“Mettere denaro, vendere cammello” mentre Napoli festeggia il primo trofeo dell’era De Laurentiis

“Mettere denaro, vendere cammello” mentre Napoli festeggia il primo trofeo dell’era De Laurentiis

“Mettere denaro, vendere cammello” Questa è la ricorrente frase che Aurelio De Laurentiis profferisce in occasione di qualche rumors di mercato riguardante l’espressa, motivata e circostanziata cedibilità di uno dei tenori del Napoli. Frase riproposta in occasione della presentazione del ritiro, a Dimaro e riguardante un’eventuale cessione di Edinson Cavani. Dopo la probabile partenza di Lavezzi da Napoli, un altro fulmine a ciel sereno investe il popolo napoletano: il Matador non è incedibile e potrebbe nella prossima stagione, vestire la casacca di qualche top club italiano o straniero per una cifra folle, come l’ha definita il Presidente.

E’ da riflettere sull’opportunità di tali dichiarazioni, nel momento in cui una città intera festeggia il primo trofeo dell’era De Laurentiis. Le strategie societarie, improntate ad una logica imprenditoriale, devono tener conto anche e soprattutto della considerazione che il Napoli non ha ancora raggiunto lo status di top club. Pur essendo sulla buona strada per arrivare nel gotha del calcio italiano ed europeo, anche in virtù dell’ottima gestione amministrativa in linea con il “Fair Play Finanziario” voluto da Platini, il Patron del Napoli dovrebbe far chiarezza su un progetto che, forse, inizialmente prevedeva altre linee operative. Con tanta professionalità e con l’aiuto di un ottimo staff tecnico-dirigenziale, il presidente del Napoli sta raggiungendo gli obiettivi che, in partenza, non prevedevano la vendita, anche a cifre folli, di alcuni talenti dell’organico azzurro.

Nulla fa pensare che il Napoli non possa seguire le orme di altri grandi club, ma c’è da fare un distinguo fondamentale per la buona riuscita di un progetto che, fino ad ora, ha destato ottime impressioni nell’opinione pubblica non solo italiana: quando una squaddra assurge a livelli altissimi per merito di una oculata programmazione, di un organico completo in tutti i reparti e di un opportuno affiatamento tra i calciatori, nessuna pedina è fondamentale e l’eventuale vendita di un calciatore viene ovviata con la sostituzione di un altro di pari livello che, probabilmente, non avrà problemi ad inserirsi in un organico ampiamente collaudato.

Vincenzo Vitiello
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Mandato: “La vittoria in Coppa Italia ha dato sostanza e concretezza all’era De Laurentiis” Mandato: “La vittoria in Coppa Italia ha dato sostanza e concretezza

Mandato: “La vittoria in Coppa Italia ha dato sostanza e concretezza all’era De Laurentiis” Mandato: “La vittoria in Coppa Italia ha dato sostanza e concretezza

All’indomani della conquista della Coppa Italia, primo trofeo dell’era De Laurentiis, Tommaso Mandato, noto procuratore sportivo e presidente dell’Associazione SPORTFORM, ha rilasciato, in esclusiva, un’intervista a ilCorrieredelnapoli.it:

Possiamo considerare, per il Napoli, il 2012 l’anno zero da cui ripartire con un bagaglio di esperienze notevoli ed il primo trofeo dell’era De Laurentiis:

“Sicuramente l’annata calcistica appena conclusasi è stata una stagione memorabile per il Napoli, che non solo ha sancito una crescita del Progetto Napoli (soprattutto con l’ottima esperienza effettuata a livello europeo), ma con la vittoria in Coppa Italia ha dato anche sostanza e concretezza all’era De Laurentis. Perchè era di fondamentale importanza iniziare a vincere qualcosa, in quanto la Vittoria ha dei risvolti non solo a livello economico, ma anche a livello di mentalità e di prestigio”.

Napoli potrà fare a meno di Lavezzi ed il Pocho di Napoli nonostante gli ingaggi che, forse, percepirà altrove?

