni lungo le strade abitate; venivano, infine, stabilite le pene per le contravvenzioni, non esclusa la detenzione. Questa “legge borbonica” aveva già risolto il problema della spazzatura quasi duecento anni or sono, rendendo Napoli la città più pulita d’Europa. I Borboni sono famosi per ” forca, farina e festa” dimenticando queste leggi, ed altre progressiste e semplici, composte di pochi articoli chiari e semplici. Si dimentica che c’erano industrie produttive, la prima ferrovia, il primo battello a vapore, le seterie, le fabbriche di ceramica di Capodimonte, le acciaierie, i cantieri navali  purtroppo l’unica cosa che mancava una  Costituzione come quella stilata da grandi uomini quali quelli che hanno scritto l’attuale Costituzione che è tra le migliori del mondo.

Questo decreto era già noto ad alcuni addetti ai lavori, storici, meridionalisti, neo borbonici ( www.neoborbonici.it, orgoglio napoletano, Comitati delle due Sicilie) a periodici (Panorama del 7/12/2008 p 115) ma noi, come Associazione siamo immensamente grati a Roberto Saviano che durante la trasmissione “Vieni via con me” su Rai3 l’ha fatto conoscere a milioni di italiani.

Chiesa di San  Gennaro  (St.Januarius) a Napoli, New York

Chiesa di San Gennaro (St.Januarius) a Napoli, New York

Chiesa di San  Gennaro  (St.Januarius) a Napoli, New York

La storia della nascita della cittadina di Naples, NY ci fa sapere che la zona era già stata occupata naturalmente dai Seneca, nativi americani sul luogo  vi era il villaggio “Nundawao.  Nel 1779, i coloni tedeschi giunsero nell’area  dei Finger Lakes portando con sé l’esperienza della viticoltura e della vinificazione, formando una piccola città conosciuta come “Watkinstown” dal nome di un capitano rivoluzionario di guerra, che poi sarebbe stato cambiato in “Middletown” a causa della sua posizione sulla strada tra Canandaigua e Bath, e poi nel 1808 il nome sarebbe stato definitivamente cambiato con quello che attualmente conosciamo: Naples, NY Questa scelta fu dovuta al fatto, probabilmente dopo aver visto qualche dipinto riguardante la città italiana, che molti ritenevano che il paesaggio vicino all’acqua fiancheggiato da filari di viti e colline avesse una certa rassomiglianza e familiarità con  la Napoli in Italia.

Con la espansione demografica la città ha iniziato a crescere, nel corso del 1800, 24 famiglie si riunirono e presentarono una petizione al vescovo McQuaid della diocesi di Rochester per consentire loro di formare una congregazione e costruire una chiesa. Avuto il consenso del Vescovo il gruppo usò il municipio locale per un paio d’anni mentre veniva costruiva la loro chiesa originale all’angolo tra North Main e Tobey St, il cui costo fu di circa $ 2,500 dell’epoca. Questa chiesa aveva la tradizionale forma delle chiese costruite negli Stati Uniti tipiche di quel periodo di tempo, ovvero caratterizzato da un campanile lungo e stretto, alto e bianco, con alte ma semplici vetrate.

 Alla fine degli anni ’60 quella chiesa fu abbattuta la nuova ed attuale fu costruita nell’arco di due anni. L’attuale Chiesa è stata appositamente progettata per incorporare e adattare il paesaggio locale, rispettando gli elementi comuni all’area. L’incarico fu affidato all’architetto Jaemes (Jim) Johnson   il quale pur rispettando la tradizionale adorazione cattolica   progettò la chiesa con una forma  progressista.   Per il nome fu fatto il seguente ragionamento: “ se la città prende il nome da Napoli, in Italia, la chiesa deve prendere il nome dal santo patrono di Napoli ( Italia)”,  un   tema  che accadeva e volevano che continuasse.

