Napoli – Juventus: il gioco delle tre carte e l’onestà di BuffonNapoli – Juventus: il gioco delle tre carte e l’onestà di Buffon

Napoli – Juventus: il gioco delle tre carte e l’onestà di BuffonNapoli – Juventus: il gioco delle tre carte e l’onestà di Buffon


“Premesso che abbiamo affrontato il Bayern, non c’erano problemi ad affrontare la Juventus. -spiega De Laurentiis in un intervista rilasciata al Corriere dello Sport- Il Napoli non ha paura di giocare con nessuno e non e’ abituato a fare il gioco delle tre carte”

“Tre carte”: un gioco inventato a Napoli e ben attuato altrove ovvero in luoghi in cui è dovuta intervenire la notevole onestà intellettuale di un campione, sotto tutti gli aspetti, che corrisponde al nome di Gianluigi Buffon per ristabilire la verità dei fatti accaduti. Il portiere dalla Juve e dalla Nazionale, allo stesso quotidiano sportivo, ha commentato: “Ero a Napoli e a mezzogiorno e mezzo era impensabile giocare. Poi siamo partiti alle cinque e sembrava impossibile non giocare. Ma decisioni del genere si prendono molto prima, i tifosi si muovono in anticipo. Di fronte ad un evento così imponente, a temporali che ci mettono in ginocchio, a sette morti, il calcio deve avere l’umiltà di mettersi da parte. Poi si possono creare ad arte delle polemiche sulle comunicazioni di questa decisione o su altre procedure…”.Ben si conosce la cultura del sospetto che impera in Italia in molti settori della vita quotidiana, ma profferire critiche e gratuite insinuazioni per una decisione presa dal Prefetto di Napoli, in una giornata triste che ha visto sette persone perdere la vita a causa del maltempo, ha preventivamente salvaguardato l’incolumità della popolazione partenopea vietando la disputa di un big match atteso, con la stessa passione sportiva, da due grandi tifoserie: Napoli e Juventus.

“Ricordo che c’era il buon Pierpaolo Marino a spalare la melma con gli stivali allo stadio aggiunge De Laurentiis- Le precipitazioni avvenute hanno sconvolto un Paese intero. Mi sembra che la Liguria abbiamo chiesto un milione di euro allo Stato. Il rispetto della salute è prioritario in qualunque parte del mondo. Credo che sia intollerabile pensare che una partita di calcio si debba giocare ugualmente laddove non ci sono i presupposti per farlo. Anche io volevo giocare, ma non e’ stato possibile”.
Questo aspetto, sottolineato da presidente del Napoli, dovrebbe essere osservato in un Paese che sappia distinguere la prevenzione di un bene come la vita umana dall’esigenze di tifosi e persone variamente interessate alla disputa di una gara sportiva. La popolazione partenopea era in panne per le difficoltà oggettive dovute alla precaria viabilità derivante dalle piogge abbattutesi nella precedente nottata, nella mattinata ed, anche, a poche ore dal programmato inizio dell’incontro.
Alcuni opinionisti non hanno analizzato e valutato, con freddezza, la situazione ambientale ma si sono arrogati il diritto di esprimere opinioni che vanno in una direzione contraria al senso civico, alla prevenzione che spesso manca in Italia, alla solidarietà. Le osservazioni fuori luogo di alcuni personaggi lasciano il tempo che trovano ma se in un prossimo futuro dovesse accadere, malauguratamente, un tragedia per mancanza di tempestività ed oculatezza degli organismi preposti alla vigilanza e tutela della popolazione di un qualsivoglia territorio, coloro che hanno criticato il giusto operato di un Prefetto, il cui esempio dovrebbe essere seguito in altre simili circostanze, si assumeranno la responsabilità morale di un modus operandi che prevede l’anteporre le proprie esigenze alla salute della comunità.

Napoli-Juventus si recupererà il 29 novembre ed in tale data, al San Paolo, la squadra bianconera avrà tutte le possibilità di dimostrare il suo indiscusso valore. Un rinvio che ha privato, momentaneamente, il club torinese del meritato primato in classifica, non giustifica le assurde polemiche messe in scena da alcuni personaggi. Conservare il vertice della classifica è importante ma è fondamentale mantenerlo fino al termine del torneo. Un grande club come la Juventus ha dato prova di maturità ed ha compreso benissimo la situazione verificatasi a Napoli. Il Direttore Tecnico Giuseppe Marotta è ben conscio che la squadra, costruita con la sua opera sagace, è in grado di far fronte a queste problematiche non dipendenti dalla volontà della Juventus tantomeno del Napoli che, nel mese di novembre, sarà impegnato continuamente, prima e dopo la sfida con i bianconeri, in campionato ed in Champions League.