“Il discorso Lavezzi è davvero Unico, Particolare e per certi versi anche Affascinante. Io credo che per le doti e le caratteristiche sia morali che sportive del Pocho, difficilmente potrà avere gli stessi successi che ha avuto a Napoli. Quando parlo di successi, intendo soprattutto il feeling che si è instaurato fra il Pocho e Napoli, una città che l’ha praticamente adottato, che ha riconosciuto in Lui la speranza di una risalita e di rivivere i tempi che furono. E così è stato…ed il Pocho è diventato grande grazie al Napoli, così come il Napoli ha potuto giovarsi delle sue spesso spettacolari giocate. Adesso nell’ambito di scelte di carriera sia motivazionali che prettamente economiche, penso che sia nei suoi Diritti, guardarsi intorno ed adottare la soluzione a Lui più logica e conveniente…. AUGURI Pocho!! Buona Fortuna…”

In quali reparti dovrà rafforzarsi la squadra azzurra ed, eventualmente, quale acquisto consiglieresti a De Laurentiis nel prossimo imminente calciomercato?

“Questa VITTORIA ed i successivi roboanti festeggiamenti, servono a confermare al Presidente che questa è una Piazza che è ancora tanta assetata di successi, che riesce a dare moltissimo (anche in termini economici) ma esige che il Progetto in essere sia sempre più crescente, sia sempre più competitivo. E per far questo è necessario quindi che ci sia un aumento degli investimenti perchè il Napoli, secondo il mio parere, necessita di rinforzi in tutti i reparti, sia in difesa (dove servono difensori rapidi), sia a centrocampo (dove necessitano valide alternative e sostituti (quando ce ne sarà bisogno) sia per Gargano che per Inler), e sia soprattutto in attacco (dove oltre alla partenza del Pocho, c’è anche da individuare un bomber che all’occorrenza, possa essere l’alter ego di Cavani) !! Nomi ce ne sono Tanti…ma è inutile elencarli perchè vedrete che come al solito usciranno calciatori di cui attualmente si parla poco…”

Vincenzo Vitiello

Lavezzi lascia il Napoli in un clima di delusione e fredda realtà Lavezzi lascia il Napoli in un clima di delusione e fredda realtà

Lavezzi lascia il Napoli in un clima di delusione e fredda realtà Lavezzi lascia il Napoli in un clima di delusione e fredda realtà

“Pocho non so se resterai, comunque grazie di tutto. Hai fatto infiammare i tifosi del San Paolo, ti auguro una grande carriera, prosegui sempre a giocare al calcio ad alti livelli. Viva Ezequiel”. Con queste parole Aurelio De Laurentiis, nel corso della cena di fine campionato, non solo ha salutato il Pocho ma, di fatto, ha sentenziato la partenza dell’attaccante da Napoli. Probabilmente Ezequel Lavezzi nella prossima stagione non vestirà più la maglia azzurra. “Prosegui sempre a giocare al calcio ad alti livelli”: un invito, da parte del Presidente, a continuare nel deliziare le grandi platee con la sua classe. Il giocatore argentino ha, forse, raccolto il suggerimento del Patron del Napoli.

Paris Saint Germain, unico club in grado di pagare la clausola rescissoria, è pronto ad accogliere un giocatore che, dopo Maradona, ha fatto sognare tutta Napoli. Al-Khelaifi, presidente del club francese, è intenzionato a raggiungere il gotha del calcio europeo per cui vi sono tutti i presupposti affinchè Lavezzi possa giocare ad altissimi livelli e vincere quei trofei che sono nel palmarès di grandi campioni protagonisti assoluti nella storia del calcio. Il popolo napoletano avrà certamente altri motivi per continuare a sognare in compagnia di altri campioni, ma il pensiero di non poter, nel caso venissero conquistati importanti trofei, immortalare momenti storici senza l’idolo indiscusso dell’era De Laurentiis, crea delusione e sconcerto. Nelle eventuali foto di gruppo mancherà un compagno di viaggio che è stato nel cuore di una tifoseria e di una città intera.

