Problemi per il rinnovo contrattuale di Cannavaro

Problemi per il rinnovo contrattuale di Cannavaro

 

CANNAVARO VUOLE RESTARE AL NAPOLI MA FEDELE TIRA TROPPO LA CORDA

Capziosa e inopportuna richiesta del procuratore del capitano azzurro, per il rinnovo chiede quattro anni di contratto ed un adeguamento di ingaggio, peccato che la società azzurra ha deciso che il tempo delle vacche grasse e’ terminato

20/6/2010

“Paolo è un calciatore importante e, come logico che sia, attende di capire quali siano le intenzioni della società azzurra” – Queste le affermazioni di Gaetano Fedele, procuratore di Paolo Cannavaro, riguardanti la richiesta di prolungare il contratto del capitano azzurro che scade nel giugno del 2011. Quali siano le intenzioni della Società azzurra? Verrebbe da chiedersi quali siano le intenzioni di Fedele perché il Napoli è conscio che il giocatore ha fatto un grande campionato ma è anche consapevole che nel quotidiano ed,in particolar modo, nella gestione di una qualsivoglia azienda “Errare human est, perseverare autem diabolicum”. La Società, per espresso volere del presidente De Laurentiis, ha dato una chiara e giusta direttiva, viste le situazioni pregresse, a Bigon: non fare accordi a lunga scadenza dopo “l’ecatombe” di contratti quadriennali e quinquennali sottoscritti da Marino. Fedele sembra che abbia richiesto un adeguamento pari ad un milione di euro per quattro anni mentre Bigon ha offerto ottocentomila euro per tre anni.

“Una cosa è certa: il suo amore per la maglia azzurra è immenso e l’ipotesi della possibilità di svincolarsi a parametro zero esiste ma non sussiste” Questa affermazione di Fedele rispecchia, pienamente, la volontà di Paolo di restare nella sua Napoli e di poter essere, in un prossimo futuro, il capitano di una squadra che, in virtù del “Progetto De Laurentiis” potrebbe assurgere ai massimi livelli nel campionato italiano ed in Europa. E’ ben consapevole, Cannavaro, della grande opportunità di potere rappresentare Napoli ed il Napoli nello scenario calcistico nazionale e continentale e, non crediamo, che la possibilità teorica di potersi svincolare a parametro zero possa tramutarsi in azione pragmatica: verrebbero meno i presupposti dell’amore reciproco tra la cittè partenoea ed un suo “figlio”. Il “Non sussiste”, probabilmente è stato dettato da un senso di prudenza per non eccedere in una richiesta che potrebbe trovare, anche un’altra soluzione: di procuratori ve ne sono tanti e Paolo potrebbe anche farsi assistere da un altro agente che riesca a valutare bene quando è il caso di non tirare troppo la corda.

“Nel bene e nel male le decisioni verranno sempre prese con la società” Ovvia osservazione che dovrebbe tener conto, anche e soprattutto, del parere di un calciatore che ha, più volte, espresso la volontà di restare a Napoli. Non bisogna dimenticare che la Società ed il popolo partenopeo, in un periodo critico per il capitano, sono stati vicino al calciatore ed hanno risposto in lui una fiducia che va oltre ad uno sterile rapporto professionale di lavoro ma che trova una giusta collocazione nella sfera sentimentale di una persona attaccata alle proprie radici e di un popolo che sa amare e mostra gratitudine verso coloro che rappresentano, nel migliore dei modi, Napoli.”E’ necessario capire quali siano i reali obiettivi degli azzurri: se davvero credono di voler raggiungere grandi traguardi, Paolo è l’uomo giusto per questo progetto” Superflua osservazione di Fedele che mette in forse la volontà della società di voler conseguire grandi traguardi. Paolo è l’uomo giusto per il Napoli ma, in presenza di coloro che, forse, pensano solo a trarre profitti ai danni di una Società che è impegnata al raggiungimento di obiettivi programmatici ben definiti, potrebbe anche pensare di farsi assistere da qualcuno che possa comprendere la situazione attuale di un Napoli  impedito, momentaneamente, a procedere al necessario potenziamento della squadra a causa di un organico composto da ben 38 giocatori in possesso di contratti quadriennali o quinquennali con ingaggi non corrispondenti al reale valore dei calciatori.“Accordo per Paolo Cannavaro: direi che siamo alle prime schermaglie” Questo è Il pensiero di un procuratore che scambia una normale trattativa tra il Napoli ed il suo assistito per un’azione conflittuale che, tende, chiaramente ad un maggior profitto a scapito di una Società e di un “progetto”.

