Esclusiva – Vitiello (Direttore Europacalcio.it): “Rossi o Insigne? Io avrei lasciato Cassano”

Esclusiva – Vitiello (Direttore Europacalcio.it): “Rossi o Insigne? Io avrei lasciato Cassano”

TrisIntervista ai microfoni di quifootballexpress per il direttore editoriale di Europacalcio.it, Vincenzo Vitiello. Ecco alcuni spezzoni del suo intervento in seno alla trasmissione in onda ogni martedì su www.quiradio.it.

Direttore, partiamo dal fatto più scottante: l’esclusione di Pepito Rossi dai 23 che partiranno per il Brasile. Convinto da questa scelta?

L’esclusione di Rossi mi lascia profondamente rammaricato per l’uomo prima di tutto e per il campione in secondo luogo. Detto questo non penso che Prandelli possa operare per il male della Nazionale: se ha fatto altre scelte un motivo di fondo c’è ed è da rintracciarsi in una migliore condizione fisica di chi parte per il Brasile. Credo che nella testa del c.t il ballottaggio iniziale fosse tra Insigne e Candreva, poi la tegola Montolivo ha cambiato tutto: alla fine l’ha spuntata il laziale, per le sue qualità di collante tra attacco e centrocampo. Insigne può ricoprire molti ruoli diversi, spaziando potenzialmente su tutto il fronte offensivo: può far male partendo dalla posizione classica, a sinistra, ma sa disimpegnarsi bene anche sulla corsia opposta. Io, piuttosto, il dubbio vero me lo sarei fatto venire a proposito di Antonio Cassano: meglio lui di Pepito?”.

Dove può arrivare questa Nazionale?

Difficile lasciarsi andare a pronostici, nessuno ha la sfera di cristallo. Di sicuro lo scoglio è il girone, perché Inghilterra e Uruguay sono da prendere con le pinze. Se il gruppo saprà essere compatto e unito Prandelli ed i tifosi italiani potranno togliersi molte soddisfazioni: non possiamo dimenticare di avere una rosa di tutto rispetto. La riserva di Buffon è il titolare del Psg, Verratti è già un leader e davanti c’è un certo Balotelli, uno che si sveglia quando annusa la competizione vera”.

 

Sarà 4-3-3? O sono più probabili i cambi in corsa, come in qualche modo ha cercato di far capire il c.t?

Il modulo di partenza può essere quello, perché ci sono gli esterni di ruolo, come Cerci, Candreva, lo stesso Insigne. Poi è chiaro che la formazione si plasmerà a seconda delle esigenze: nel calcio moderno non puoi permetterti di fossilizzarti su un modulo soltanto”.

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

Italia: scelte fatte da Prandelli e non da un popolo di ct!

Italia: scelte fatte da Prandelli e non da un popolo di ct!

Prandelli 123Dopo la diramazione della lista dei convocati per il Mondiale in Brasile, come spesso accade in Italia, sono piovute critiche su Prandelli per aver escluso Giuseppe Rossi e Mattia Destro.

Che siano i due calciatori a manifestare delusione, rientra nella normalità delle legittime reazioni. Ricevere una prima indicazione riguardante la possibilità di partecipare al Mondiale, dopo aver condotto un’intera stagione con il pensiero rivolto alla manifestazione brasiliana ed essere stati scelti nel gruppo dei 30 calciatori nella prima selezione, lasciava ben sperare di poter far parte della spedizione azzurra al torneo iridato.

La delusione derivante dalla esclusione dalla lista dei 23 giocatori è ben comprensibile anche da parte delle tifoserie delle squadre a cui appartengono coloro che sono ritornati a casa.

Incomprensibile, invece, le analisi abbastanza faziose e pretestuose fatte da alcuni media ed addetti ai lavori.

Sono state scritte pagine, in questi giorni,  con le più svariate argomentazioni senza un minimo di raziocinio e/o una qualsivoglia prova supportata dal parere di qualche componente dello staff tecnico della Nazionale.

