Squadre italiane in Champions League…nel segno del destinoSquadre italiane in Champions League…nel segno del destino

Squadre italiane in Champions League…nel segno del destinoSquadre italiane in Champions League…nel segno del destino

Champions Legue 7‘Il destino mescola le carte e noi giochiamo: afferma una citazione di Arthur Schopenhauer. A mescolare le carte, prima delle partite di Champions League, valide per definire la griglia delle squadre partecipanti agli ottavi di finale della massima competizione continentale, sembra che sia stato proprio il destino che ha riservato un finale degno delle migliori rappresentazioni, contraddistinte da patos ed amarezza, a due delle squadre che rappresentavano l’Italia nel torneo: Juventus e Napoli.

La terza squadra, il Milan, pur restando in dieci uomini, a causa del’espulsione di Montolivo al 22′ del primo tempo, ha rispettato i pronostici pareggiando con l’Ajax  e qualificandosi al turno successivo dopo aver disputato il match all’insegna della determinazione, concentrazione e duro impegno finalizzato a  raggiungere un traguardo che potrebbe determinare una svolta nella stagione di una compagine che, fino ad ora, ha avuto molte difficoltà in campionato ed un andamento altalenante in Champions.

Milan, agli ottavi i finale, mentre Juventus e Napoli,  abbandonano il grande  palcoscenico  europeo, e dovranno percorrere un’altra strada parallela, ma di minor prestigio, quale è l’Europa League.

E’ la prima volta nella storia della Champions League che l’Italia raggiunge gli ottavi di finale soltanto con una squadra.

Cose turche, una partita su un “non campo”: urla -con giuste motivazioni-  il sito della Juventus.

Come non allinearsi al pensiero di tutto l’ambiente bianconero dopo che la partita con il Galatasaray, importantissima e decisiva per il prosieguo del cammino nell’Europa che conta, è stata, prima rinviata, a causa delle pessime condizioni del terreno di gioco, dovute ad una persistente nevicata, e poi disputata il giorno dopo -senza che vi fosse il giusto tempo per ristabilire le condizioni sufficienti ed adeguate allo  svolgimento di una gara di notevole rilevanza-  su di un campo in condizioni pessime.

La squadra, bianconera, comunque,  aveva compromesso il suo cammino in occasione della partita pareggiata con il Copenaghen in Danimarca ed il match disputato allo Juventus Stadium contro il Galatasaray  allorquando, in vantaggio per 2-1, si è fatta raggiungere dalla squadra turca.

Nel calcio, ad ogni modo, è lecito inciampare qualche volta ma è doveroso permettere ad una squadra di rialzarsi e rimediare ad alcune situazioni. Ben sappiamo, però, che il baraccone, sostenuto da un  circuito mediatico che non ammette deroghe al proprio iter contraddistinto da interessi  vari, non poteva fermarsi, e fare in modo che la Vecchia Signora potesse giocarsi le sue carte nelle migliori condizioni: una garanzia che non è stata data da coloro che erano preposti alla buona riuscita dell’evento calcistico.

Il destino mescola le carte e noi giochiamo”:… ed il destino ha provveduto a mischiare le carte in modo tale da consentire alla squadra turca di accedere agli ottavi di finale della competizione europea.

 

La  dea bendata in collaborazione con il fato, invece, al San Paolo ha compiuto un capolavoro, frutto di una velata ed oscura regia che, non soddisfatta delle difficoltà che ha incontrato il Napoli in un girone di ferro composto da alcune tra le maggiori squadre europee, ha riservato ai partenopei un finale degno delle migliori rappresentazioni teatrali inerenti a commedie con finali tragici e commoventi.

A pochi minuti dalla fine del match  tra il Napoli e l’Arsenal, i giocatori azzurri, Rafa Benitez e tutto il popolo partenopeo credevano nella realizzazione di un sogno, di un’impresa disperata giudicata da molti impossibile: Napoli in vantaggio sull’Arsenal, pareggio tra Olympique Marsiglia e Borussia Dortmund con la squadra partenopea che, per effetto di questi risultati, era qualificata agli ottavi di finale, e poi… tutto cambia con il successo, nel finale di gara, del Borussia a Marsiglia.

