Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”

Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”

Siamo giunti ad un terzo della stagione calcistica e già si possono fare i primi bilanci per quanto riguarda obiettivi ed aspettative dei maggiori club italiani. Per aver un autorevole parere in merito, EuropaCalcio.it ha intervistato, in esclusiva, Tommaso Mandato agente Fifa e presidente Sportform: 

La Juventus ha ripreso la marcia irresistibile che ha caratterizzato il cammino della squadra bianconera negli ultimi due anni.  Antonio Conte  ha inculcato, anche in questa stagione, ai suo ragazzi  la ‘fame di vittorie’ ben essendo a conoscenza che un campionato affrontato con la giusta determinazione permette ad una squadra di essere competitiva anche in Europa. Assisteremo, ancora, ad un torneo nazionale  targato “Vecchia Signora” oppure ci sarà la possibilità, da parte di qualche squadra, di contrastare il percorso del Club di Corso Galileo Ferraris fino al termine del torneo nazionale in corso?

“La Juventus per qualità e quantità di organico, per affiatamento ed amalgama dei calciatori, ma soprattutto per la mentalità vincente, inculcata dal proprio allenatore, tanto poco simpatico quanto bravo, resta la più forte anche in questa stagione nel nostro campionato. Il “gap” con le altre contendenti (Roma e Napoli) è ancora evidente e sarà difficile poterlo colmare almeno in questa stagione. Discorso diverso a livello Europeo, dove la Juve paga a sua volta una certa differenza con gli squadroni di prima fascia, rappresentando in pieno la differenza attuale che caratterizza il calcio italiano nei confronti soprattutto delle squadre spagnole e tedesche che restano le mie favorite anche in Champions”.

Il Milan, pur con le ultime  vicende societarie riguardanti il capitolo “Galliani”  -risolte prontamente da Berlusconi-   ha vinto e convinto a Catania, invertendo il trend di risultati negati che stavano facendo precipitare la squadra in una posizione di classifica non consona al blasone del club rossonero. Come, nelle precedenti stagioni, il Milan potrà effettuare una rimonta verso le prime posizioni  della classifica?

“Non credo che la vittoria di Catania possa essere un test attendibile per capire se il Milan è uscito dalla crisi e possa riprendere la stessa marcia di rincorsa dell’anno scorso. Credo che le ambiguità societarie non portino assolutamente la serenità necessaria per compiere “un Miracolo simile”, e questo si ripercuoterà sulla continuità di risultati chiaramente necessaria, anche se Campioni come Kakà e Balotelli possono consentire di vincere contro chiunque”.

L’importante successo ottenuto dal Napoli, contro la Lazio, permette alla squadra azzurra di trovare un pò di tranquillità, dopo aver subito tre sconfitte consecutive, e di non perdere ulteriore terreno nei confronti di Juve e Roma.  In attesa del pieno recupero di Zuniga e Mesto, oltre ad attendere che si avveri ciò che Benitez ha detto,  ieri in conferenza stampa, al termine di Lazio-Napoli:   “Il mercato di gennaio? Vediamo se i Re Magi arrivano con qualche regalo“… quali potrebbero  essere i regali in grado di far volare, verso mete tanto agognate dalla tifoseria,  una squadra guidata,  ottimamente, dal grande tecnico spagnolo?

“La vittoria del Napoli ieri sera all’Olimpico è molto più importante di quello che può sembrare… Innanzitutto arriva dopo tre sconfitte consecutive, arriva fuori casa (quinta vittoria della stagione), arriva con una doppietta del suo calciatore maggiormente monitorato, ma arriva soprattutto attraverso la naturale e confermatissima disposizione tattica di Rafa Benitez, a dimostrazione che il suo credo calcistico è frutto di convinzioni e certezze maturate in un curriculum sportivo condito da tantissime vittorie a livello internazionale. Il Napoli è una buona squadra, che deve essere sicuramente rafforzata, nell’ottica di un progetto di crescita che se garantito dalla presenza e condivisione di questo tecnico, potrà dare ai tifosi napoletani, tantissime soddisfazioni”.

Inter e Fiorentina quale ruolo possono interpretare nel campionato in corso?