Tante illazioni verso le scelte dl ct azzurro e poche considerazioni sulla sua buona fede e su un operato che tiene conto del bene della Nazionale Italiana.

Rossi e Maggio venivano da infortuni, diversificati per la loro gravità, che li  hanno costretti a restare lontano dai campi di gioco per molto tempo. Probabilmente per Maggio, dopo l’ultimo test contro l’Irlanda, il tecnico ha valutato che la squadra è ben coperta, in quel ruolo, da Darmian, De Sciglio ed Abate.

La decisione di rinunciare all’esterno destro del Napoli -che ha disputato interamente le partite del girone di qualificazione-  non solo non è stata mai oggetto di critiche, ma è stata accettata con serenità dallo stesso giocatore e da tutto l’ambiente napoletano.

Giuseppe Rossi, giustamente, per il suo grande valore, andava monitorato con attenzione con la speranza di poter recuperare un calciatore in grado di essere determinante per le prestazioni della squadra azzurra.

Molti media,  per la volontà di vedere ad ogni costo il Pepita titolare nello scacchiere di Cesare Prandelli, hanno forse involontariamente tentato di interferire nel lavoro del ct, anticipando il probabile inserimento di Rossi nella lista dei 23 e la conseguente esclusione di Lorenzo Insigne, che nei test fisici effettuati era risultato il migliore sotto molti profili.

L’infortunio occorso a Montolivo ha complicato ulteriormente le decisioni prese da Prandelli, che probabilmente oltre ad effettuare scelte alternative ha intenzione di modificare il modulo tattico, alternando il 4-2-3-1 con un 4-3-2-1 oppure un 4-4-2 magari con centrocampo a rombo. Insigne, essendo un calciatore versatile, può interpretare bene il suo ruolo in tutti gli assetti tattici citati.

 

Qualcuno aveva addossato colpe a Rafa Benitez attribuendogli le responsabilità per la probabile esclusione del ragazzo di Frattamaggiore.

I pareri dei tanti addetti ai lavori, che si  vestono periodicamente con i panni di commissari tecnici ogni volta in cui devono riservare critiche gratuite ad un qualsivoglia personaggio calcistico, erano sostenuti dalla convinzione che il tecnico spagnolo aveva peggiorato, nel corso della stagione appena conclusasi, la posizione in campo di Insigne e conseguentemente le sue prestazioni.

Il golden boy partenopeo, invece, potrebbe aver raggiunto la completa maturità sotto la sapiente guida di Benitez. La sua duttilità gli permette di potersi esprimere, in modo ottimale, in un attacco a tre ed in posizione laterale sia a destra che a sinistra. Potrebbe giocare come seconda punta oppure dietro agli attaccanti. Non realizza molti goal -come era abituato a fare nelle precedenti stagioni- ma il suo contributo a centrocampo e, soprattutto, nelle ripartenze, è notevole.

Possiede una grande tecnica individuale ed in situazioni in cui altri preferiscono tergiversare, Insigne si cimenta con successo nell’uno contro uno conquistando, per la sua squadra, un’importante superiorità numerica.

A Roma, nella finale di Coppa Italia, ha messo in mostra tutte le sue qualità e si è fatto trovare pronto anche in fase conclusiva realizzando due goal alla Fiorentina, determinanti per la conquista del trofeo tricolore.

Chi  avrebbe voluto assistere alle partite della Nazionale in Brasile con in campo il grande Giuseppe Rossi? Gli amanti del calcio e coloro che tengono alle sorti della nostra Nazionale certamente già pregustavano la rinascita completa di Pepito, magari con espluà tecnici in grado di contribuire ad un’Italia vincente.

Non avendo la sfera di cristallo, non possiamo apprendere in anticipo se la Nazionale uscirà al primo turno, nelle successivi fasi della competizione iridata oppure se -per ciò che nel calcio a volte capita- possa ritornare vincente in Italia, ma … sappiamo che Cesare Prandelli ha operato per il bene del gruppo, ha effettuato scelte dettate dalla sua grande professionalità e non da fattori geopolitici come spesso -forse- accade.