Beffa? Amaro destino? Solo coincidenze che, forse, per la prima volta nella storia della Champions, mettono la parola fine al cammino di una squadra che meritava il passaggio del turno: IL NAPOLI!

Dodici punti, capolista del girone insieme ad Arsenal e Borussia, netta e convincente vittoria, nella notte del San Paolo, contro una delle migliori formazioni continentali, non sono bastati alla squadra azzurra per continuare l’avventura europea.

A Schopenhauer fa eco Dag Hammarskjöld: Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro”: riflessione ed auspicio per un futuro migliore riguardante il calcio italiano.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

Juve-Napoli sfida scudetto incandescente, Balotelli Superstar a San Siro, Zeman esonerato ma…Juve-Napoli sfida scudetto incandescente, Balotelli Superstar a San Siro, Zeman esonerato ma…

Juve-Napoli sfida scudetto incandescente, Balotelli Superstar a San Siro, Zeman esonerato ma…Juve-Napoli sfida scudetto incandescente, Balotelli Superstar a San Siro, Zeman esonerato ma…

“L’importante è sempre rispondere sul campo con i fatti”: queste le parole di Matri, attaccante della Juventus, al temine della vittoriosa gara contro il Chievo Verona. Una precisazione messa in rilievo dal calciatore bianconero che nulla toglie e nulla aggiunge alla sfida scudetto che si sta sviluppando tra la Juventus ed il Napoli. La compagine bianconera, come quella napoletana, ha il dovere di rispondere sul campo con i fatti e non con le polemiche che hanno caratterizzato, per buona parte del campionato in corso, il cammino di due club.

Juve e Napoli, di fatto, portano avanti due progetti diversi ma entrambi validi. Il modo in cui stanno vivendo questo appassionante duello è diverso per i due club. Il Napoli, continuando nella sua graduale crescita verso i vertici del calcio italiano e rispettando la programmazione societaria, denota tranquillità e voglia di realizzare un’impresa eccezionale. La Juventus, forse, proiettata verso i fasti vissuti in un lontano passato, non vive con la giusta serenità una situazione diversa dallo scorso anno quando, a dominare incontrastata lo scenario calcistico, vi era soltanto la Vecchia Signora.

“Dovevamo dare una risposta ferma, decisa, al nostro campionato -prosegue Matri- sia al Napoli che al tutto il campionato e questa risposta l’abbiamo data e come. Noi siamo quelli di un anno fa”: il calciatore juventino, forse, dimentica che il popolo calcistico italiano non aveva dubbi sulla forza della squadra torinese oltre a candidarla come principale favorita per la conquista del titolo tricolore. Questa affermazione potrebbe assumere un significato da mettere in relazione ad un tentativo di esorcizzare un eventuale timore per la nuova situazione che si è venuta a determinare nelle ultime giornate di campionato.

Napoli al primo posto? Non riesco a guardare la classifica e cambiare atteggiamento -ha affermato Mazzarri ai microfoni di Sky nel dopo partita del vittorioso match contro il Catania. “Non dobbiamo distrarci mai perchè in questo campionato ci sono squadre molto agguerrite. Noi non dobbiamo mai abbassare la guardia e poi vedremo dove saremo arrivati”. una dichiarazione che rispecchia lo stato d’animo della dirigenza, della squadra azzurra e del popolo napoletano che, serenamente, stanno vivendo un sogno ben consci delle difficoltà della realizzazione dello stesso e con il dovuto rispetto verso i blasonati rivali.

Lo scudetto manca da più di un ventennio a Napoli e, vista la costante crescita della squadra partenopea, un anno in più per raggiungere il prestigioso traguardo cambierebbe poco in una tifoseria che si sta gustando le continue performance della squadra.

L’unica risposta che il Napoli e la Juventus dovranno fornire, con il fatti sul rettangolo di gioco, è quella attesa il 1° marzo allo stadio San Paolo, teatro dello scontro diretto tra le due compagini. Eventuali guerre fredde tra i due club provocherebbero solo ingiustificate polemiche e tensioni poco utili alle due contendenti per i risvolti che si potrebbero avere prima, durante e dopo la gara.