Non c’è posto per i sentimenti nell’azienda calcio italiana. Le società hanno compiuto dal punto di vista aziendalistico la metamorfosi da semplici club sportivi ad aziende di produzione. Aziende che devono produrre in base ai ricavi e, nello specifico, con plus valenze da mettere in bilancio quando si presenta l’occasione. La cessione di Lavezzi, sotto l’aspetto aziendalistico, è opportuna e, forse, necessaria. Il progetto De Laurentiis prevede un Napoli in continua crescita a livello di squadra e di società nel segno di una programmazione fino ad ora valida e rispecchiante le aspettative dei dirigenti partenopei: un laboratorio operante, sempre attivo ed in continua evoluzione. Senza Lavezzi, l’azienda Napoli continuerà l’attività con profitto ma a perderci è, ancora una volta, il sentimento di una popolazione che legittimamente predilige alcuni importanti valori umani ad una fredda, razionale realtà che è presente nel sistema calcio.

 Enzo Vitiello:  www.ilcorrieredelnapoli.it

Napoli, Lavezzi: è giunta l’ora di chiarire

Napoli, Lavezzi: è giunta l’ora di chiarire

Forse è inopportuno chiedere lealtà e trasparenza nel mondo del calcio. Come ogni attività in cui gli interessi reggono il gioco delle parti, anche nello sport i veri valori della vita lasciano il posto ad altre opportunistiche azioni che sono in antitesi ai normali comportamenti caratterizzanti l’essere umano e la società in cui vive.

Non è ancora terminato il campionato di serie A e, da tempo numerosi rumors di calciomercato riferiscono di una partenza da Napoli di Ezequiel Lavezzi verso altri lidi italiani o europei. Tante indiscrezioni e varie ipotesi riportate dai media che ancora non trovano una qualsivoglia risposta da parte del calciatore: totale silenzio alla legittima domanda che il popolo napoletano rivolge al Pocho. L’attaccante argentino è stato ed è ancora il simbolo di una tifoseria che lo ha eletto paladino di una fede calcistica. L’affetto riversato su Lavezzi, da parte dei supporters azzurri, non ha eguali in Italia e nel Mondo. Non vi sono, quindi, motivazioni valide per giustificare il silenzio di Lavezzi su queste insistenti voci di mercato.

Il Pocho, in virtù dell’affetto ricevuto avrebbe il dovere di chiarire in modo esaustivo quali sono le intenzioni per il suo futuro. Napoli, nonostante il trasporto verso i campioni che hanno indossato la casacca azzurra, potrebbe comprendere la motivazioni che possono indurre un calciatore ad abbandonare un progetto per sposarne un altro. Il popolo napoletano, altresì, non tollera una totale mancanza di trasparenza da parte di colui che ha dato tanto alla causa partenopea ma ha ricevuto notevoli gratificazioni. Napoli è preparata ad una realtà che potrebbe nascondere alcune crude verità presenti nel mondo del pallone. Verità che rappresentato la linfa portante di un baraccone che calpesta sistematicamente i sentimenti e le aspettative di coloro che ambiscono utopisticamente ad un’essenza di vita ben diversa.

Ezequiel Lavezzi, dimostrando di essere un campione anche nella vita, deve presentarsi al cospetto del popolo partenopeo per far luce su ogni aspetto riguardante la varie ipotesi, formulate e mai totalmente smentite, a proposito della sua volontà di allontanarsi dall’ombra del Vesuvio. In caso contrario dovrebbe metter fine ad una telenovela che sta producendo instabilità nell’ambiente partenopeo. Qualsiasi siano le sue legittime motivazioni per trasferirsi in altro luogo, nel caso questa volontà sia reale, il Pocho non può tradire una città che sempre lo ha amato.

Vincenzo Vitiello

SpazioCalcio.com

Ritornando da Bologna è doveroso riferire: Napoli non merita questa realtà

Ritornando da Bologna è doveroso riferire: Napoli non merita questa realtà

Napoli non merita di vivere momenti di illusione che fanno intravedere una via di uscita e/o di evasione dai problemi atavici che avvolgono la città partenopea.