Chapeau Mister e Forza Italia!

 

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

 

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

  Napoli, un tempo per soffrire ed un altro per resuscitare: accade da molto tempo!  Napoli, un tempo per soffrire ed un altro per resuscitare: accade da molto tempo!

Napoli, un tempo per soffrire ed un altro per resuscitare: accade da molto tempo! Napoli, un tempo per soffrire ed un altro per resuscitare: accade da molto tempo!

“Il Napoli ha giocato il primo tempo più per non perdere che per vincere. Non bisogna aspettare un tempo per mettere Insigne”: questo il pensiero di Luciano Moggi ex dirigente di Napoli e Juventus, intervenuto nel corso di Goal Show, su Canale 9. Moggi, in breve, esprime un parere riguardante due punti importanti ed essenziali per poter consentire al Napoli di insidiare la Juventus fino al termine della stagione. E’ stato, ripetutamente, sottolineato che il pareggio conquistato a Roma contro la Lazio è un risultato buono considerando la forza della squadra biancoceleste quando gioca tra le mura amiche. Non ci si può esimere, tuttavia, dall’analizzare l’atteggiamento osservato dalla squadra azzurra nel primo tempo disputato all’Olimpico. Il Napoli, nel corso della prima frazione di gioco, è stato sottomesso da una Lazio determinata a conseguire un risultato che le potesse consentire di riprendere il ruolo di antagonista della Juve o, quantomeno, consolidare il terzo posto in classifica.

Walter Mazzarri è un ottimo allenatore, stimato da tutti gli addetti ai lavori e dal presidente De Laurentiis che sta, giustamente, cercando di convincere il tecnico toscano a proseguire nella conduzione tecnica di una squadra che allena con magnifica professionalità fornendo a tutti i suoi calciatori le giuste motivazioni per conseguire ottimi risultati, ma…

… il tecnico di San Vincenzo, forse per scelta personale, è troppo attendista nell’apportare quei correttivi ad una squadra che soffre certe situazioni tecnico tattiche che si presentano sul campo di gioco. Ritornando al match di Roma, come afferma Moggi, il Napoli ha dato l’impressione di voler giocare il primo tempo pensando a non perdere invece di tentare di contrastare la Lazio in un modo più confacente ad una compagine in lotta per il titolo tricolore ovvero: avanzare il baricentro della squadra, contrastare con maggiore efficacia il notevole pressing messo in atto dagli uomini di Petković, proporsi con maggior concentrazione, determinazione e cattiveria agonistica, non attender e troppo per apportare dei cambi riguardanti giocatori in non perfetta condizione psicofisica.

Mazzarri ha stabilito, all’interno del gruppo, delle rigide gerarchie e giustifica le sue scelte con motivazioni che mai coinvolgono meritocrazia e stato di forma dei giocatori.

Goran Pandev è un grande calciatore e la nuova collocazione tattica, datagli da Mazzarri, lo pone in un a situazione che non può prescindere dal una forma ottimale. L’attaccante macedone agisce come seconda punta al fianco ed al servizio di Cavani. Quando le sue condizioni non sono sufficienti a garantire un certo tipo di lavoro, non può essere determinate nè come realizzatore nè come assist man per il Matador.

Non bisogna aspettare un tempo per mettere Insigne”: un pensiero comune a molti osservatori e tifosi azzurri, quello espresso da Moggi. E’ stato sottolineato, più volte che Lorenzo Insigne è un giovane che non ha bisogno di essere gestito alla stregua degli altri giovani e prospettici calciatori. Le sue notevoli doti tecniche e tattiche sono state rilevate nello scorso anno nel Pescara, nella Nazionale Under 21 e nelle partite di campionato disputate nella presente stagione.