Oltre alla lotta per lo scudetto circoscritta, momentaneamente, a Juventus e Napoli, vi sono diverse squadre che stanno dando vita ad un’appassionante sfida finalizzata a conquistare un posto utile per la partecipazione alla Champions League della prossima stagione. E’ da mettere in risalto la rimonta del Milan che è riuscito a portarsi a tre punti dal terzo posto sconfiggendo l’Udinese in un match che ha lasciato una coda di polemiche, ancora una volta, legate alle direzioni arbitrali. Il rigore, più che dubbio, concesso alla squadra rossonera, da Valeri a trenta secondi dal termine del match, mette in risalto le responsabilità di una classe arbitrale sempre nell’occhio del ciclone per decisioni che non lasciano spiegazioni plausibili ed in linea con un criterio di direzioni arbitrali unico in tutte le circostanze. Balotelli è ritornato a giocare nel campionato italiano. L’epilogo della gara di San Siro relega in secondo piano il trionfale ritorno di Super Mario in serie A .  L’ex attaccante del Manchester City,  con il rientro in Italia e con una prestazione da incorniciare, ha dato ulteriore prestigio al massimo campionato nazionale.

La domenica del pallone’ si è chiusa con l’invio di un sms, da parte dell’ AS Roma, a Zdenek Zeman. Uno scritto per comunicare al tecnico boemo l’esonero dalla panchina giallorossa. A seguire, vi è stata una dichiarazione, riportata del Corriere dello Sport, del dg Baldini. “Zeman non è l’unico responsabile, ma è l’unica cosa che potevamo fare ora”. Non si fa attendere la risposta, su Facebook, di Zeman che, ironicamente, ha affermato: “Smettere di allenare? No, mi devono sparare”. Il tecnico si è rivolto ai tifosi romanisti, apparentemente sereno e di buon umore, ben consapevole di una decisone forse maturata dalla dirigenza giallorossa qualche giorno fa: “Stagione sbagliata? Non è una partita che stabilisce se una stagione è sbagliata. Errori? Qualcuno ne avrò commesso se non siamo primi in classifica e, comunque, anche in questo caso bisogna tenere presente che ci sono gli avversari. E poi solo chi non fa non sbaglia. Questa è una squadra con tanti giovani che devono imparare a stare in campo“: aveva affermato Zeman, due giorni prima dell’esonero.

In un calcio spietato, in cui ogni logica si discosta dai risultati agonistici, verrebbe da affermare: “...anche i dirigenti calcistici, forse, devono imparare a star dietro ad una scrivania per poter attuare una seria ed oculata programmazione societaria”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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  Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”  Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”

Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani” Xavier Jacobelli: “Crisi del calcio italiano? Fiducia nei giovani”

In estate, forse, abbiamo avuto il peggior mercato della storia del calcio italiano. L’ultimo riferimento è agli anni 70 quando fu dato spazio all’autarchia e questa forma di autosufficienza produsse la più grande ascesa di talenti nostrani che avrebbero, poi, portato soddisfazioni e trofei (Mundial ’82). Ora si verifica una vera e propria involuzione dovuta ad una crisi che, per il momento, sembra irreversibile in Italia. Per analizzare questo ed altri aspetti inerenti al Mondo del pallone, EuropaCalcio.it ha intervistato, in esclusiva, Xavier Jacobelli, noto giornalista, opinionista televisivo e Direttore Editoriale di Calciomercato.com:

