Compie 20 anni la Giornata Mondiale della Pasta, che dal 1998 celebra il 25 ottobre il piatto simbolo dell’Italia, quest’anno il cuore della festa è a Dubai, capitale del World Pasta Day, promosso dall’Associazione delle industrie del Dolce e della Pasta Italiane e all’Ipo, International Pasta Organization. Sono passati, infatti, 20 anni dalla prima, storica edizione di Napoli che ha fissato la data del 25 ottobre per celebrare l’alimento simbolo della dieta mediterranea.   Lo scorso anno la manifestazione fu ospitata dal Brasile, il maggior produttore di pasta al mondo, con San Paolo nel ruolo di “capitale” della pasta.

Come si diceva, il primo World Pasta Day si è svolto a Napoli nel 1998. Da allora, questo evento si tiene ogni anno, trasferendosi a Genova (1999), Roma (2000, 2001 e 2002), Napoli (2003), New York (2004), Barcellona (2005), Roma (2006), Città del Messico (2007), Istanbul (2008), New York (2009), Rio de Janeiro (2010), Roma (2011), Città del Messico (2012), Istanbul (2013), Buenos Aires (2014) e poi ancora, questa volta a Milano (25-27 ottobre 2015) all’EXPO 2015. Nel 2016 è stato il turno di Mosca e poi San Paolo del Brasile ed ora Dubai

Le celebrazioni prevedono un evento a cui parteciperanno 250 delegati tra pastai, Istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica, giornalisti e opinion leader del food. Un amore senza confini che accomuna circa 200 paesi nel mondo, ma in un caso su quattro la produzione è italiana. Non a caso, gli spaghetti sono il formato più amato a livello globale.

A Napoli per gli anni passati si usavano più i vermicelli che gli spaghetti per la vendita ambulanti perché mantenevano più la cottura. I venditori venivano chiamati maccaronari”, con lo stesso termine venivano appellati anche i produttori di maccheroni, le categorie di maccaronari di strada erano due, quelli che avevano una postazione fissa e cuocevano al momento i maccheroni e li servivano ancora caldi e gli ambulanti, che giravano per le stradine di Napoli con una cesta colma di maccheroni, dove si cercava il più possibile mantenerli caldi. Di solito venivano mangiati senza l’uso delle posate, al loro posto si usavano le mani, con buona pace di formazione di anticorpi. Le principali categorie di vendite erano il  “Doje allattante!” e il “Tre Garibarde”, perché erano chiamati così?  Soprattutto dal loro costo, infatti costavano rispettivamente  due o tre centesimi, il primo “allattante“ ovvero pietanza che vi nutrisce era in bianco, condita con formaggio pecorino e pepe e costava come detto due centesimi. Quello che costava tre centesimi era condita anche con il pomodoro, ovvero la Garibalda dal colore rosso della camicia di Garibaldi.

maccaronaro ambulante

maccaronaro a posto fisso

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