Insigne è stato consacrato miglior giovane della serie B nello scorso campionato. La serie cadetta è un valido banco di prova per fornire indicazioni sulla tenuta e validità dei giocatori e non tutti risentono del passaggio dalla B alla serie A. Forse non corrisponde a verità la motivazione fornita da Mazzarri circa l’utilizzo di Insigne a partita in corso per usufruire delle sue performance quando gli avversari, affaticati, non sono in grado di limitare il suo gioco: Lorenzo, in tante circostanze, partendo dall’inizio dei match, ha dimostrato la stessa esplosività di quando entra nel corso delle gare.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

  Napoli, forse eccessive le critiche rivolte da Mazzarri ad Insigne  Napoli, forse eccessive le critiche rivolte da Mazzarri ad Insigne

Napoli, forse eccessive le critiche rivolte da Mazzarri ad Insigne Napoli, forse eccessive le critiche rivolte da Mazzarri ad Insigne

Il Napoli ha finalmente in organico un giovane talento made in Naples e, nel primo campionato in maglia azzurra dopo il ritorno da Pescara, è incomprensibilmente oggetto di critiche, in particolar modo, da parte di Walter Mazzarri. Critiche, non velate ma dirette, non in forma privata ma pubblica. Questo è l’aspetto più inquietante della vicenda perchè, probabilmente, il tecnico di San Vincenzo non ha mai rivolto ad altri suoi calciatori critiche che si prestano ad essere amplificate vista la risonanza mediatica dovuta dall’avvenuta comunicazione, direttamente, ai media.

Tutto lascia presupporre che Mazzarri si comporta in tale modo per cercare di stimolare Lorenzo il Magnifico e farlo crescere ulteriormente ma, da una prima esterna valutazione, sono in molti a pensare che, forse, il modo adottato dal tecnico toscano potrebbe essere controproducente per la crescita del talento azzurro. Insigne, proprio per le sue notevoli doti tecniche, non dovrebbe essere eccessivamente limitato nei suoi movimenti sul rettangolo di gioco alla stregua di quanto fatto, nel Pescara, da Zeman. L’allenatore boemo lasciò piena libertà di movimenti e di decisioni in merito alla scelta di soluzioni tattiche da effettuare in determinate occasioni ed i risultati si osservarono al termine del campionato quando, Lorenzo contribui alla promozione della squadra abruzzese in serie A realizzando anche 18 goal oltre a vincere il sondaggio di Sky come miglior giovane della Serie B. Stessa zo Insigne considerazione va fatta per l’impiego di Insigne nella Nazionale Under 21.

Fabio Andreotti, procuratore di Lorenzo Insigne, intervenuto ai microfoni di Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma, ha parlato del rimprovero fatto al suo assistito, da parte di Mazzarri al termine della partita Fiorentina-Napoli:

“Per chi vuole che Lorenzo tiri o passi la passi la palla? Lorenzo ieri dopo la partita ha detto che ha passato perché ha visto Cavani da solo davanti alla porta -ha affermato Andreotti- Lorenzo pensa a lavorare. Cerca di correggere i suoi errori ecco perché riesce a trattare certi traguardi. Quanto a Mazzarri se è un modo per pungolare Lorenzo lo accetto, in caso contrario mi dà un po’ fastidio se c’è tutt’altra intenzione, ma non credo. Lorenzo ha avuto solo venti minuti a disposizione, ciascuno esprime la sua idea. Io credo che sia un campionato eclettico, e non credo che la Juve abbia già lo scudetto il tasca. Il Napoli potrà dare molto fastidio. La partita di ieri? Credo che abbiamo perso qualche punto. Mazzarri ci ha portato fino alla fine, schierando Lorenzo al posto di Gamberini. Il Napoli ha disputato un’ottima partita. La Fiorentina è una squadra che ha dimostrato di essere una buona squadra, considerato che viene da 3 sconfitte. Personalmente pensavo ci fosse una reazione emotiva diversa questa settimana. Dopo la sentenza positiva”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

LEGGI ARTICOLO SU EUROPACALCIO.IT

Napoli, la difesa degli investimenti effettuati non deve penalizzare un auspicabile salto di qualitàNapoli, la difesa degli investimenti effettuati non deve penalizzare un auspicabile salto di qualità