Per ovviare alla crisi che investe il calcio italiano una soluzione potrebbe essere quella di puntare a valorizzare i vivai effettuando oculate programmazioni? Dirigenti e, più velatamente, gli allenatori non sarebbero favorevoli perchè animati dalla voglia di vincere subito. Come se ne esce fuori da questa situazione? E’ un calcio senza idee in attesa che passi questo momento difficile?
“In questa situazione di crisi o si subisce supinamente, come accade attualmente, oppure si aguzza l’ingegno. Penso che, nonostante ci siano difficoltà, vi sono giovani che si stanno mettendo in mostra. Penso ad El Shaarawy, De Sciglio, Destro, tutta la generazione degli anni ’90 che sta facendo bene in questo campionato –spiega il direttore Jacobelli ai microfoni di EuropaCalcio.it- Con i giovani, però, bisogna aver pazienza e dare loro fiducia. Penso che, ad esempio, il Napoli con Lorenzo e Roberto Insigne ha dato un segnale molto chiaro dopo aver ceduto Lavezzi e mi pare che, senza di lui, la squadra azzurra abbia dodici punti in più rispetto allo scorso anno. Credo che il problema del calcio italiano non sia tanto legato ai risultati ottenuti sul campo perchè, attualmente, abbiamo due formazioni agli ottavi di Champions League e tre squadre ai sedicesimi di Europa League. La Nazionale di Prandelli, vice campione d’Europa, è quarta nel ranking della FIFA. Il problema del calcio italiano risiede nel ‘Palazzo’, in chi lo governa. Noi, piuttosto, abbiamo registrato un immobilismo spaventoso perchè non cambiano mai, ci sono delle beghe di potere, perchè la preoccupazione principale di molti club e dei presidenti riguarda, solitamente, i diritti televisivi. Poi, accade -come oggi- che esce la classifica dei primi venti club più ricchi al Mondo e si notano, ai primi tre posti, Real Madrid, Bercellona e Manchester United, all’ottavo il Milan, al decimo la Juventus, al dodicesimo l’Inter, al quindicesimo il Napoli, in salita per le prestazioni effettuate nella scorsa Champions League, ed al diciannovesimo la Roma. Fino a quando non si risolvono i problemi strutturali, in primis gli stadi con l’eccezione molto positiva dello Juventus Stadium, è evidente che il calcio italiano debba fare di necessità virtù perchè non ha i mezzi, soldi, i patrimoni che possono garantire investimenti sul mercato e gli impianti di proprietà. Stiamo perdendo un sacco di tempo ma la colpa è anche della ‘casta’ politica che ci ritroviamo, di qualunque colore essa sia: in questi anni non è riuscita a trovare investimenti sugli stadi che sarebbero stati un propellente importante per cominciare a risolvere il problema ma il tutto è stato fatto morire con la legislatura. Diciamo, quindi, che la questione è più politica che tecnica. Sotto l’aspetto tecnico, è vero che sono partiti Thiago Silva, Ibrahimovic, lo stesso Verratti e Lavezzi però è pur vero che i nostri giovani non avrebbero trovato lo spazio che stanno trovando se ci fossero stati ancora questi giocatori. L’importante è aver fiducia nei giovani perchè questa è l’unica strada da percorrere”.

Tra pochi giorni anche il mercato invernale di riparazione chiuderà i battenti: si intravede, almeno, un mercato intelligente? Quali club stanno attuando, questa eventuale strategia? Quali si stanno maggiormente attrezzando per conseguire gli obiettivi programmatici?
“Partendo dalla basso verso l’alto, è evidente che il Palermo ed il Genoa siano i club maggiormente attivi sul mercato perchè hanno una situazione di classifica abbastanza critica. Gli eccessivi cambiamenti che hanno fatto in questi anni, sia il Palermo che il Genoa, a livello di giocatori e di allenatori si sono ripercossi sui risultati. E’ difficile per qualunque tecnico costruire una buona squadra se gli cambiano, continuamente, l’organico. Vedo molta confusione per il Milan e l’Inter. Siamo arrivati alla sera del 24 gennaio e non hanno sciolto ancora i nodi riguardanti la due società. L’Inter ha bisogno di un centrocampista. Il Milan ha trascorso giorni e giorni a baloccarsi tra kakà, Balotelli e Drogba e non ha preso ancora un difensore di qualità oltre ad centrocampista”.