“Sull’Inter dico che Mazzarri sta facendo un ottimo lavoro, confermando le sue grandi doti di motivatore, essendo riuscito a rivitalizzare giocatori come Alvarez o Jhonatan, ma sinceramente se non si fanno investimenti concreti e sostanziosi nel prossimo mercato, difficilmente i nerazzurri potranno competere per le primissime posizioni. Discorso diverso per la Fiorentina, che resta davvero una delle note più liete del nostro campionato, evidenziando quasi sempre una fluidità di gioco quasi spettacolare, e se l’ambiente fiorentino lascia lavorare Montella, i Viola con “gioielli come Rossi e Cuadrado”, potranno continuare a togliersi grandi soddisfazioni…….”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

http://www.europacalcio.it/news/esclusiva-mandato-ag-fifa–juve-la-piu-forte-milan-societa-ambigua-napoli-vincente-con-benitez-fiorentina-nota-lieta-linter-e-dietro-32292.html

  La Juve vede il traguardo. AAA Napoli cercasi. Interesse campionato solo per la Champions League  La Juve vede il traguardo. AAA Napoli cercasi. Interesse campionato solo per la Champions League

La Juve vede il traguardo. AAA Napoli cercasi. Interesse campionato solo per la Champions League La Juve vede il traguardo. AAA Napoli cercasi. Interesse campionato solo per la Champions League

La predisposizione d’animo che l’atleta acquisisce quando raggiunge un buon livello di autostima oltre ad una sufficiente fiducia in sé e nelle proprie capacità nell’affrontare una specifica situazione competitiva, si definisce mentalità vincente.

MENTALITA’ VINCENTE DELLA JUVENTUS- La 28ma giornata del campionato di serie A ha posto in rilevo un aspetto importante: ad essere decisiva per raggiungere grandi traguardi è stata, ancora una volta, la mentalità vincente di una squadra che ha metabolizzato – nel corso della sua lunga e gloriosa storia calcistica ed attraverso convinzioni inculcate dai dirigenti societari, allenatori e staff tecnici- l’abilità nel gestire momenti fortunati e reagire ad episodi meno favorevoli con la giusta applicazione mentale necessaria ad ottenere successi importanti. Ed allora… la Juventus, per le caratteristiche sopradescritte, vede in lontananza quel traguardo che, molto probabilmente, consegnerà alla Vecchia Signora il secondo scudetto consecutivo. Contro il Catania, allo Juventus Stadium, gli uomini di Antonio Conte stavano per concludere il match con un pareggio che, comunque, avrebbe consentito loro di aumentare il distacco da un Napoli perdente e mortificato dal Chievo, ma la mentalità vincente, che non si manifesta all’improvviso e casualmente, ha permesso alla squadra bianconera di vincere la gara nei minuti di recupero contro la rivelazione del campionato in corso: il Catania di Rolando Maran, un allenatore che sta facendo sognare il popolo etneo per l’attuale classifica ed il gioco espresso dalla squadra.

AAA NAPOLI CERCASI- Il Napoli, pur avendo un organico non pienamente corrispondente a quello in possesso di altre compagini più accreditate a vincere il titolo tricolore, aveva illuso i propri supporters sulle possibilità di poter raggiungere traguardi impensabili, ma il sogno dei tifosi si è interrotto bruscamente. Dopo una fase REM, definita sonno paradosso perché è una fase caratterizzata da eventi che denotano una situazione tutt’altro che tranquilla e rilassante riferita alla reale condizione del Napoli negli ultimi mesi di campionato, la situazione è ritornata a rispecchiare i reali valori attuali delle squadre occupanti il vertice della classifica. Da rilevare un particolare disarmante per le ambizioni ventilate dal presidente Aurelio De Laurentiis, circa l’intenzione di portare la squadra azzurra ai vertici del calcio nazionale ed europeo: una qualsivoglia compagine che ha la fortuna e/o l’abilità di ben posizionarsi in classifica e di competere con la Juventus per la conquista di un traguardo prestigioso, si impegnerebbe in modo totale, senza soluzioni di continuità, per onorare ciò che il destino o la dea bendata gli ha servito in modo chiaro, su di un piatto d’argento. Una possibilità forse irripetibile, vista l’assenza di altre squadre concorrenti, di coronare un sogno cullato da circa ventitre anni dal popolo partenopeo desideroso di rivivere momenti memorabili.