Vincenzo Vitiello
LEGGI ARTICOLO SU TMW:

Inter, è solo colpa di Rocchi la sconfitta contro il Napoli?

Inter, è solo colpa di Rocchi la sconfitta contro il Napoli?


“Siamo rimasti male perchè la stampa ha sminuito quello che ha fatto il Napoli contro l’Inter -così Mascara ai microfoni di Marte Sport Live sulle frequenze di Radio Marte- Un errore arbitrale non può averci condizionato così tanto, noi sappiamo di aver fatto una grande partita”.
L’attaccante azzurro ritorna sull’argomento della settimana che ha monopolizzato quasi tutte le fonti di informazione nazionali. I media non hanno dato il giusto spazio alla grande impresa della squadra partenopea che, pur avvantaggiata da alcuni gravi errori arbitrali, ha dimostrato di aver meritato la vittoria.
In altre simili circostanze le big del massimo campionato di serie A hanno saputo reagire o limitare i danni. L’Inter, nel primo tempo del match contro il Napoli, ha denotato qualche problema di impostazione ed in particolare sulla fascia destra di appartenenza: troppo accentrati i calciatori e con le distanze tra i reparti non corrispondenti ad uno schieramento compatto.
Vogliosi di dimostrare, al loro pubblico, che vi era stata una svolta dopo il non convincente inizio di campionato, i neroazzurri non hanno saputo mantenere la calma alla prima difficoltà sia pure essa rilevante ed Obi, graziato dall’arbitro, per un precedente fallo su Maggio meritevole del cartellino giallo, ha, comunque, commesso un altro fallo da sanzionare con il medesimo provvedimento, sia esso avvenuto dentro o fuori area.
Anche se non fosse stato accordato il penalty, il calciatore interista avrebbe raggiunto lo spogliatoio innanzi tempo e non avrebbe potuto recriminare per una condotta di gara che lo ha visto impreparato e falloso in alcune circostanze.
I media hanno puntato i riflettori su Gianlica Rocchi, reo di aver sanzionato il primo fallo di Obi con il cartellino giallo mentre, per l’azione del rigore, il responsabile è il collaboratore di linea che avrebbe dovuto vedere dove l’episodio era avvenuto. Per il resto del match, Rocchi, pesantemente criticato dai tifosi partenopei in altre circostanze, non ha commesso altri errori se non quello di permetter a J. Cesar di protestare in maniera plateale nei confronti del direttore di gara.
Dopo un inizio discreto del match da parte dell’Inter, il Napoli, prendendo le misure agli avversari, ha giocato molto bene occupando tutte le zone dl campo ed alle due occasioni iniziali dei neroazzurri, ha risposto con una clamorosa palla gol sciupata da Pandev ed altre azioni non concretizzate da Zuniga oltre all’azione del vantaggio che ha visto Maggio, dopo il contrasto con Obi, proiettarsi isolatamente verso la porta di J.Cesar. Nel secondo tempo, i limiti attuali dell’Inter e la grande prestazione del Napoli hanno messo fine ad una partita che non può essere, totalmente, inficiata da alcuni importanti episodi sottolineati continuamente dai media.

“Cosa ci siamo detti nello spogliatoio? Io non voglio far credere niente alla gente di Napoli, noi in società sappiamo che riuscire a fare quello che è stato fatto l’anno scorso non è semplice. -prosegue Mascara- Noi sappiamo di essere competitivi, sappiamo di essere forti e determinati”. Competitivi e forti, questa è l’unico verdetto che è stato emesso dal terreno di gioco milanese. L’essere diventata una big della serie A, non significa che gli uomini di Mazzarri vinceranno, sicuramente, qualche trofeo, nella corrente stagione, ma evidenzia il grande progetto di Aurelio De Laurentis e la grande opera di Walter Mazzarri che, come accaduto a Josè Mourinho, forse, è diventato un personaggio scomodo a molti ed ai notevoli meriti del tecnico toscano, vengono preferiti le sue sincere ed oneste dichiarazioni. Spesso, nell’opinione pubblica, si preferisce la falsità ad un discorrere senza remore, in particolar modo, quando si è soggetti a ripetute e inique provocazioni.

