Verba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori di restare a NapoliVerba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori

Verba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori di restare a NapoliVerba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori

“Noi stiamo bene qua, siamo felici e i nostri familiari stanno molto bene a Napoli. Le decisioni sono della società , penso che fino all’ultimo giorno che sarò al Napoli darò il massimo. Non so per quanto tempo starò a Napoli perchè questo è il calcio e le società lavorano in modi particolari. Cerco di lavorare e di dare il massimo per la mia squadra, la società e per questa città che ci accompagna“. Queste le parole di Edinson Cavani al termine del match, di ieri sera al San Paolo, che ha visto il Napoli ritornare alla vittoria contro il Novara dopo tre sconfitte consecutive. C’è da aspettarsi che anche queste affermazioni del Matador saranno strumentalizzate per poter affermare che Cavani , la prossima stagione, giocherà in un altro club prestigioso…

HAMSIK VIA DA NAPOLI NONOSTANTE IL RINNOVO– Già da qualche parte si legge che il recente prolungamento del contratto di Marek Hamsik non significa che il centrocampista slovacco resterà, sicuramente, a Napoli perchè se si farà avanti qualche società la famosa locuzione latina “Verba volant, scripta manent” non troverebbe un giusto riferimento. Pur avendo recentemente trovato l’accordo con il Napoli, Marek, felice per aver sottoscritto un prolungamento soddisfacente anche sul lato economico, sarebbe, secondo il parere e/o le informazioni ricevute da qualche media, felicissimo di restare all’Ombra del Vesuvio, avendo sposato un progetto con piena convinzione, ma anche straordinariamente attratto da Sirene provenienti da altro lidi. Incongruenza del giocatore slovacco o una distorta, magari involontaria, informazione di eventi che sono chiari a moltissimi addetti ai lavori? Sta di fatto che mentre per altri club italiani ed europei difficilmente si pongono queste problematiche, il club di Aurelio De Laurentiis è sottoposto, quasi quotidianamente, ad eventi destabilizzanti per la squadra e per l’ambiente partenopeo.

I TRE TENORI SEMPRE SOTTO I RIFLETTORI DEI MEDIA- L’attenzione di molti media è riposta, senza soluzione di continuità, sui tre tenori azzurri e a nulla valgono le ripetute smentite da parte degli interessati e della società. Anche in un recente passato, nonostante fossero stati riportati i medesimi argomenti, Lavezzi, Cavani ed Hamsik non solo sono rimasti nel capoluogo campano ma hanno più volte manifestato il loro pieno gradimento verso un progetto serio, una città che li ama ed un ambiente che riserva loro tutte le attenzioni che un calciatore può desiderare. E’ doveroso sottolineare che anche gli ingaggi dei gioielli del Napoli si stanno gradualmente avvicinando a quelli dei loro colleghi appartenenti a prestigiosi club. Gli ingaggi seguono un criterio che garantisce la società ed i calciatori e sono legati alle prestazioni dei singoli, ai risultati ottenuti individualmente, ai vari bonus ed ai normali adeguamenti contrattuali.

IL PROGETTO NAPOLI- E’ difficile recepire che, anche nel calcio, possa verificarsi che un club serio e con a capo un Signor Imprenditore possa entrare nel gotha del ‘Mondo del pallone’. E’ anche comprensibile ed umano che la scoperta di un nuovo che avanza possa portare ad invidie professionali e/o a preoccupazioni riguardanti una sana concorrenza, ma è profondamente ingiusto e scorretto adoperarsi per tentare di destabilizzare una società ed una tifoseria.

L’ULTIMA PAROLA SPETTA A DE LURENTIIS- A conforto di quanto scritto, per i supporters napoletani, si potrebbe ribadire, per l’ennesima volta, che i tre tenori di casa Napoli, a meno di clamorosi imprevisti che sarebbero valutati da De Laurentiis, resteranno ancora in un luogo dove ci sarà sempre un posto al sole in grado di tonificarli onde raggiungere i traguardi programmatici prefissati dalla società.