La crisi finanziaria a livello mondiale e, soprattutto, europeo, genererà un’inversione di rotta da parte degli operatori di mercato che, eventualmente, dai paesi sudamericani verranno a fare spese in Italia e in Europa?
“Intanto il fattore arabo ha cambiato già gli equilibri di mercato. Basti pensare al Manchester City ed al PSG – fenomeno in continua crescita- che, guarda caso, hanno alle spalle proprietari arabi quindi gli equilibri sono stati già sconvolti. La Cina, nei prossimi anni, diventerà un nuovo Eldorado così come la Turchia – dimostrato dall’arrivo di Sneijder al Galatasaray- dove la tassazione non è al 50% o al 45% come in Italia ma al 15% ed anche questo è fonte di grandi attrazioni. Il problema delle società italiane è che per anni hanno buttato dalla finestra decine di milioni di euro pagando ingaggi spropositati a giocatori che, purtroppo, si sono dimostrati dei bidoni o, comunque, non meritevoli di questi stipendi. Quando si pagano stipendi di 4-5-6 milioni di euro -moltiplicati per due perchè le tasse sono a carico delle società- queste spese sono zavorre che gravitano sui bilanci delle società ed è difficilissimo poi liberarsene tanto vero che, per esempio, il Milan l’estate scorsa ha raso al suolo l’intero organico. La domanda da porsi è questa: quando il Milan, liberamente, ha concesso questi ingaggi a questi giocatori lo sapeva o meno che poi qualcuno avrebbe presentato il conto al club rossonero? Non ci voleva una laurea ad Harvad per capire che se si concedevano ingaggi di 5-6-7 milioni di euro -moltiplicati per due e per 4-5 anni- il bilancio ne avrebbe sofferto tanto vero è che poi vi è stata l’ispezione della Ciovisoc con il Milan che non è in prima fascia e deve vendere prima di poter comprare cosa che negli anni precedenti con Berlusconi non era verificato”.

Trasferiamoci al calcio giocato ed al calciomercato. La Juventus secondo le ultime notizie di mercato sta per chiudere per Lisandro Lopez. Visto che La società bianconera ha preso già Fernando Llorente per giugno, a cosa servirebbe l’acquisto di Lopez? Lei prevede la cessione di qualche attaccante?
“L’acquisto di Lopez serve perchè il calciatore è la classica punta centrale che la Juventus cerca da un anno e mezzo. Lopez può giocare in Champions, ha una buona media realizzativa in ambito internazionale, è un attaccante di 26 anni dotato nel gioco aereo. Secondo me, ha le caratteristiche giuste per valorizzare e concretizzare l’enorme mole di gioco che la Juve costruisce ma a volte non concretizza -afferma Jacobelli a EuropaCalcio.it- E’ vero che la Juve vanta il miglior attacco del campionato ma, più correttamente, bisognerebbe dire che è la squadra che segna di più, infatti centrocampisti e difensori vanno costantemente in goal come dimostrato Peluso nella semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Se arrivasse Lopez, entro il 31 gennaio, Matri e Quagliarella sarebbero venduti perchè di spazi per loro si chiuderebbero”.

Capitolo Inter: con la cessione di Sneijder è possibile l’acquisto, da parte del club neroazzurro, di Paulinho. Il calciatore brasiliano gioca come centrocampista difensivo; all’abilità tecnica abbina forza fisica e buone doti realizzative oltre ad essere bravo nelle proiezioni offensive. E’ il giocatore che manca all’Inter?

“Il paradosso è che, secondo me, il giocatore che andava benissimo all’Inter era proprio Sneijder perchè con questo calciatore l’attacco poteva godere di un supporto di fantasia che adesso non ha. Quando vedo Zanetti e Guarin costretti a fare i centrocampisti centrali e ne l’uno ne l’altro lo sono, vuol dire che qualcosa non funziona. Poi vedo Pereira fuori ruolo, per non parlare di Jonathan. L’unico trequartista di ruolo che ha l’Inter in organico, è Coutinho ma la società vuole venderlo. Coutinho, tra l’altro, è un ragazzo del ’92 quindi giovanissimo preso da minorenne. Queste sono le contraddizioni del mercato che l’Inter deve risolvere: se non prende un giocatore di qualità in mezzo al campo, la squadra soffre e l’altra sera con la Roma abbiamo visto come è andata a finire. Paulinho, sicuramente, è un buon risvolto ma non risolve i problemi dell’Inter”.

Campionato: quante possibilità hanno Lazio, Napoli ed Inter per colmare il distacco dalla Juve già da questa stagione?

“Penso che si giochino due campionati: quello che gioca la Juventus -secondo me, soltanto la squadra bianconera può perdere lo scudetto- e quello che giocano le altre squadra per andare in Europa”.