LOTTA PER LA CHAMPIONS LEAGUE- Il Napoli, a Verona contro il Chievo, non solo ha messo la parola fine all’inseguimento della Juve, per il titolo tricolore, ma ha compromesso, non in modo irrimediabile, anche la conquista del secondo posto valido per l’accesso diretto alla Champions League della prossima stagione. La squadra azzurra è incalzata, a soli due punti di distanza, da un rigenerato e totalmente recuperato Milan convinto, piu’ che mai, che ogni traguardo, impensabile fino a pochi mesi fa, è possibile. Allo stato attuale, la squadra piu’ accreditata alla conquista del secondo posto è proprio il Milan senza trascurare la Fiorentina che si è imposta, con un netto 2-0, sulla Lazio, dimostrando di essere pronta a giocarsi le chance per arrivare nella massima competizione continentale. In standby Lazio e, soprattutto, l’Inter in attesa di poter definire e verificare, dopo un’attenta analisi sulle discontinue prestazioni fornite in questa fase della stagione, se ed a quale competizione europea parteciperanno.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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Napoli, Mazzarri verso l’Inter. Cavani e Conte al Chelsea? Per il dopo Matador no a SanchezNapoli, Mazzarri verso l’Inter. Cavani e Conte al Chelsea? Per il dopo Matador no a Sanchez

Napoli, Mazzarri verso l’Inter. Cavani e Conte al Chelsea? Per il dopo Matador no a SanchezNapoli, Mazzarri verso l’Inter. Cavani e Conte al Chelsea? Per il dopo Matador no a Sanchez

ESCLUSIVA EUROPACALCIO.IT – Nel pieno della corsa scudetto e probabilmente al culmine di un progetto ri-cominciato 3 anni e mezzo fa, il Napoli sembra arrivato di fronte ad un bivio. Al raggiungimento dell’obiettivo di fine stagione, ovvero la partecipazione alla prossima Champions League, indipendentemente dalla eventuale conquista del tricolore, è legato il futuro dei due uomini simbolo della squadra azzurra: l’attaccante Edinson Cavani ed il tecnico Walter Mazzarri. In questo momento la società azzurra tiene in piedi due piste, egualmente percorribili, ma legate indissolubilmente al risultato di fine campionato.

Le possibilità che il tecnico toscano resti a Napoli sono davvero poche e al di là della eventualità, paventata dallo stesso, di un anno sabbatico, sono parecchie le società interessate a lui qualora dovesse davvero andare via dalla città del sole. In Italia, soprattutto, due sono i club che seguono da vicino l’evoluzione della vicenda Napoli-Mazzarri, la Roma e l’Inter. Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di EuropaCalcio.it, Walter Mazzarri, in questo momento, sarebbe più propenso ad accettare l’avventura nerazzurra, in quanto la rosa che troverebbe alla Pinetina sarebbe più confacente alle sue esigenze. Alla Roma, dove il parco giocatori è stato costruito in due anni da tecnici, Luis Enrique e Zeman, molto diversi da lui, sarebbe costretto a richiedere investimenti ed a dover quasi ricominciare da zero. Inoltre, all’Inter, Mazzarri potrebbe ritrovare Cassano, un talento ribelle che ha già gestito con successo alla Sampdoria, oltre a Gargano e probabilmente Campagnaro. In caso di conquista della Champions League, il tecnico di San Vincenzo potrebbe essere tentato dal restare e provare il secondo affondo nell’Europa che conta alla guida dei ragazzi azzurri. Comunque, il Napoli non è fermo ad attendere le decisioni del proprio allenatore riguardo alla sua permanenza sotto il Vesuvio ed ha già pronte le alternative, legate, come detto, in primis alla competizione europea che il club azzurro andrà ad affrontare nella prossima stagione. La prima opzione sul tavolo è Rolando Maran: l’attuale tecnico e primo artefice del miracolo Catania, potrebbe essere l’allenatore di un Napoli senza Champions e comunque con un progetto da rifondare. In caso di qualificazione alla massima competizione europea per club, invece, il tecnico su cui punterebbe il presidente De Laurentiis è Francesco Guidolin. L’attuale allenatore dell’Udinese, è il preferito dalla società per l’esperienza maturata in Serie A, per la sua competenza e personalità e, non per ultimo, per aver qualificato in due stagioni successive la compagine friulana ai preliminari di Champions League.