Sono le circostanze e la scelta del momento quelle che caratterizzano un’azione e la fanno buona o cattiva”  Da Agesilao a Paolo Cannavaro con la speranza che non sia necessario suggerirre al difensore azzurro: “Caro Paolo, fai la tua scelta, in piena onestà e libertà: Fedele o il Napoli?. Crediamo, invece, che il procuratore saprà consigliare Paolo nel migliore dei modi avendo presente che sono, appunto, le circostanze del momento a determinare la giusta scelta.

Vincenzo Vitiello

LEGGI ARTICOLO SU: PIANETANAPOLI.IT

DISINFORMAZIONE O PAURA CHE IL NAPOLI CRESCA

Da più parti, alcuna stampa del nord afferma che Aurelio non spenderà molto sul mercato e che Bigon deve fare miracoli. Ma bisognare dare tempo a questa società. Purtroppo si pagano i costi ancora delle precedenti gestioni firmate da Marino.

“Un  pessimista  vede le difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede le opportunità in ogni difficoltà”  Lo affermava Winston Churchill ma bisognerebbe dare un significato alla parola opportunità ovvero stabilire se per opportunità si intende il voler cogliere a volo la possibilità di trasferire il proprio pessimismo al servizio dei propri intenti. Trasferiamoci nell’ambito calcistico e, specificatamente, riferiamoci alla situazione attuale riguardante il calciomercato del Napoli, Ebbene, da più parti ed,  in particolar modo, dal Nord Italia alcuni media affermano che Aurelio De Laurentiis non spenderà molto sul mercato e che il d.g. Bigon dovrà fare miracoli per allestire una squadra competitiva.  Da queste, forse, pretestuose, affermazioni nasce un interrogativo nella tifoseria partenopea:  “E’ possibile che il nostro presidente, dopo aver tanto e ripetutamente investito per dare un seguito al suo ambizioso progetto,  ora che il Napoli è ritornato in Europa dopo tanti anni di attesa, decida di rallentare l’iter del suo progetto e, quindi, di mettere a rischio la realizzazione, in tempi ragionevoli, di una squadra che possa degnamente rappresentare il popolo napoletano ed ambire, legittimamente, a traguardi auspicati da De Laurentiis?” Il presidente, nello scorso campionato, ha speso una considerevole cifra, ben 57 milioni di euro dando piena fiducia al d.g. Pier Paolo Marino che, probabilmente, non tenendo conto delle reali esigenze della squadra azzurra ha investito l’ingente somma in modo inappropriato o, quantomeno, ha valutato in modo positivo scelte che si sono dimostrate inopportune per far crescere, ulteriormente, il Napoli.  Marino ha  provveduto all’acquisto di giocatori validi sotto l’aspetto tecnico che,  però,  non hanno potuto contribuire alla causa del Napoli.  Accanto a Quagliarella,  vero colpo di mercato, tra l’altro desiderato ed apprezzato dalla tifoseria azzurra, l’ex d.g. partenopeo ha portato all’ombra del Vesuvio,  Luca Cigarini,  Hugo Armando Campagnaro, Jan Camilo Zuniga, Morgan De Sanctis, Erwin Hoffer  ed, a gennaio 2009, Jusùs  Dàtolo,  tutti giocatori di un certo spessore ma alcuni dei quali non adatti alle vere esigenze del Napoli. De Sanctis e Campagnaro esulano da questa considerazione per la loro indiscussa utilità e per le prestazioni fornite  nel campionato appena concluso ma per quanto riguarda Cigarini, Hoffer e Zuniga vien da chiedersi se Marino abbia, davvero, deciso di acquistarli seguendo una logica programmazione, sentito il parere dell’allenatore,  vista  anche la notevole cifra spesa e le reali esigenze della squadra partenopea.   Al Napoli occorreva un laterale sinistro ed invece Marino optò per un laterale destro di difesa con spiccate doti offensive, ma capace anche di giocare da centrodestra, in una difesa a tre. Nella squadra azzurra mancava un bomber  in quanto, nel precedente campionato, fu acquistato,  dall’Independiente,  Denis per le considerevole cifra di  otto milioni di dollari: una scommessa persa perché il centroavanti argentino non è un vero bomber. Al riguardo vale la pena menzionare le occasioni perse dal d.g. per quanto riguarda la possibilità di portare a Napoli calciatori del calibro di Milito e Pazzini. Per la punta doriana si trattava di una scommessa da effettuare senza perplessità alcuna. Per Diego Milito, le problematiche riferite da Marino, forse potevano  essere, comunque, risolte.