Si aspettava una capacità di adattamento, così veloce, al calcio italiano da parte dell’allenatore della Lazio, Vladimir Petković?
“Non lo conoscevo o meglio conoscevo ciò che aveva fatto in passato -prosegue Jacobelli a EuropaCalcio.it- Non immaginavo che fosse così bravo. E’ stato umile, ha capito come funziona il meccanismo del calcio italiano, ha valorizzato giocatori quali Marchetti, Hernanes e lo stesso Floccari. Petković, quindi, merita la posizione in classifica che occupa adesso”

Secondo lei, Mazzarri continuerà ad essere parte integrante del progetto De Laurentiis in un prossimo futuro?
“So solo che Mazzarri sta raccogliendo il frutto del lavoro di questi anni e mi auguro che possa restare alla guida del Napoli con un Napoli in Champions League. Dopo di che, vedremo a giugno cosa accadrà”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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  Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A  Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A

Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A Da Agnelli a Pulvirenti passando per un interessante ed entusiasmante campionato di serie A

“Le sue parole alla mia nomina? Sono state più che altro una provocazione. Ha agito come una zitella isterica“: queste le parole pronunciate, ai microfoni di Sky, da Antonino Pulvirenti, presidente del Catania nominato consigliere federale, e rivolte ad Andrea Agnelli in riferimento al commento che il numero uno della Juventus avrebbe fatto in merito alla sua elezione in Lega: “Agnelli dice che in Lega non mi si vedeva da dieci anni? Una provocazione -aggiunge il Patron del Catania che poi rincara la dose: “Piuttosto è stato il suo atteggiamento durante l’assemblea a risultare strano. Dice che non è rappresentata in Lega la maggioranza del calcio? Quattordici società su venti mi sembrano una bella maggioranza“. Polemiche di questa natura non fanno bene al calcio, in questo determinato momento, oltre ad essere state messe in atto proprio da due club che hanno dato un chiaro significato alla 21.ma giornata del campionato di serie A: Catania e Juventus.
La compagine etnea, superando il Genoa a Marassi, si è portata a ridosso delle squadre che sono ai vertici della classifica, Il Catania, vista la notevole progressione di risultati e gioco, ha buone possibilità di accedere, nella prossima stagione, in Europa. La Juventus, dopo la netta vittoria sull’Udinese, compie un altro allungo in testa al gruppo delle contendenti al titolo tricolore e si porta a cinque punti di vantaggio su Lazio e Napoli.

In attesa di comprendere le motivazioni che hanno indotto i due presidenti -Agnelli e Pulvirenti- a polemizzare oltre misura, ci riconosciamo e riconduciamo solo sull’aspetto agonistico e sui risultati che il massimo campionato italiano di calcio ci offre settimana dopo settimana:

Con il verdetto della Corte Federale, che aveva restituito al Napoli due punti e… due calciatori per la nota vicenda di calcio scommesse, i giochi al vertice della classifica si erano ampiamente riaperti a favore della compagine partenopea ma gli uomini di Mazzarri, pur conquistando un buon punto sul difficile campo della Fiorentina, non sono riusciti a conservare lo svantaggio di tre punti dalla Juve. E’ stata necessaria, al Franchi, la cosueta prodezza di Edinson Cavani -centesimo goal in serie A- per rimediare ad un clamoroso errore di Morgan De Sanctis, colpevole di aver permesso a Roncaglia -la sua involontaria performance è stata sottolineata anche in Argentina- la realizzazione di un incredibile goal con un rinvio dalla linea di centrocampo rimbalzato nell’area napoletana ed entrato nella sguarnita porta napoletana con la costernazione di Britos e Campagnaro ed il momentaneo black out del portiere azzurro che non si è reso conto di quanto stava accadendo.

La Fiorentina si è parzialmente ripresa, dopo tre sconfitte consecutive, ed il punto conquistato va bene per il morale ma non nasconde lo stato precario di una squadra che ha perso la brillantezza e la facilità di manovra che aveva deliziato, nella prima parte delle stagione, i palati fini di un Mondo pallonaro sempre più attento a novità tecniche e spettacolari. Il centrocampo viola, senza Pizarro, è privo della regia assicurata dal calciatore cileno che, con notevole rapidità, qualità ed imprevedibilità, dettava i tempi di gioco di una grande Fiorentina. Il Napoli non ha saputo approfittare del delicato momento della squadra viola e, soprattutto, delle due ore di partita giocate dagli uomini di Montella, contro la Roma, venerdì.
Una partenza di gara poco convincente, un clamoroso errore di De Sanctis, l’opaca prestazioni di qualche senatore ed il tardivo inserimento -come in altre circostanze- di Lorenzo Insigne hanno determinato un risultato che, pur lasciando qualche rimpianto, potrà ritornare utile al Napoli in futuro.