Quasi ventimila napoletani hanno invaso Bologna con la speranza di vedere un sogno continuare e non dileguarsi nelle tenebre di una cruda realtà. E’ vero che i progetti seri hanno bisogno di tempo per aver un riscontro oggettivo, ma è pur vero che sette anni non possono condurre ad una situazione che si discosta dalle attese di una tifoseria ineguagliabile in Italia ed in Europa. In un altro momento topico e decisivo per il raggiungimento di un obiettivo, ventimila napoletani sono stati umiliati dalla propria squadra a causa dell’ennesima prestazione insoddisfacente. I supporters azzurri, inoltre, sono stati derisi dalla tifoseria avversaria con i soliti ricorrenti cori che, oramai, appartengono al repertorio italico in campo calcistico: Napoli non merita questa realtà.

Fin dalla scorsa stagione erano ben note le lacune nell’organico del Napoli e la campagna acquisti estiva si è dimostrata insufficiente per poter affrontare tre competizioni di notevole livello: campionato, Champions League e Coppa Italia, oltre alle convocazioni nelle rispettive nazionali dei calciatori azzurri. Non solo la campagna acquisti ha lasciato a desiderare, ma anche le scelte fatte dalla società con il probabile avvallo di Walter Mazzarri. La difesa era un reparto che andava notevolmente potenziato ed il frutto di questo mancato o errato intervento nel mercato estivo si è manifestato, senza soluzione di continuità, dall’inizio della stagione. Sono stati comprati Fideleff, Fernandez e Britos ed è stato ceduto Ruiz, un difensore che pur essendo stato utilizzato con il contagocce, aveva lasciato intravedere maggiori qualità di un Britos il cui cartellino è stato super pagato. Ángel Britos Britos, nella speranza che l’infortunio subito e le poche apparizioni in prima squadra abbiano inciso sul rendimento del calciatore uruguaiano, ha dimostrato ancora oggi, a Bologna, di essere un difensore molto statico e legnoso. Il giovane Fideleff è stato una scommessa perdente della società e Federico Fernandez, pur effettuando buone apparizioni, non è stato utilizzato in prima squadra con la dovuta continuità. Il centrocampo necessitava di un altro giocatore, dopo l’infortunio a Donadel, e nulla si è fatto per ovviare a questa mancanza nel mercato di riparazione di gennaio. In attacco, come sostituto di Edinson Cavani, è sato confermato Lucarelli oramai incapace, per la sue età, di poter dare un sufficiente apporto al reparto avanzato. Mancava, inoltre, un vero leader, un giocatore in grado di prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà. A gennaio è stato acquistato Eduardo Vargas, ma l’attaccante cileno, al pari di altri giovani che sono approdati nel club partenopeo, è stato valutato da Mazzarri, quasi esclusivamente, in allenamento per cui nascono spontanee una o più considerazioni: un giocatore per poter integrarsi in un gruppo ha bisogno di giocare almeno due-tre partite da titolare; se ciò non è possibile a causa della considerazione che la piazza napoletana è esigente e non è in grado di fare crescere i giovani calciatori, perchè non cederlo in prestito in attesa della normale e dovuta maturazione anche alla luce del notevole investimento effettuato.

Resta, prima di tracciare definitivamente il consuntivo di una stagione, la disputa della finale di Coppa Italia contro la Juventus che, in caso di successo, potrebbe rappresentare ilprimo trofeo dell’era Aurelio De Laurentiis.

Comunque vada a Roma il 20 maggio, la squadra ha maturato, nella presente stagione, l’esperienza necessaria per poter affrontare nel migliore dei modi le gare in campo nazionale ed europeo l’anno prossimo ma resta il rimpianto di aver perso molte occasioni per poter competere in modo migliore nei tornei disputati.

De Laurentiis aveva invitato i tifosi ad incoraggiare la squadra a Bologna ed il popolo azzurro, accogliendo l’invito del presidente, ha occupato quasi la metà dello stadio Dall’Ara vedendo svanire, forse definitivamente, la possibilità di poter partecipare, anche nella prossima stagione, alla massima competizione continentale. Pur osservando un comportamento civile, la tifoseria azzurra è stato schernita, un’altra volta, con cori indefinibili dai tifosi locali come accaduto in altre circostanze. Un progetto a medio o lungo temine non può prescindere dal rispetto che meritano i supporters partenopei che, puntualmente con tutta la passione e il folklore che la contraddistingue, segue la propria squadra del cuore. Napoli non merita questo.

Vincenzo Vitiello
SpazioCalcio.com