L’architetto Jim Johnson disegnò la planimetria della chiesa tale da assomigliare al profilo di una foglia d’uva, anche perché Naples è detta “la città del vino”. La forma della foglia è ampia e lasciata cadere a un punto sul lato est di fronte a North Main St (la vecchia chiesa si affacciava a sud verso Tobey St). Verticalmente, la forma continua con quel tema emulando il disegno di una foglia d’uva rovesciata, dove la punta della foglia punta effettivamente verso l’alto a causa della forza della nervatura centrale. E’ considerata una delle chiese moderne dalla forma avvenieristica.  Come si diceva fu costruita nell’arco di due anni, per la precisione fu iniziata nel 1965 e terminata nel 1966 ed essa fa molti riferimenti all’uva in quanto la zona è ricca di vigne e le vetrate rappresentano i tipi di uve coltivate localmente cosi come la pianta del pavimento è a forma di foglia d’uva. Nel 2001, la Chiesa di San Gennaro ha celebrato il suo 125 ° anniversario e nel 2011 ha subito modifiche migliorative tra cui  quella che per rendere la chiesa più accessibile ai portatori di handicap, le porte sull’ingresso ovest sono state sostituite da porte motorizzate accessibili per disabili e una rampa è stata aggiunta per fornire l’accesso all’area del santuario. Anche l’illuminazione principale è stata sostituita con nuove caratteristiche che illuminano la chiesa, tenendo presente il risparmio energetico. Da notare che se si guarda nella lampada del santuario ci sono due luci vecchio stile che sono rimaste, esse erano nella chiesa precedente che è stata demolita nel 1966, mantenendo così una continuità nella storia di San Gennaro.

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Chiesa di San Gennaro (St Januarius Catholic Church) a Pittsburg, PA, USA

Chiesa di San Gennaro (St Januarius Catholic Church) a Pittsburg, PA, USA

Chiesa di San Gennaro (St Januarius Catholic Church) a Pittsburg, PA, USA

 La St Januarius Catholic Church si trova a Pittsburgh, PA 15239, Stati Uniti al n. 1450  di Renton Rd a  pochi minuti dall’intersezione di New Texas Road e Route 380.  Pittsburgh   è il capoluogo della contea di Allegheny nella Pennsylvania.

Storia parrocchiale

Il primo embrione della San Januarius Church fu la nascita  nel 1925 come missione della Confraternita Missionaria della Dottrina Cristiana (MCCD).  La diocesi formò la Confraternita missionaria   per portare l’istruzione religiosa ai cattolici che vivevano in piccole comunità isolate che non avevano facile accesso a una chiesa esistente.  La prima messa nella nuova parrocchia fu celebrata l’ultima domenica di novembre del 1925 al secondo piano di un negozio in città.  Fino al 1945, la messa veniva celebrata solo una volta al mese.  A partire dal 1945, la messa fu celebrata settimanalmente continuando a utilizzare lo spazio in affitto nel negozio.  Nel 1950, la   comunità   parrocchiale   decise di costruire una chiesa, dopo il primo tentativo di costruire una chiesa   presto fallito, finalmente la domenica di Pasqua del 1950 iniziarono i lavori per una chiesa mettendo la così detta prima pietra.   Dopo la fondazione, tuttavia, la parrocchia decise che il sito prescelto aveva degli svantaggi che indussero la chiesa ad abbandonarlo.  Un nuovo inizio fu fatto il 25 agosto 1951 e la pietra angolare ( o testata d’angolo) della nuova chiesa fu posta il 23 marzo 1952. La prima messa  celebrata  nella nuova chiesa ebbe luogo il 30 novembre 1952, anche se l’interno della chiesa non era ancora finito. Una  mancanza di fondi ritardò il completamento della chiesa fino al 1959 e finalmente la chiesa fu formalmente dedicata il 9 ottobre 1960 e la parrocchia divenne indipendente nel 1973.

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IL NAPOLI DEI RECORD ANNO 2017

IL NAPOLI DEI RECORD ANNO 2017

IL NAPOLI DEI RECORD ANNO 2017

PUNTEGGIO RECORD

Con la partita  giocata a  Crotone si chiude il girone di andata del 2017/2018. Il 2017 ha visto, con 48 punti conquistati, il miglior rendimento nella storia del Napoli avendo lo stesso score del 1987/88 quando, dopo diciannove giornate, gli azzurri avevano conquistato gli stessi 15 successi e 3 pareggi, con una sconfitta. Con 48 punti il 2017/18 ha dieci punti in più sul 2016/17 (38) e sette sul 2015/16 (41).

I GOL IN 19  GIORNATE

 Sono state realizzate 42 reti; soltanto due volte il Napoli aveva segnato tanto in serie A. Quarantadue i gol relizzati anche e soltanto nel 1987/88 e nel 2016/17.

LE TRASFERTE POSITIVE

Con il successo sul Crotone si è allungata ulteriormente la striscia positiva esterna del Napoli, 23 che non perde in trasferta dal 2-1 subito dalla Juventus il 29 ottobre 2016. In seguito 20 vittorie e 3 pareggi, contro Fiorentina, Sassuolo e Chievo.