Il capitolo che riguarda il futuro dell’altro uomo a cui sono legati i successi del Napoli di questi anni, Edinson Cavani, è molto importante e significativo, soprattutto per i tifosi azzurri, che adorano, letteralmente, il campione uruguagio. Anche sul destino del Matador, EuropaCalcio.it è in grado, dopo aver raccolto una serie di indiscrezioni, di fornirvi anticipazioni molto attendibili. Per l’attaccante azzurro è probabile una cessione in Inghilterra e, mentre fino a poco tempo fa il Manchester City sembrava favorito sul Chelsea, ora sembra si siano invertite le parti. E’ partita una corte serrata del patron dei Blues, Roman Abramovich, al calciatore azzurro probabilmente legata alla corte che lo stesso magnate russo sta portando ultimamente all’allenatore della Juventus, Antonio Conte. Il tecnico bianconero, già estimatore di Cavani, è in corsa per la panchina londinese con un altro ammiratore del gioiello partenopeo, Josè Mourinho. Da qui le intenzioni, molto serie, di Abramovich di arrivare al pagamento della intera clausola rescissoria del’attaccante azzurro. EuropaCalcio.it è in grado di smentire anche le voci di un possibile ammorbidimento nelle richieste del Presidente De Laurentiis: per il patron azzurro la clausola di Cavani va pagata in toto, senza sconti. E’anche vero che in caso di conquista della partecipazione alla prossima Champions League, Edinson Cavani potrebbe, per la sorpresa di molti, restare a Napoli, ma la società azzurra ha già pronte due alternative: un calciatore più prospettico ed uno già più affermato. Secondo indiscrezioni raccolte, anche in questo caso certosinamente, da EuropaCalcio.it, il Napoli sarebbe sulle tracce dell’attaccante del Cagliari, Victor Ibarbo. Il calciatore colombiano, il cui modo di stare in campo simile a quello di Edinson Cavani, è il primo nome sulla lista partenopea per il dopo Matador. Senza dimenticare che la società azzurra non si sente sconfitta nella corsa ad Icardi, altra alternativa possibile in caso di cessione del numero 7 partenopeo, anche se l’italo argentino sembra propenso a voler sposare il progetto di un’altra sua pretendente, l’Inter. EuropaCalcio.it è nelle condizioni di smentire una volta per tutte anche le voci che vorrebbero il Napoli sulle tracce di molti attaccanti, in Italia ed in Europa: Matri, Muriel, Sanchez e Suarez, sono nomi mai circolati in società e quindi da non prendere in considerazione in vista di una possibile eredità da rilevare da Cavani.

Europacalcio.it è in grado di chiarire anche la situazione relativa a Mobido Diakitè e ad Hugo Campagnaro. Per quanto riguarda il difensore franco-senegalese in scadenza di contratto con la Lazio, si è arrivati agli ultimi dettagli: legati ai diritti d’immagine, argomento caro al presidente De Laurentiis, ed alla durata del contratto. Ad Hugo Campagnaro, ormai quasi accasato all’Inter, pare che il Napoli avesse offerto, invece, di prolungare il contratto in scadenza a giugno prossimo, per altri 2 anni con un aumento di 300 mila euro. Il calciatore, tramite il suo entourage, avrebbe chiesto 3 anni di contratto con un aumento maggiore di quello proposto dalla società azzurra, da qui la rottura quasi definitiva.

