Chiaia (Via), cap 80121 da Piazza Trieste e Trento all’altezza del famoso caffè Gambrinus a piazza Santa Caterina.E’ una delle più note ed eleganti strade di Napoli, preferita per lo shopping cittadino. Detta anche Chiaja, il toponimo deriva sempre da playa, ma alcune tesi lo fanno derivare dal lessico napoletano di “piaga”, in vernacolo appunto Chiaja; essendo il tracciato della via derivato da un canalone naturale, scavato dalle acque che scorrevano tra le collinette di Pizzofalcone e delle Mortelle, il canalone dava al suolo una forma di spaccatura o ferita. Questa camminamento naturale veniva usata come strada in epoca romana, poi nel periodo medievale si cominciò a costruirvi palazzi e monasteri. Nel 1636 fu costruito il Ponte di Chiaia, che collega la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle ai quartieri Spagnoli. Nel pilastro sinistro del ponte è presente un ascensore che consente il collegamento con il Monte di Dio (sulla collina di Pizzofalcone). I lavori del ponte rientrarono nel complesso di modifiche progettate dall’architetto Domenico Fontana all’inizio del Seicento per dare alla strada il suo aspetto attuale. Su di essa via sbuca la Salita Sant’anna di Palazzo dove si trova la famosissima Antica Pizzeria Brandi, quella della pizza Margherita. In questa pizzeria si può leggere, esposta in uno dei suoi locali, la lettera di ringraziamento della Regina d’Italia Margherita di Savoia. La lettera, del 1889, fu inviata dalla Regina al pizzaiuolo Raffaele Esposito, antenato della famiglia Brandi, per attestargli la propria stima e per confermargli che le “tre qualità di Pizze da Lei confezionate per Sua Maestà la Regina vennero trovate buonissime”. Una delle tre pizze, create appositamente per la visita della Regina, reca ora il suo nome, ossia la Pizza Margherita.
Proseguendo per via Chiaia,poco dopo il ponte c’è il teatro Sannazzaro dove per primo si esibì Eduardo Scarpetta, papà naturale dei De Filippo, successivamente si esibirono proprio gli stessi De Filippo. In epoca più recente, nel 1969 Nino Veglia e sua moglie Luisa Conte diedero il via ai lavori per la ristrutturazione del teatro, così 1971 riapre la “bomboniera di via Chiaia”, il salotto di Napoli, diventando sede fissa della Compagnia Stabile Napoletana. Dopo il ponte troviamo, incorniciata da un arco, la pittoresca scalinatella del vicoletto Sant’Arpino, ed infine il Palazzo Cellamare, proprio allo sbocco della strada su piazza Santa Caterina. Galario Gennaro ©