Dopo questa doverosa premessa, bisogna ricondursi ad un dato di fatto:  De Laurentiis è disposto a dare valore agli ingenti investimenti effettuati magari intervenendo  sul mercato per apportare  quei correttivi che possano dare un senso,  anche, agli errori di Marino, responsabile,  con il suo operato, del ritardo  dei  tempi di crescita del Napoli ? Diciamo che il presidente è cauto e sta attuando una strategia di mercato in considerazione  delle difficoltà che potrebbe incontrare:  I d.g di qualche squadra,  per la disponibilità   economica  di De Laurentiis, potrebbero richiedere cifre iperboliche per calciatori il cui valore è abbondantemente al di sotto delle valutazioni date da presidenti intenzionati  a cogliere l’occasione per risolvere i loro problemi economici gestionali.Bisogna,comunque, dare tempo a questa società ed al d.s.  Bigon che ha ereditato una situazione particolare  infatti,  purtroppo, si pagano i costi ancora delle precedenti gestioni firmate da Marino. Bisogna liberarsi dei fardelli in cessione e, successivamente, si provvederà a comprare. Si devono trovare le giuste soluzioni per cedere o utilizzare come pedine di scambio i seguenti giocatori: Amodio, Blasi, Bucchi, Calaiò, Contini, Dalla Bona, Datolo, De Zerbi, Vitale, Mannini, Navarro, Pià, Zalayeta.I tifosi, quindi, devono stare tranquilli perché il progetto Napoli va avanti senza soluzione di continuità. I media che vivono al Nord e che esprimono giudizi, forse, non veritieri sul presente del Napoli non conoscono, a fondo, i reali problemi che sta affrontando la società oppure bisogna prendere atto di una diversa situazione a livello nazionale: forse anche ai media fa paura che il Napoli cresca ?Bisogna aver fiducia nei dirigenti della società partenopea facendoli lavorare serenamente. Con i fatti e non con le parole risponderanno, al momento opportuno, Aurelio De Laurentiis, Riccardo Bigon e Walter Mazzarri.

 Vincenzo Vitiello

LEGGI ARTICOLO SU: PINATANAPOLI.IT

NELL’ULTIMA GIORNATA HOFFER POTREBBE AVERE UNA CHANCE

NELL’ULTIMA GIORNATA HOFFER POTREBBE AVERE UNA CHANCE

E SE NELL’ ULTIMA GIORNATA DESSIMO UNA CHANCE, PER L’ASSENZA DEL POCHO, A UFO HOFFER ?