Vincenzo Vitiello
LEGGI ARTICOLO SU TMW

Napoli: considerazioni dopo una convincente vittoria

Napoli: considerazioni dopo una convincente vittoria

Canta Napoli: una città festante, un popolo che dopo tante sofferenze finalmente può gioire e manifestare con un folklore che accompagna ogni evento positivo distante dalle problematiche quotidiane.
Comunque vada il campionato e la Champions League, il Napoli, attualmente, è presente in Italia ed Europa con le credenziali giuste ed ampiamente riconosciute per sedersi al tavolo delle big. Sarà il tempo a verificare se il club di Aurelio De Laurentiis potrà restare, stabilmente, nel gotha del calcio italiano ed europeo. Il progetto Napoli, intanto, continua a crescere e se in questa stagione non porterà alla conquista di un qualsivoglia trofeo, avrà posto le basi per un futuro radioso e ricco di soddisfazioni per la società e la tifoseria.
In un San Paolo gremito come nelle migliori occasioni, la squadra azzurra ha vinto contro un Milan largamente rimaneggiato per i recenti infortuni occorsi alla squadra rossonera. Gli uomini di Allegri si sono presentati sul rettangolo di gioco dell’impianto flegreo animati dal proposito di portare a casa tre punti importantissimi per dare un seguito al prestigioso risultato ottenuto a Barcellona e restare al vertice di una classifica che, attualmente, vede il Milan distanziato di cinque punti dal vertice della classifica. Troppo presto per sanzionare verdetti ma indicativa è la considerazione che al comando del massimo torneo nazionale vi siano due società come Napoli e Juventus, entrambe con un valido progetto, il sorprendente Cagliari e l’Udinese che si sta riconfermando ai livelli della scorsa stagione.
“Il risultato mi soddisfa, ma adesso guardiamo avanti” Afferma Walter Mazzarri nella conferenza stampa riportata dal sito ufficiale della società e tenuta al termine del match che ha visto il Napoli sconfiggere il Milan per 3-1. Un risultato che deve dare alla squadra azzurra lo sprone per proseguire nel cammino intrapreso oltre alla consapevolezza di aver solo messo le basi per la disputa di un’ottima stagione.
“Se si vuol pensare in grande dobbiamo crescere come autorità e personalità sin dal primo tempo. Contro il Milan siamo partiti intimoriti e su questo dobbiamo lavorarci. Ci liberiamo solo col passare dei minuti: è accaduto a Manchester e di nuovo stasera. Dobbiamo cominciare con lo steso piglio che abbiamo avuto nella seconda parte di gara. Voglio più possesso palla e maggiore autorità. Se vogliamo stare a certi livelli serve carattere e qualità. E’ un aspetto che dobbiamo migliorare, perciò dico lavoriamo, non guardiamo a cosa accade all’esterno e proseguiamo su questa strada”. In effetti il Milan, nei primi dodici minuti del mach fino alla rete del vantaggio realizzata da Aquilani, ha condotto il gioco contro un Napoli che attendeva, passivamente, la squadra rossonera nella propria trequarti di campo: attento e prudente atteggiamento senza mai tentare di impostare un pressing a centrocampo sui portatori di palla o alto sui difensori milanisti. Una situazione tattica, forse, voluta da Mazzarri per convincere il Milan ad impostare la partita senza alcun arroccamento difensivo. Il cedere il campo agli avversari, senza poter o voler impostare le ripartenze, hanno lasciato intendere che gli azzurri stessero aspettando il momento opportuno per colpire, in contropiede, un Milan tranquillo ed abbastanza sbilanciato in avanti. Una disattenzione difensiva del reparto arretrato del Napoli ha mandato, momentaneamente, in tilt le intenzioni della squadra partenopea ma, dopo la realizzazione di Aquilani, l’immediato pareggio realizzato da Cavani ha permesso al Napoli di riassumere l’atteggiamento tattico, forse, predisposto alla vigilia del match. Non a caso, una magistrale ripartenza di Gargano ha trovato il lento centrocampo del Milan mal disposto e non in grado di dare un’opportuna copertura alla difesa. Walter ha fornito, in tal modo, a Cavani la palla per realizzare il secondo dei suoi tre gol che hanno mandato ko la squadra milanista.
Nel secondo tempo, il Napoli, forte del vantaggio acquisito nella prima frazione di gioco, ha meritato il successo interpretando molto bene i dettami di gioco impartiti dal tecnico partenopeo: difesa attenta e sicura, centrocampo pronto a pressare ed a rilanciare gli attaccanti ed un Edinson Cavani in formato mondiale hanno chiuso la partita con due goal di scarto. Solo alcune imprecisioni in fase di realizzazione di Lavezzi, Dzemaili e Pandev hanno evitato al Milan di subire una pesante ed immeritata sconfitta in termini numerici.