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  Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”  Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”

Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani” Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”

In estate, forse, abbiamo avuto il peggior mercato della storia del calcio italiano. L’ultimo riferimento è agli anni 70 quando fu dato spazio all’autarchia e questa forma di autosufficienza produsse la più grande ascesa di talenti nostrani che avrebbero, poi, portato soddisfazioni e trofei (Mundial ’82). Ora si verifica una vera e propria involuzione dovuta ad una crisi che, per il momento, sembra irreversibile in Italia. Per analizzare questo ed altri aspetti inerenti al Mondo del pallone, EuropaCalcio.it ha intervistato, in esclusiva, Xavier Jacobelli, noto giornalista, opinionista televisivo e Direttore Editoriale di Calciomercato.com:

Per ovviare alla crisi che investe il calcio italiano una soluzione potrebbe essere quella di puntare a valorizzare i vivai effettuando oculate programmazioni? Dirigenti e, più velatamente, gli allenatori non sarebbero favorevoli perchè animati dalla voglia di vincere subito. Come se ne esce fuori da questa situazione? E’ un calcio senza idee in attesa che passi questo momento difficile?
“In questa situazione di crisi o si subisce supinamente, come accade attualmente, oppure si aguzza l’ingegno. Penso che, nonostante ci siano difficoltà, vi sono giovani che si stanno mettendo in mostra. Penso ad El Shaarawy, De Sciglio, Destro, tutta la generazione degli anni ’90 che sta facendo bene in questo campionato –spiega il direttore Jacobelli ai microfoni di EuropaCalcio.it- Con i giovani, però, bisogna aver pazienza e dare loro fiducia. Penso che, ad esempio, il Napoli con Lorenzo e Roberto Insigne ha dato un segnale molto chiaro dopo aver ceduto Lavezzi e mi pare che, senza di lui, la squadra azzurra abbia dodici punti in più rispetto allo scorso anno. Credo che il problema del calcio italiano non sia tanto legato ai risultati ottenuti sul campo perchè, attualmente, abbiamo due formazioni agli ottavi di Champions League e tre squadre ai sedicesimi di Europa League. La Nazionale di Prandelli, vice campione d’Europa, è quarta nel ranking della FIFA. Il problema del calcio italiano risiede nel ‘Palazzo’, in chi lo governa. Noi, piuttosto, abbiamo registrato un immobilismo spaventoso perchè non cambiano mai, ci sono delle beghe di potere, perchè la preoccupazione principale di molti club e dei presidenti riguarda, solitamente, i diritti televisivi. Poi, accade -come oggi- che esce la classifica dei primi venti club più ricchi al Mondo e si notano, ai primi tre posti, Real Madrid, Bercellona e Manchester United, all’ottavo il Milan, al decimo la Juventus, al dodicesimo l’Inter, al quindicesimo il Napoli, in salita per le prestazioni effettuate nella scorsa Champions League, ed al diciannovesimo la Roma. Fino a quando non si risolvono i problemi strutturali, in primis gli stadi con l’eccezione molto positiva dello Juventus Stadium, è evidente che il calcio italiano debba fare di necessità virtù perchè non ha i mezzi, soldi, i patrimoni che possono garantire investimenti sul mercato e gli impianti di proprietà. Stiamo perdendo un sacco di tempo ma la colpa è anche della ‘casta’ politica che ci ritroviamo, di qualunque colore essa sia: in questi anni non è riuscita a trovare investimenti sugli stadi che sarebbero stati un propellente importante per cominciare a risolvere il problema ma il tutto è stato fatto morire con la legislatura. Diciamo, quindi, che la questione è più politica che tecnica. Sotto l’aspetto tecnico, è vero che sono partiti Thiago Silva, Ibrahimovic, lo stesso Verratti e Lavezzi però è pur vero che i nostri giovani non avrebbero trovato lo spazio che stanno trovando se ci fossero stati ancora questi giocatori. L’importante è aver fiducia nei giovani perchè questa è l’unica strada da percorrere”.