Vincenzo Vitiello

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Napoli, ancora pareri e consigli per gli acquisti di Raiola

Napoli, ancora pareri e consigli per gli acquisti di Raiola


“I tre tenori del Napoli? Non devono obbligatoriamente restare, si possono anche vendere ma devono essere rimpiazzati adeguatamente”. Così, Mino Raiola ha parlato a ‘Radio Goal’, trasmissione in onda su Radio Kiss Kiss Napoli.
Ancora una considerazione di Raiola, dopo la vicenda Hamsik, ma questa volta i suoi pareri coinvolgono anche gli altri due tenori del Napoli ovvero Edinson Cavani ed Ezequiel Lavezzi. Nel Mondo del pallone, in mancanza delle ‘bandiere’ di un calcio del passato in cui vi erano bene altri valori, quasi nessun giocatore resta nella squadra di propria appartenenza fino al termine della carriera.
Considerando che tutti gli addetti ai lavori possono, tranquillamente, esprimere la loro opinione, Raiola, sembra che, ancora una volta, non tiene, minimamente, in considerazione gli intenti di Aurelio De Laurentiis e continua a dispensare pareri e opinioni di mercato riguardanti l’eventuale cessione di Hamisik, Cavani e Lavezzi. Per il Pocho, addirittura, consiglierebbe alla società azzurra di fare uno scambio con Balotelli ritenendo il giocatore del Manchester City, in prospettiva, più forte di Ezequiel: parere di Raiola ma verità tutta da verificare perchè Lavezzi, fino ad ora, ha mostrato tutto il suo valore, Balotelli no. Quando il City andrà a Napoli, per disputare la gara di ritorno di Champions League, è auspicabile che tutto il popolo partenopeo tributi un fragoroso applauso all’attaccante della Nazionale per sottolineare la stima dei tifosi napoletani verso ‘Super Mario’ e far notare che nel capoluogo campano si riesce ad apprezzare il vero valore dei calciatori indipendentemente se questi vengono messi a confronto con i propri beniamini.

“Il Napoli se dovesse perdere Hasmik e si dovesse trovare spiazzato, sarebbe solo colpa sua perché un club deve prevedere tutto. Deve prevedere le partenze, come deve prevedere gli infortuni”. Ha insistito nelle sue tesi, Raiola, qualche giorno fa, a Radio CRC, ma tutte le tesi andrebbero supportate da valide ipotesi che, allo stato attuale, non si intravedono. De Laurentiis non si è mai trovato spiazzato, fino ad ora, e tutto lascia prevedere che, in presenza di eventuali trattative serie e, soprattutto, corrette il presidente saprà difendere, nel modo ottimale, il grande investimento fatto a Napoli e per il Napoli.

“L’Udinese, per esempio, non ha avuto paura di perdere Sanchez -prosegue Rajola- I giocatori si vendono, e con i soldi ricavati, se ne comprano altri. I club devono sempre essere pronti a fare una nuova squadra” Il procuratore, affermando con estrema sicurezza questo concetto, non tiene conto, ancora una volta, della programmazione fatta dal Presidente del Napoli e ne che non esiste un’unica strada per conseguire ottimi risultati in Italia ed in Europa.

“Dichiarazioni su Hamsik? Il mio è stato un discorso generale, non riferito ad Hamsik ma a tutti i calciatori: quando un giocatore chiede di andare via non lo si deve costringere a restare” L’unica prova che potrebbe avvalorare tale supposizione è il parere del calciatore. Visto che Hamsik, più volte, ha riferito di stare bene a Napoli e che le sue dichiarazioni non sono state, sufficientemente, capite non si può mettere in dubbio la volontà di un giocatore che resterà a Napoli fino a quando lo vorrà. Nel caso dovesse esprimere la volontà di abbandonare la squadra azzurra, De Laurentiis non lo costringerà a restare a meno che un eventuale club interessato non sborsi la giusta cifra corrispondente al reale valore di Marek Hamsik.

Vincenzo Vitiello
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Napoli, Hamsik: dalla bufera estiva alla verità dei fatti

Napoli, Hamsik: dalla bufera estiva alla verità dei fatti

In un’estate tormentata per la dirigenza e la tifoseria del Napoli, finalmente, si ascoltano voci corrispondenti alla verità dei fatti.
Una destabilizzazione, voluta o involontaria, della piazza napoletana, che non ha sortito alcun effetto tranne quello di indurre i tifosi partenopei ad una importante considerazione: il Napoli è, oramai, una big del calcio italiano. Una società sotto i riflettori nazionali ed europei con tutti i vantaggi ed i disagi che ne conseguono.
La tormentata vicenda Hamsik ha tenuto banco per moltissimo tempo ed a nulla sono valse le ripetute smentite di Aurelio De Laurentiis riguardanti la non cedibilità delle sue stelle. Alcuni hanno preferito seguire la scia del sentito dire o di certe informazioni mutuate da personaggi che avevano l’intenzione di portare la finestrella di Marechiaro all’ombra della Madunina: il Milan non era, costantemente, presente nei pensieri di Marek Hamsik che aveva solo riferito della sua gratificazione per un eventuale interesse della squadra rossonera nei suoi riguardi. L’attenzione di una squadra con un notevole prestigio in Italia e nel Mondo è gratificante per qualsiasi calciatore.