“Il cammino è lungo e già dobbiamo pensare a mercoledì -conclude Mazzarri- Il Chievo è la nostra bestia nera, svegliamoci tutti e cerchiamo di invertire la tendenza. Dobbiamo fare la corsa solo su noi stessi”. Una tendenza che può essere invertita in quanto l’organico del Napoli permette a Mazzarri di effettuare un valido turnover avendo calciatori in grado di poter sostituire i titolari nel migliore dei modi.

Vincenzo Vitiello
LEGGI ARTICOLO SU TMW

Il Napoli ai nastri di partenza: tutti presenti all’appello

Il Napoli ai nastri di partenza: tutti presenti all’appello

Napoli, quanti ostacoli superati in una estate calda durante un calciomercato condizionato dagli attacchi mediatici di coloro che avrebbero, forse, voluto destabilizzare la piazza partenopea!

Aurelio De Laurentiis
ha dimostrato una forza interiore difficilmente riscontrabile in altri presidenti: contro tutto e tutti, il presidente ha difeso il suo gioiello costruito con sagace professionalità ed enorme passione.

Molte critiche sono state mosse al presidente del Napoli che ha avuto l’ardire di manifestare la propria volontà di voler cambiare le regole di un calcio italiano ancorato a vecchie e inadeguate normative. Un cambiamento non solo per poche società privilegiate ma a vantaggio di tutti i club.

Il Napoli è pronto ai nastri di partenza per disputare una stagione impegnativa con un organico che dovrebbe assicurare a Walter Mazzarri la possibilità di poter effettuare opportuni turnover senza scombussolare l’assetto tattico della squadra.
Ogni ruolo è coperto da due calciatori in grado di poter sostituire, in modo soddisfacente, l’eventuale assenza per squalifiche o infortuni dei titolari. Il campo, poi, decreterà se le scelte della società sono state in linea con gli obiettivi programmatici e con le attese dei tifosi ansiosi di poter osservare un Napoli vincente in Italia ed in Europa.

Le previsioni di alcuni media che riferivano di un Mazzarri partente con destinazione Juventus, Hamsik affascinato dall’interesse concreto dei dirigenti del Milan che avrebbero voluto portare alla corte di Allegri il forte centrocampista slovacco e di un Lavezzi determinato a rispondere alle offerte di alcune sirene britanniche, si sono rivelate infondate.

A nulla valgono le pretestuose insinuazioni riguardanti la conferma di Mazzarri per il desistere della Juventus, il ripensamento di Hamsik per ragioni politiche legate all’opportunità di Berlusconi di non compiere uno “sgarro” al popolo napoletano e la difficile trattativa di alcuni club per acquistare Lavezzi per la onerosa clausola rescissoria. Nessun appiglio può giustificare questi mancati trasferimenti delle “stelle” in maglia azzurra verso altri lidi.

Mazzarri: un minimo di conoscenza di calcio avrebbe dovuto fare desistere coloro che asserivano di una corte spietata della Juventus verso l’allenatore toscano. Se la ‘Vecchia Signora’ si fosse affidata al tecnico avrebbe dovuto provvedere alla sostituzione di un intero organico costruito per un modulo tattico completamente diverso da quello che predilige Walter. Più volte Marotta ha esplicitato che la società torinese non era interessata a Mazzarri.

Hamsik: da un intervista in cui il centrocampista affermava di essere lusingato dell’attenzione prestata dal Milan, nei suoi confronti, è stato costruito un teorema senza alcun supporto di valide ipotesi e corollari che potessero avvallare un concreto interesse del calciatore verso il Milan. La società di via Turati, forse, era determinata a portare Marek all’ombra della Madunnina ma mai lo slovacco ha fatto intendere la sua determinazione a volersi trasferire a Milano: una sua esplicita richiesta sarebbe stata , attentamente, valutata dal presidente che, oltre a blindare il suo calciatore, ha invitato coloro che ambivano a tale operazione a desistere da un opera di destabilizzazione finalizzata alla “resa” della società. Qualche media, addirittura, ha sfidato De Laurentiis affermando: “Cosa dirà il presidente quando, a fine agosto, Hamsik affermerà di voler vestire la maglia rossonera?” Di fatto De Laurentiis, non avendo avuto alcuna comunicazione di questo tipo, non ha dovuto rispondere a tale domanda ma solo rallegrarsi della permanenza di Marek a Napoli.