Tra pochi giorni anche il mercato invernale di riparazione chiuderà i battenti: si intravede, almeno, un mercato intelligente? Quali club stanno attuando, questa eventuale strategia? Quali si stanno maggiormente attrezzando per conseguire gli obiettivi programmatici?
“Partendo dalla basso verso l’alto, è evidente che il Palermo ed il Genoa siano i club maggiormente attivi sul mercato perchè hanno una situazione di classifica abbastanza critica. Gli eccessivi cambiamenti che hanno fatto in questi anni, sia il Palermo che il Genoa, a livello di giocatori e di allenatori si sono ripercossi sui risultati. E’ difficile per qualunque tecnico costruire una buona squadra se gli cambiano, continuamente, l’organico. Vedo molta confusione per il Milan e l’Inter. Siamo arrivati alla sera del 24 gennaio e non hanno sciolto ancora i nodi riguardanti la due società. L’Inter ha bisogno di un centrocampista. Il Milan ha trascorso giorni e giorni a baloccarsi tra kakà, Balotelli e Drogba e non ha preso ancora un difensore di qualità oltre ad centrocampista”.

La crisi finanziaria a livello mondiale e, soprattutto, europeo, genererà un’inversione di rotta da parte degli operatori di mercato che, eventualmente, dai paesi sudamericani verranno a fare spese in Italia e in Europa?
“Intanto il fattore arabo ha cambiato già gli equilibri di mercato. Basti pensare al Manchester City ed al PSG – fenomeno in continua crescita- che, guarda caso, hanno alle spalle proprietari arabi quindi gli equilibri sono stati già sconvolti. La Cina, nei prossimi anni, diventerà un nuovo Eldorado così come la Turchia – dimostrato dall’arrivo di Sneijder al Galatasaray- dove la tassazione non è al 50% o al 45% come in Italia ma al 15% ed anche questo è fonte di grandi attrazioni. Il problema delle società italiane è che per anni hanno buttato dalla finestra decine di milioni di euro pagando ingaggi spropositati a giocatori che, purtroppo, si sono dimostrati dei bidoni o, comunque, non meritevoli di questi stipendi. Quando si pagano stipendi di 4-5-6 milioni di euro -moltiplicati per due perchè le tasse sono a carico delle società- queste spese sono zavorre che gravitano sui bilanci delle società ed è difficilissimo poi liberarsene tanto vero che, per esempio, il Milan l’estate scorsa ha raso al suolo l’intero organico. La domanda da porsi è questa: quando il Milan, liberamente, ha concesso questi ingaggi a questi giocatori lo sapeva o meno che poi qualcuno avrebbe presentato il conto al club rossonero? Non ci voleva una laurea ad Harvad per capire che se si concedevano ingaggi di 5-6-7 milioni di euro -moltiplicati per due e per 4-5 anni- il bilancio ne avrebbe sofferto tanto vero è che poi vi è stata l’ispezione della Ciovisoc con il Milan che non è in prima fascia e deve vendere prima di poter comprare cosa che negli anni precedenti con Berlusconi non era verificato”.

Trasferiamoci al calcio giocato ed al calciomercato. La Juventus secondo le ultime notizie di mercato sta per chiudere per Lisandro Lopez. Visto che La società bianconera ha preso già Fernando Llorente per giugno, a cosa servirebbe l’acquisto di Lopez? Lei prevede la cessione di qualche attaccante?
“L’acquisto di Lopez serve perchè il calciatore è la classica punta centrale che la Juventus cerca da un anno e mezzo. Lopez può giocare in Champions, ha una buona media realizzativa in ambito internazionale, è un attaccante di 26 anni dotato nel gioco aereo. Secondo me, ha le caratteristiche giuste per valorizzare e concretizzare l’enorme mole di gioco che la Juve costruisce ma a volte non concretizza -afferma Jacobelli a EuropaCalcio.it- E’ vero che la Juve vanta il miglior attacco del campionato ma, più correttamente, bisognerebbe dire che è la squadra che segna di più, infatti centrocampisti e difensori vanno costantemente in goal come dimostrato Peluso nella semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Se arrivasse Lopez, entro il 31 gennaio, Matri e Quagliarella sarebbero venduti perchè di spazi per loro si chiuderebbero”.

Capitolo Inter: con la cessione di Sneijder è possibile l’acquisto, da parte del club neroazzurro, di Paulinho. Il calciatore brasiliano gioca come centrocampista difensivo; all’abilità tecnica abbina forza fisica e buone doti realizzative oltre ad essere bravo nelle proiezioni offensive. E’ il giocatore che manca all’Inter?