Napoli, la difesa degli investimenti effettuati non deve penalizzare un auspicabile salto di qualitàNapoli, la difesa degli investimenti effettuati non deve penalizzare un auspicabile salto di qualità

“Non basta mettere mano al portafoglio per risolvere i problemi. Non bisogna farsi prendere dall’ansia di vittoria. Si è fatta una scelta su giocatori giovani come Vargas ed Insigne, e questi devono poter giocare con calma”: queste le parole del presidente del Napoli, dopo la netta vittoria ottenuta dalla squadra azzurra contro il Pescara. Aurelio De Laurentiis ritorna a parlare dopo un lungo silenzio e non perde l’occasione per ribadire un concetto ripetuto più volte.

E’ bastato un chiaro successo contro una squadra ultima in classifica per mascherare, forse, i limiti di un organico che, a detta di molti osservatori, numericamente non è competitivo per fare un decisivo salto di qualità che permetterebbe agli uomini di Mazzarri di lottare, fino al termine della stagione, per qualcosa attesa all’ombra del Vesuvio da moltissimi anni.

Non chiaro il riferimento che il presidente riporta quando associa due calciatori che corrispondono a situazioni diverse di mercato. Lorenzo Insigne è un prodotto made in Naples ed il suo inserimento nell’attuale organico azzurro richiesto a furor di popolo, conferma che alcune scelte operate dello staff tecnico e da Walter Mazzarri sono state oculate e giuste. Diverso è il caso di Eduardo Vargas che, fino ad ora, non ha prodotto alcun risultato alla causa del Napoli. E’ chiaro e legittimo che De Laurentiis cerchi, in ogni modo, di salvaguardare il notevolissimo investimento effettuato ma se, al termine della stagione in corso, Mazzarri non dovesse realizzare l’ennesimo miracolo corrispondente alla conquista di in una posizione utile per la partecipazione alla prossima Champions League, oltre al capitale investito per l’attaccante cileno il presidente perderebbe altri introiti dovuti alla mancata partecipazione alla massima competizione continentale. L’eventuale conquista di un titolo tricolore, traguardo per il quale è difficile ipotizzare il raggiungimento per l’attuale incompletezza dell’organico a livello quantitativo o della Europa League, apporterebbe nelle casse societarie introiti non indifferenti.

“Non è detto che chi arriva trovi subito l’amalgama nel gruppo, nello spogliatoio, in campo. Bisogna avere i piedi per terra. Non basta mettere mano al portafoglio per risolvere i problemi”: aggiunge De Laurentiis con una considerazione pienamente condivisibile ma che dovrebbe essere collegata alle riflessioni effettuate, da molti osservatori del Mondo del pallone, durante la campagna acquisti estiva allorquando era evidente che il Napoli stava per affrontare un’altra stagione con il clichè di eterna incompiuta. Era necessario dotare la rosa, in primis, di un vice Cavani e poi di un ulteriore centrocampista in grado di alternarsi con Inler, Behrami e Dzemaili oltre ad un difensore di notevole spessore.

“Non basta mettere mano al portafoglio per risolvere i problemi” Altra considerazione pertinente, in particolar modo, per certi investimenti effettuati da una società che ha speso molto nelle varie pregresse sessioni del mercato calcistico. Investimenti non sufficienti alla piena realizzazione di un organico completo, in ogni reparto, anche con gli opportuni rincalzi. Il Napoli, con i titolarissimi e con la sapiente guida di Mazzarri, non teme il confronto con nessuna squadra italiana e può competere con le big europee avendo raggiunto un ottimo affiatamento tra i giocatori che scendono con continuità sul rettangolo di gioco. Anche gli schemi della squadra e la disposizione in campo dei giocatori da parte del tecnico toscano hanno evidenziato la grande competenza e professionalità del tecnico toscano. Basta, però, che Cavani sia assente per infortunio o squalifica o qualche altro giocatore titolare manchi che il collaudato e funzionale ingranaggio della macchina azzurra si inceppi per mancanza di sostituti in grado di supplire, con profitto, alle assenze.

Vincenzo Vitiello – NapoliSoccer.NET