Mazzarri potrebbe dar seguito alle sperimentazioni, inserendo a Marassi Hoffer, un attaccante quasi mai utilizzato e che meriterebbe di essere attentamente osservato

Acquistato dal Napoli il 28 luglio 2009, con un contratto quinquennale, Erwin Hoffer, ancora oggi, è un calciatore sconosciuto alla tifoseria partenopea. Solo sette presenze, non da titolare, in campionato e tre in Coppa Italia dove, contro la Salernitana, ha messo a segno l’unico gol, in una partita ufficiale, con la maglia azzurra. Quando fu acquistato venne presentato come un promettente e prospettico calciatore su cui fare affidamento per il futuro. Attaccante dinamico, molto rapido e dotato di un buon tiro, avrebbe dovuto rappresentare l’alternativa a Lavezzi, in caso di infortunio, squalifica o, addirittura, per effettuare un turnover con l’attaccante argentino.

Eppure, con tutti i distinguo del caso riguardanti la diversità del campionato austriaco da quello italiano, Erwin si è messo in luce per vari ed interessanti aspetti. Nel campionato 2007 – 2008 vinse, con il Rapid Vienna, il titolo nazionale mettendo a segno dieci reti in ventinove partite per poi esplodere nel torneo 2008 – 2009 allorquando con ben ventisette reti in trentaquattro incontri, non solo si mise in luce a livello nazionale ma entrò nella classifica della Scarpa d’Oro classificandosi undicesimo. Partecipò, inoltre, al campionato Europeo 2008 con la sua Nazionale ed il 1 aprile 2009 mise a segno i suoi primi due gol contro la Romania.

E’ chiaro che, un giovane e promettente attaccante, per dimostrare di essere un talento o, quantomeno, un ottimo giocatore, deve emergere in un campionato difficile ed irto di difficoltà come quello italiano, ma tutto ciò che ha fatto l’austriaco nella sua nazione, qualche significato dovrà pur averlo. Nel Napoli, Hoffer, non è riuscito ad adattarsi anche per le difficoltà incontrate con la lingua italiana che non gli hanno permesso di potersi integrare nella squadra e trovare l’affiatamento con i compagni. Prima Donadoni e poi Mazzarri non hanno gli hanno mai concesso l’opportunità di poter giocare un paio di partite consecutive, condizione indispensabile per trovare fiducia nei propri mezzi, affiatamento con i compagni di squadra e, di conseguenza, la determinazione necessaria per essere incisivo e determinante in area di rigore. Mazzarri, lo ha bocciato non ritenendolo utile alla causa azzurra nonostante, in qualche sporadica apparizione in prima squadra, sia stato protagonista di qualche azione degna di rilievo.

Prima di cederlo  definitivamente o in prestito, l’allenatore partenopeo, potrebbe offrire una chance al giovane austriaco, nell’ultima giornata di campionato. Domenica a Genova, gli azzurri disputeranno una partita il cui esito non potrà aggiungere nulla all’ottimo campionato disputato e culminato con la conquista di un posto in Europa League per la prossima stagione. A Marassi si presente l’occasione giusta per far giocare ad Hoffer l’intero incontro e  poi valutare l’opportunità di darlo in prestito a qualche club intenzionato a farlo giocare con continuità in modo che possa acquisire la giusta esperienza per poter essere utile, eventualmente, alla squadra azzurra in un prossimo futuro.

Contro la Sampdoria, mancherà Lavezzi per squalifica e Mazzarri dopo aver sperimentato il tridente contro l’Atalanta potrebbe continuare con il modulo adottato contro i bergamaschi schierando Quagliarella ed Hoffer dietro la punta centrale Denis ed affidando a Quagliarella il compito svolto da Lavezzi nelle ripartenze.Mazzarri, sensibile anche alle richieste della tifoseria partenopea che, a più riprese, aveva invocato lo schieramento del tridente, potrebbe dar seguito alle sperimentazioni ascoltando alcuni suggerimenti dei supporter azzurri:

“E se nell’ ultima giornata dessimo una chance per l’assenza del Pocho a ufo Hoffer ?