“Il paradosso è che, secondo me, il giocatore che andava benissimo all’Inter era proprio Sneijder perchè con questo calciatore l’attacco poteva godere di un supporto di fantasia che adesso non ha. Quando vedo Zanetti e Guarin costretti a fare i centrocampisti centrali e ne l’uno ne l’altro lo sono, vuol dire che qualcosa non funziona. Poi vedo Pereira fuori ruolo, per non parlare di Jonathan. L’unico trequartista di ruolo che ha l’Inter in organico, è Coutinho ma la società vuole venderlo. Coutinho, tra l’altro, è un ragazzo del ’92 quindi giovanissimo preso da minorenne. Queste sono le contraddizioni del mercato che l’Inter deve risolvere: se non prende un giocatore di qualità in mezzo al campo, la squadra soffre e l’altra sera con la Roma abbiamo visto come è andata a finire. Paulinho, sicuramente, è un buon risvolto ma non risolve i problemi dell’Inter”.

Campionato: quante possibilità hanno Lazio, Napoli ed Inter per colmare il distacco dalla Juve già da questa stagione?

“Penso che si giochino due campionati: quello che gioca la Juventus -secondo me, soltanto la squadra bianconera può perdere lo scudetto- e quello che giocano le altre squadra per andare in Europa”.

Si aspettava una capacità di adattamento, così veloce, al calcio italiano da parte dell’allenatore della Lazio, Vladimir Petković?
“Non lo conoscevo o meglio conoscevo ciò che aveva fatto in passato -prosegue Jacobelli a EuropaCalcio.it- Non immaginavo che fosse così bravo. E’ stato umile, ha capito come funziona il meccanismo del calcio italiano, ha valorizzato giocatori quali Marchetti, Hernanes e lo stesso Floccari. Petković, quindi, merita la posizione in classifica che occupa adesso”

Secondo lei, Mazzarri continuerà ad essere parte integrante del progetto De Laurentiis in un prossimo futuro?
“So solo che Mazzarri sta raccogliendo il frutto del lavoro di questi anni e mi auguro che possa restare alla guida del Napoli con un Napoli in Champions League. Dopo di che, vedremo a giugno cosa accadrà”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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  Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A  Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A

Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A

“Le sue parole alla mia nomina? Sono state più che altro una provocazione. Ha agito come una zitella isterica“: queste le parole pronunciate, ai microfoni di Sky, da Antonino Pulvirenti, presidente del Catania nominato consigliere federale, e rivolte ad Andrea Agnelli in riferimento al commento che il numero uno della Juventus avrebbe fatto in merito alla sua elezione in Lega: “Agnelli dice che in Lega non mi si vedeva da dieci anni? Una provocazione -aggiunge il Patron del Catania che poi rincara la dose: “Piuttosto è stato il suo atteggiamento durante l’assemblea a risultare strano. Dice che non è rappresentata in Lega la maggioranza del calcio? Quattordici società su venti mi sembrano una bella maggioranza“. Polemiche di questa natura non fanno bene al calcio, in questo determinato momento, oltre ad essere state messe in atto proprio da due club che hanno dato un chiaro significato alla 21.ma giornata del campionato di serie A: Catania e Juventus.
La compagine etnea, superando il Genoa a Marassi, si è portata a ridosso delle squadre che sono ai vertici della classifica, Il Catania, vista la notevole progressione di risultati e gioco, ha buone possibilità di accedere, nella prossima stagione, in Europa. La Juventus, dopo la netta vittoria sull’Udinese, compie un altro allungo in testa al gruppo delle contendenti al titolo tricolore e si porta a cinque punti di vantaggio su Lazio e Napoli.