Lavezzi: le voci ricorrenti e le motivazioni di un abbandono di Ezequiel dal Napoli sono risultate talmente irrisorie che nessuno ha prestato attenzione. Possibile che qualche sceicco arabo si fosse impressionato davanti alla richiesta del Napoli di assolvere alla clausola rescissoria dell’attaccante argentino? Ogni ulteriore considerazione è superflua.

Maggio: più volte accostato a qualche grande club, ha dichiarato che è sua intenzione restare a Napoli ed ottenere successi con la maglia azzurra.

In attesa che, nella prossima campagna acquisti, venga coinvolto anche Edinson Cavani, i tifosi partenopei abituati da anni a tali ingerenze mediatiatiche da parte di coloro che vorrebbero, forse, prevenire per non curare una situazione in cui si potrebbe verificare l’accesso ai vertici del calcio nazionale di una nuova compagine, si apprestano a vivere una stagione storica che potrebbe riservare loro soddisfazioni tanto attese quanto meritate.

Vincenzo Vitiello
LEGGI ARTICOLO SU TMW

Napoli, basterà l’ennesima smentita di De Laurentiis su Hamsik ?

Napoli, basterà l’ennesima smentita di De Laurentiis su Hamsik ?

“Sono costernato, evidentemente nessuno ascolta Radio Marte. Io ho detto, non crediate certo che io possa vendere per 40 milioni Hamsik. E’ fuori dal mercato, l’ho preso per valorizzarlo, ho investito su di lui in questi anni. Secondo me, si apre la bocca, si dà fiato e non si pensa. Se vogliamo fare un pò di chiasso e di rumore, facciamolo”.Con queste parole Aurelio De Laurentiis, a Radio Marte Live mette la parola fine alla telenovela Hamsik. Dopo aver spiegato in tanti modi l’incedibilità dello slovacco, si è dovuto ripetere in termini chiari e perentori.
La “proposta indecente” a cui aveva fatto riferimento il presidente del Napoli, forse, non è stata compresa fino in fondo e la sua valenza sarcastica è stata ignorata da molti media.
Le stesse dichiarazioni di Marek, oggi, vanno interpretate come una legittima aspirazione di un calciatore che guarda avanti e pensa alla sua carriera ricercando eventuali nuovi stimoli per conseguire ulteriori soddisfazioni e riconoscimenti in altre platee. Hamsik ha affermato che si trova bene a Napoli e non vi è, assolutamente, fretta per accelerare questo ulteriore processo. Anche Galliani ha ribadito la possibilità zero che il centrocampista si trasferisca al Milan.

Ed allora? Le mistificazioni nel calcio sono all’ordine del giorno e molti media ed addetti ai lavori nulla fanno per rendere il mondo del pallone più credibile sotto vari aspetti.
I pensieri e le intenzioni di De Laurentiis vengono, sistematicamente, strumentalizzati ed è molto preoccupante il tentativo voluto o involontario di destabilizzare una piazza dove parte della tifoseria, per passione e troppo amore verso i colori azzurri, potrebbe essere influenzata da coloro che mercificano alcuni interessi di parte.

Napoli e, soprattutto, De Laurentiis non meritano questo trattamento riservato loro da alcuni addetti ai lavori. A voci di mercato infondate rivolte, a turno, verso i gioielli del club campano, devono far fronte continue azioni di smentita, da perte di De Laurentiis, per salvaguardare i propri interessi ed il notevole trasporto dei magnifici tifosi napoletani.

Il rispetto dei contratti che richiede il presidente del Napoli verso i giocatori che acquista è un’azione che va in direzione di tutti i club. De Laurentiis, invece di essere supportato in questa lodevole iniziativa, si ritrova a dovere far fronte, sistematicamente, a ciò che rappresenta una distorsione nel mondo del pallone.

“Hamsik è incedibile”: fine del capitolo o di un’altra puntata di una telenovela infinita? Il prossimo appuntamento? A breve, allorquando qualche ben … infornato, pur cosciente che quasi tutti i calciatori prima o dopo cambiano società, potrà riaprire la sceneggiata con ulteriori elementi finalizzati, unicamente, alla personale esigenza di poter un giorno affermare “Lo avevo detto che Hamsik avrebbe abbandonato Napoli”.

Vincenzo Vitiello
LEGGI ARTICOLO SU TMW