I PUNTI NEL 2017

Con la vittoria allo Scida (Crotone) si è chiuso l’anno calcistico 2017. In questo anno solare il Napoli ha conquistato ben 99 punti, 51 da gennaio a giugno e 48 da agosto a dicembre. Per il Napoli 31 vittorie (16 da gennaio a giugno e 15 da agosto a dicembre), 6 pareggi (3+3) e soltanto 2 sconfitte (1+1) con 96 gol segnati (54+42) e 31 subiti (18+13).

IL MIGLIOR CANNONIERE DELL STORIA DEL NAPOLI

Marek Hamsik, dopo aver superato Diego Armando Maradona, con il gol realizzato allo Scida ha raggiunto quota 117 ed è il miglior  goleador del Napoli ed ha segnato in tutte le competizioni : 97 in campionato di serie A, 5 in coppe nazionali, 15 in coppe continentali. E’ ad un passo da Antonio Vojak, che con 102 gol realizzati nell’arco di sei stagioni è il massimo cannoniere della storia del Napoli in Serie A.

Buon Natale

Buon Natale

Voglio dedicare questa poesia scritta da mio figlio Salvatore nel 1995 a tutti i nostri amici ed augurare loro un Buon Natale ed un felice Anno nuovo

 

 

 

 

‘O BAMBINO Gesù’

Oje Gesù , ca staje llà ncoppa e ce manne ‘e benerezione,
ogge festeggiammo ‘a nasceta toja,
e ce magnammo ‘o panettone
e c’arrecriammo.

E ce strignimmo cchiù forte ca putimme,
pecchè oggi è nu jomo speciale pe nuje e pe Tel

E pe I’aria se sente nu suono ‘e ciaramelle e zampogne, rummure ‘e tricchi tracche e addore ‘e bengala,
tutte pe fà festa.

pure si stu jome è sempe bello, però …
ce stanno certi famiglie ca so ntossecano, pecchè teneno certi problemi,
ca l’anna suppurtà pure ‘e ‘sti jorne.

Penzamme ‘e criature d’a Bosnia
ca stanne mieze ‘e guaje,
e pe loro nun è nu jorne speciale comma è pe nuìe,

s’adda tenè nu poco ‘e rispetto
pe’ chella gente ca soffre;
e nun amma penzà sule ‘a nuje c’avimma festiggià, ma almeno
ogge penzammo nu’ poco ‘chi sta peggio ‘e nuìe.

 

Natale 1995

Salvatore Galario
Scuola media Gobetti, Quarto
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‘Il Napoli nel mito- storie, campioni e trofei mai visti, in mostra al MANN’

‘Il Napoli nel mito- storie, campioni e trofei mai visti, in mostra al MANN’

Una squadra, una città, le memorie che divengono emozione e rinnovano attraverso le generazioni una passione fortemente identitaria dei napoletani,  quella per il calcio: si apre al pubblico dal 22 dicembre  ‘Il Napoli nel mito- storie, campioni e trofei mai visti, in mostra al MANN’  esposizione nata dalla collaborazione tra il MANN diretto da Paolo Giulierini e la SSC Napoli.

Accanto a memorabilia e cimeli, in occasione della prima mostra ufficiale SSC Napoli (fino al 28 febbraio 2018 aperta tutti i giorni, tranne il martedi, dalle 09.00 alle 19.30)  saranno esposti insieme, per la prima volta, tutti i trofei vinti dalla squadra partenopea nel corso della sua storia.

Progettata dall’architetto Andrea Mandara, per la parte grafica da Francesca Pavese, con testi di Serena Venditto,  propone nelle tre sale espositive del piano terra affacciate sul giardino delle camelie,  un percorso cronologico, dagli albori del calcio a Napoli ai giorni nostri.

La storia del club azzurro viene riscostruita e raccontata in particolare attraverso i materiali ed i cimeli di Momenti Azzurri, un’associazione nata nel 2007 da un’idea di Dino Alinei e Giuseppe Montanino, in collaborazione con Chrystian Calvelli.

La mostra si avvale di preziosissime collaborazioni del mondo editoriale e giornalistico. La Rai, partner televisivo unico della mostra, ha fornito video e filmati storici che animano il percorso espositivo. Il Corriere dello Sport, con Alessandro Vocalelli, Direttore Responsabile, che ha fornito esclusivo materiale fotografico sulla squadra nel corso di tutta la sua storia. L’Archivio fotografico Carbone, che ha messo a disposizione il suo patrimonio di immagini storiche della città e della squadra.

La  mostra è organizzata in collaborazione con: Electa (bookshop) e Coopculture (biglietteria).

Fonte : http://www.sscnapoli.it/static/default/Home-1.aspx