“Cosa dirà il presidente quando Hamsik si presenterà da lui chiedendogli di essere trasferito?” Questo quanto riportato da qualcuno che, probabilmente, essendo stato malinformato, dopo aver visto la sua tesi smontata passo dopo passo, si è voluto agganciare alla speranza di trovare un momento di rivincita. Ed invece, dopo altre numerose smentite, arriva la dichiarazione finale di Marek che, sentita o per una qualsivoglia circostanza, corrisponde alla verità assoluta di quanto accaduto in un’icredibile e tormentata estate:

“L’estate dei Misteri -riferisce il centrocampista slovacco in un’intervista riportata dall’edizione odierna del Corriere dello Sport- Ero in vacanza e non sapevo che in Italia si fosse scatenato un putiferio attorno a me. Non mi è mai balenata l’dea di lasciare Napoli. Ne parlavo con Martina al mare e ci chiedevamo: ma questi cosa dicono? Che vogliono da me? Mi sono trovato coinvolto in una situazione di cui sapevo poco o nulla. Ho lasciato fare. Probabilmente hanno anche forzato certe mie dichiarazioni. Ma il mio unico pensiero era quello di ritrovare i miei compagni del Napoli. Ora divido la camera con Gokhan Inler, un altro compagno riservato come me. Anche il mister c’era cascato. Un giorno mi chiese cosa avevo in testa… Che testa dovevo tenere? La solita, fare una grande stagione con il Napoli e stupire anche in Champions League, una competizione conquistata con i denti e che non vedo l’ora che cominci”.

Anche i tifosi del Napoli non vedono l’ora che inizi questa importante e difficilissima stagione per essere vicini alla loro squadra e per dimenticare un’estate tormentata senza alcuna voglia di rivalsa verso coloro che si sono resi artefici di incredibili telenovele: il tempo e le prestazione del Napoli saneranno una situazione che, si spera, non si ripeterà più per il bene del calcio italiano.

Vincenzo Vitiello
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Napoli, un ultimo colpo per chiudere un grande mercato

Napoli, un ultimo colpo per chiudere un grande mercato

“Io con Lavezzi, si sa, ho avuto qualche contrapposizione, ma poi abbiamo chiarito. Sarebbe da 13-14 gol; ne ha fatti solo 6, è vero, ma ha saltato molte partite e confezionato un numero impressionante di assist. Per me Lavezzi non è in vendita”. Queste le parole di Aurelio De Laurentiis nel corso di una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Dopo Marek Hamsik, anche per Lavezzi il presidente ha ribadito l’incedibilità del Pocho a riprova che non ha alcuna intenzione di vendere i suoi gioielli.

“Piace ai napoletani ed io lavoro per i tifosi -prosegue il presidente- Per quanto mi riguarda, Lavezzi non è sul mercato, però so bene che potrebbe venire qualcuno con 32 milioni di euro e acquistarlo. Ammetto che sono pentito della clausola rescissoria, tant’è vero che non è stata concessa ne a Inler ne a Cavani”. Quindi il pericolo che il Napoli possa perdere Ezequiel proviene solo dalla possibilità che qualche club possa far fronte a tale clausola e depositare nelle casse societarie, “Pronto Cash”, la non indifferente somma di denaro. In tal caso, con la partenza di Lavezzi, si aprirebbe la caccia al giocatore in grado di sostituire l’attaccante argentino e la scelta che qualcuno vorrebbe far ricadere su Pastore non sembra essere attuabile nonostante i buoni rapporti tra De Laurentiis e Zamparini. Resta, comunque tutto da verificare se i suoni delle Sirene provenienti dall’Inghilterra siano supportate dalla reale volontà del Manchester City e del Tottenham di portare Lavezzi via da Napoli.