In attesa di comprendere le motivazioni che hanno indotto i due presidenti -Agnelli e Pulvirenti- a polemizzare oltre misura, ci riconosciamo e riconduciamo solo sull’aspetto agonistico e sui risultati che il massimo campionato italiano di calcio ci offre settimana dopo settimana:

Con il verdetto della Corte Federale, che aveva restituito al Napoli due punti e… due calciatori per la nota vicenda di calcio scommesse, i giochi al vertice della classifica si erano ampiamente riaperti a favore della compagine partenopea ma gli uomini di Mazzarri, pur conquistando un buon punto sul difficile campo della Fiorentina, non sono riusciti a conservare lo svantaggio di tre punti dalla Juve. E’ stata necessaria, al Franchi, la cosueta prodezza di Edinson Cavani -centesimo goal in serie A- per rimediare ad un clamoroso errore di Morgan De Sanctis, colpevole di aver permesso a Roncaglia -la sua involontaria performance è stata sottolineata anche in Argentina- la realizzazione di un incredibile goal con un rinvio dalla linea di centrocampo rimbalzato nell’area napoletana ed entrato nella sguarnita porta napoletana con la costernazione di Britos e Campagnaro ed il momentaneo black out del portiere azzurro che non si è reso conto di quanto stava accadendo.

La Fiorentina si è parzialmente ripresa, dopo tre sconfitte consecutive, ed il punto conquistato va bene per il morale ma non nasconde lo stato precario di una squadra che ha perso la brillantezza e la facilità di manovra che aveva deliziato, nella prima parte delle stagione, i palati fini di un Mondo pallonaro sempre più attento a novità tecniche e spettacolari. Il centrocampo viola, senza Pizarro, è privo della regia assicurata dal calciatore cileno che, con notevole rapidità, qualità ed imprevedibilità, dettava i tempi di gioco di una grande Fiorentina. Il Napoli non ha saputo approfittare del delicato momento della squadra viola e, soprattutto, delle due ore di partita giocate dagli uomini di Montella, contro la Roma, venerdì.
Una partenza di gara poco convincente, un clamoroso errore di De Sanctis, l’opaca prestazioni di qualche senatore ed il tardivo inserimento -come in altre circostanze- di Lorenzo Insigne hanno determinato un risultato che, pur lasciando qualche rimpianto, potrà ritornare utile al Napoli in futuro.

All’Olimpico, Roma ed Inter pareggiano un match che ha messo in mostra il carattere di una squadra che è riuscita a recuperare il risultato dopo aver subito il gioco di una grande Roma per i primi venti minuti. Zeman sogna ancora la Champions e Stramaccioni, aspettando di poter far effettuare alla squadra neroazzurra il salto di qualità, magari, con l’acquisto del regista che desidera avere nell’organico, spera di poter migliore l’attuale posizione in classifica.

Anche la Lazio, come il Napoli, ha sprecato una buona occasione per avvicinarsi alla vetta della classifica pareggiando a Palermo contro la squadra rosanero ma il campionato che sta conducendo la squadra biancoceleste è, assolutamente, sorprendente, non meritevole di alcun appunto ma solo di elogi.

Il Milan, con una doppietta di Pazzini, batte il Bologna, scavalca la Roma in classifica e sogna in vista di una probabile accoppiata vincente, in dirittura d’arrivo: Kakà-Balotelli. “Se il City cala il prezzo, mi fiondo”: parole di Adriano Galliani. Il popolo rossonero ci crede e, con le promesse effettuate da Berlusconi e Galliani, guarda il futuro con ritrovato entusiasmo.

“Siamo molto avanti e sono ottimista”: queste le parole, riportate dal Corriere dello Sport , di Giuseppe Marotta riguardo l’ufficializzazione dell’acquisto di Fernando Llorente, attaccante dell’Atletico Bilbao in scadenza di contratto, che arriverà dal 1° luglio a parametro zero. In questo modo, l’ad bianconero continua a tessere un mercato intelligente e nel pieno rispetto del budget societario: da Pirlo a Liorente passando per Paul Pogba, strappato al Manchester United, senza spendere nulla perchè in scadenza di contratto e destinato a diventare un top player.

Il popolo bianconero e l’Italia sportiva ammirano il progetto del club di Corso Galileo Ferraris -portato avanti con la mirabile opera di Marotta- e sono poco interessati alle diatribe -di facciata- messe in atto da Pulvirenti ed Agnelli.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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