All’Olimpico, Roma ed Inter pareggiano un match che ha messo in mostra il carattere di una squadra che è riuscita a recuperare il risultato dopo aver subito il gioco di una grande Roma per i primi venti minuti. Zeman sogna ancora la Champions e Stramaccioni, aspettando di poter far effettuare alla squadra neroazzurra il salto di qualità, magari, con l’acquisto del regista che desidera avere nell’organico, spera di poter migliore l’attuale posizione in classifica.

Anche la Lazio, come il Napoli, ha sprecato una buona occasione per avvicinarsi alla vetta della classifica pareggiando a Palermo contro la squadra rosanero ma il campionato che sta conducendo la squadra biancoceleste è, assolutamente, sorprendente, non meritevole di alcun appunto ma solo di elogi.

Il Milan, con una doppietta di Pazzini, batte il Bologna, scavalca la Roma in classifica e sogna in vista di una probabile accoppiata vincente, in dirittura d’arrivo: Kakà-Balotelli. “Se il City cala il prezzo, mi fiondo”: parole di Adriano Galliani. Il popolo rossonero ci crede e, con le promesse effettuate da Berlusconi e Galliani, guarda il futuro con ritrovato entusiasmo.

“Siamo molto avanti e sono ottimista”: queste le parole, riportate dal Corriere dello Sport , di Giuseppe Marotta riguardo l’ufficializzazione dell’acquisto di Fernando Llorente, attaccante dell’Atletico Bilbao in scadenza di contratto, che arriverà dal 1° luglio a parametro zero. In questo modo, l’ad bianconero continua a tessere un mercato intelligente e nel pieno rispetto del budget societario: da Pirlo a Liorente passando per Paul Pogba, strappato al Manchester United, senza spendere nulla perchè in scadenza di contratto e destinato a diventare un top player.

Il popolo bianconero e l’Italia sportiva ammirano il progetto del club di Corso Galileo Ferraris -portato avanti con la mirabile opera di Marotta- e sono poco interessati alle diatribe -di facciata- messe in atto da Pulvirenti ed Agnelli.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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La Juve ‘Campione d’inverno’, Inter e Napoli deludono ed il treno delle inseguitrici si allungaLa Juve ‘Campione d’inverno’, Inter e Napoli deludono ed il treno delle inseguitrici si allunga

La Juve ‘Campione d’inverno’, Inter e Napoli deludono ed il treno delle inseguitrici si allungaLa Juve ‘Campione d’inverno’, Inter e Napoli deludono ed il treno delle inseguitrici si allunga

La Juventus, con due turni di anticipo, si è laureata per la 26/a volta nella sua storia campione d’inverno nel massimo campionato italiano a girone unico. Un titolo platonico ma molto significativo infatti nei 25 precedenti casi, 17 volte la squadra torinese si è poi confermata campione d’Italia al termine della stagione. Gli uomini di Conte, dall’inizio del campionato, hanno  condotto un’irresistibile cavalcata verso il primo  simbolico traguardo stagionale e tutto lascia prevedere che la Vecchia Signora continuerà il trend di convincenti successi fino al termine del campionato.

JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA?- Visto l’andamento delle presunte concorrenti al titolo tricolore,  dovrebbero concorrere più fattori -attualmente difficili da ipotizzare per al club di Corso Galileo Ferraris – alla perdita dello scudetto. La mentalità portata da Antonio Conte, in un gruppo ben costruito da Marotta, è stata la svolta vincente per una società che, dalla sua risalita in serie A dopo un anno trascorso in B per le note vicende legate a calciopoli, ha sempre pensato di riportarsi, nel più breve tempo possibile, ai fasti di un lontano passato. Il tecnico bianconero è riuscito a costruire una macchina perfetta in grado di vincere attraverso il bel gioco caratterizzato anche da continua concentrazione, determinazione e volontà assoluta per ottenere, in qualsiasi circostanza, il massimo risultato.