Il Napoli per completare un organico che, dopo gli ultimi acquisti effettuati, risulta già abbastanza competitivo, necessita di un altro attaccante in grado di sostituire Cavani in caso di forzate assenze dell’attaccante uruguaiano o per alternarsi con Edinson in un opportuno turnover. Riferisce il Corriere dello Sport che insieme a Trezeguet, accantonato per il momento ma non dimenticato, Vucinic resta il desiderio della triade De Laurentiis-Bigon-Mazzarri. Mirko è un attaccante non statico, in grado di partecipare alla manovra per non dare riferimenti alle difese avversarie. Oltre a Vucinic riprende corpo anche l’ipotesi Pandev, un altro attaccante gradito al presidente, a Bigon e a Mazzarri.

Sono tutte ipotesi di mercato ma un’eventuale scelta della società rivolta all’acquisto di un bomber, infallibile e ricco di esperienza in campo nazionale ed europeo, che corrisponde al nome di David Trezeguet potrebbe rappresentare la soluzione ideale per far fronte alla partecipazione, nella prossima stagione, alle importanti competizioni a cui parteciperà la squadra azzurra.

Vincenzo Vitiello
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Napoli, vicenda Hamsik: il lupo perde il pelo ma non il vizio

Napoli, vicenda Hamsik: il lupo perde il pelo ma non il vizio

“Hamsik non è sul mercato, l’ho detto e lo ripeto. Se poi volete una cifra, allora vi accontento: viste le valutazioni che sento in giro, valutato il giocatore, allora dico per prendersi Hamsik si può cominciare a parlare da 100 milioni. Poi magari uno si siede e trova un punto di incontro: ma per cominciare a chiacchierare, ci vogliono cento milioni”. Con molta pazienza e disponibilità, Aurelio De Laurentiis spiega, ancora una volta nell’odierna Esclusiva rilasciata al Corriere dello Sport, a coloro che non vogliono o fanno finta di non capire, alcune dettagliate osservazioni riguardanti la posizione della società nei confronti di una eventuale trattativa di vendita di Marek Hamsik al Milan o a qualche altro grande club.
Di fatto, allo stato attuale, Hamsik non è sul mercato e, probabilmente, non lo sarà nemmeno a gennaio come qualcuno voleva far intendere. Chi si era scandalizzato dalla cifra attribuita allo slovacco, per cambiare casacca, ovvero 40 milioni di euro, non aveva ascoltato le motivazioni di tali cifre quando il presidente del Napoli aveva fatto delle considerazioni molto articolate che tenevano conto anche dell’investimento programmato a lungo termine, della conseguente ammortizzazione del capitale iniziale e della successiva valorizzazione del calciatore. Pur di arrivare allo scopo per arrivare ad una rapida decisione di Hamsik di abbandonare Napoli, è stata riferita al giocatore solo la nuda cifra e non le altre legittime considerazioni.

Risultato di questa poco lecita manovra? Lo stesso Hamsik ha dichiarato di non condividere detta valutazione in quanto il suo cartellino vale meno. Dichiarazioni messe, con molta soddisfazione, in cantiere da coloro che avevano riferito, volutamente ed in modo distorto il pensiero di De Laurentiis. Ora, dovranno riferire ben altro allo slovacco: 100 milioni per tentare di aprire una trattativa di mercato che, difficilmente, andrà a buon fine per la difficoltà di alcuni club di reperire tale cifra e per la determinazione del presidente partenopeo.

“Marek è un bravissimo ragazzo, al quale voglio bene. Raiola mi ha consigliato di venderlo. Ed io: lei si faccia glia affari suoi” Questa risposta data da De Laurentiis a chi tiene, particolarmente, a cuore le sorti del centrocampista del Napoli, non ammette interpretazioni di varia natura. Mino Raiola, forse, ha messo in azione metodi che oltre ad essere poco efficaci per convincere De Laurentiis a vendere il suo gioiello, non appartengono al modus vivendi di un professionista che fa della sincerità, della correttezza e della trasparenza il suo modus operandi.

Correttezza? Si, quella dimostrata da Massimo Moratti tre anni fa allorquando chiese, direttamente e con eleganza, lo slovacco al patron del Napoli che, ad una legittima ed educata richiesta, ha riconosciuto al presidente dell’Inter un diritto morale.
“Io con Galliani sono stato chiaro qualche giorno fa. Gli ho detto: Adrià, ma a che gioco stiamo a giocà? C’è poco da dire” E c’è poco da aggiungere anche a questa chiara presa di posizione di De Laurentiis tranne che la convinzione, visto l’insistenza di certi media, che “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Vincenzo Vitiello
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