PROGETTO JUVE- Il progetto Juve non prevede soste o rallentamenti. Andrea Agnelli, con la mirabile opera di Giuseppe Marotta, pensa di completare un organico, già competitivo ad altissimi livelli,  con l’acquisto di un top player in grado di far fare un ulteriore salto di qualità, alla squadra,  in Italia ed in Europa. “Pronti a fare un colpo. Se dovesse capitare l’opportunità giusta non ce la faremo scappare”: questo è quanto affermato dal dg bianconero con un probabile chiaro riferimento a Drogba.

VALIDITA’ DI UN PROGETTO– Una squadra va costruita in estate per permettere all’allenatore di amalgamare l’intero organico e predisporre gli opportuni schemi di gioco per essere competitivi dall’inizio della stagione. Qualche eventuale correttivo si può fare in corso d’opera ma il gruppo di partenza dovrebbe essere costituito da ottimi calciatori, da prospettici giovani e, tenendo in debita considerazione il bilancio societario, da qualche top player in grado di dare consistenza e valore al lavoro dei compagni di squadra. Agnelli sa benissimo che i continui successi  apportano notevoli introiti utili anche a garantire anche un sano bilancio societario. “Noi stiamo coi piedi ben piantati per terra visto che è un momenti critico dal punto di vista economico per noi e per gli altri. Non arriverà nessun top player perché non ce lo possiamo permettere” a riferirlo ai microfoni di Sky Sport è stato Conte ed il riferimento all’attuale condizione del calcio italiano ed al fair play voluto da Platini, è chiaro e giusto. I dirigenti della Juve sapranno ottemperare a queste imprescindibili indicazioni e, forse ancora una volta, riusciranno a conciliare la necessità di una continua crescita con il bilancio d’esercizio.

PROGETTO NAPOLI- Diversa è la strategia societaria del Napoli. La squadra di Walter Mazzarri, accusando un’altra inopinata battuta di arresto contro il Bologna, ha reso evidenti i limiti di un organico che, difficilmente, potrà competere ad altissimi livelli in Italia ed in Europa. I dirigenti del club partenopeo non hanno provveduto, alla stessa stregua  delle passate stagioni, a formare un organico completo in ogni ruolo e sufficientemente valido sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Un’eterna incompiuta che, dopo un buon inizio di campionato, sta evidenziando di non essere  matura per lottare ad altissimi livelli non avendo compiuto il tanto agognato salto di qualità. Un sostituto di Cavani, un grande difensore, un buon centrocampista ed un esterno sinistro occorrevano per completare, in modo soddisfacente, l’organico. Aurelio De Laurentiis ha effettuato ingenti investimenti, nel corso degli ultimi anni, ma non tutti si sono stati all’altezza del suo ambizioso progetto. Il merito del presidente è quello di avere un società con un sano bilancio e di aver riportato il Napoli,  in breve tempo, nel calcio che conta. Maggiore attenzione agli acquisti e qualche intervento di notevole qualità avrebbero consentito al club di avere anche una maggiore competitività.

ALTRE EVENTUALI CONCORRENTI AL TITOLO TRICOLORE- Il Napoli e l’Inter continuano a non sfruttare le occasioni che si presentano, qualche volta, per accorciare le distanze dalla capolista Juve. La Fiorentina si limita ad essere una  mina vagante capace di togliere punti a chiunque ma non riesce a fare il salto di qualità. La Roma di Zeman, pur offrendo gioco e spettacolo, è caratterizzata da  alti e bassi oltre a dover mettere a frutto, in modo pragmatico e definitivo, le direttive dell’allenatore boemo. Il Milan, partito  malissimo, sta scalando posizioni per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League. LaLazio è una squadra completa ma deve affidarsi agli a undici uomini titolari non avendo una panchina adeguata.

La Juve decolla, il Napoli e l’Inter deludono ed il treno delle inseguitrici si allunga ma difficilmente il verdetto che il campionato emetterà a fine stagione sarà diverso da quello sentenziato al giro di boa del massimo torneo nazionale.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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