Vincenzo Vitiello

ARTICOLO SU: PIANETANAPOLI.IT

Napoli in Europa dalla porta principale

Napoli in Europa dalla porta principale

NAPOLI IN EUROPA DALLA PORTA PRINCIPALE. NON UN PUNTO DI ARRIVO MA DI PARTENZA

Una doppietta di Quagliarella porta gli azzurri, direttamente, in Europa. Una città in festa per il ritorno in una competizione continentale

Ora si!  E’ il momento  di festeggiare:  sesto posto ed accesso diretto in Europa League. Il preliminare di luglio lo dovrà giocare la Juventus ed è giusto così perché, nel corso del torneo, il Napoli ha meritato, pienamente, l’attuale posizione di classifica e l’accesso in Europa.Mazzarri, contro l’Atalanta, ha presentato il tridente ed a beneficiarne è stato, principalmente, Quagliarella che, con una doppietta, ha regalato  al Napoli una vittoria importantissima.  Ci vuole tempo affichè gli azzurri possano assimilare il nuovo modulo che necessita di conferme e di opportune verifiche ma qualche positiva indicazione oggi si è avuta al San Paolo. Hamsik, ritornato nel suo ruolo naturale a centrocampo, ha fornito una buona prestazione.  Sulle fasce laterali,  Maggio e Dossena, più attenti a supportare il centrocampo che a proporsi in fase offensiva,  quando si sono proiettati in avanti sono stati abbastanza incisivi ed hanno fornito degli ottimi cross a favore degli attaccanti. Denis ha creato spazi per i compagni di reparto, ma non è la punta centrale che necessita al Napoli:  troppi errori sotto porta limitano le sue prestazioni.  Il centrocampo, più attento in fase di copertura, non ha fornito una continua assistenza al reparto avanzato. Gargano, continua a mostrare notevoli segni di affaticamento per una stagione in cui ha giocato senza soluzione di continuità.  Comunque,  è questo l’atteggiamento tattico che gli azzurri dovranno osservare nel prossimo campionato. Con l’acquisto di una prima punta di livello europeo, di almeno due centrocampisti di grande spessore e di un forte centrale difensivo, il Napoli potrà competere sul fronte italiano ed europeo con un gioco altamente offensivo e spettacolare. L’acume tattico di Walter Mazzarri potrà condurre il Napoli verso grandi traguardi e l’applicazione graduale e pragmatica degli schemi che  il tecnico  saprà far osservare agli azzurri sarà l’arma vincente di una squadra che sta percorrendo l’iter programmatico impostato da un grande Presidente che corrisponde al nome di: Aurelio De Laurentiis.

Il Napoli in Europa  non deve essere, per la Società, un punto di arrivo, ma, come nelle intenzioni del suo presidente, un punto di partenza. Il San Paolo, oggi, ha mostrato a tutti gli osservatori nazionali ed esteri che Napoli è pronta ad affrontare la sfida continentale. Un pomeriggio da favola con una grande scenografia nell’impianto flegreo: cori, bandiere con il simbolo europeo, canti e tantissimo folklore.Si entra in Europa dalla porta principale quindi si ha tutto il tempo necessario per prepararsi a questo grande evento. La preparazione estiva inizierà nel periodo giusto e con il tecnico che ha portato il Napoli a conquistare questo grande traguardo. Anche oggi, Mazzarri, ha denotato una grande sensibilità verso i tifosi partenopei, schierando , il tridente che in molti avevano chiesto da tempo. Ha saputo, ancora una volta, motivare la squadra e chiedere ai suoi giocatori un sacrificio per adottare un modulo spregiudicato ovvero: “tutti per uno ed uno per tutti”

Un solo rammarico, in una stagione che si è conclusa nel migliore dei modi, centrando l’obiettivo stagionale: se ad inizio campionato, sulla panchina partenopea, ci fosse stato Mazzarri, forse, non solo avremmo potuto ambire ad un’incredibile qualificazione Champions ma anche osservare un Napoli straordinario sotto il profilo del gioco e dello spettacolo.Appuntamento ad agosto per un Napoli che farà splendere nel cielo europeo le sue “stelle”  per testimoniare la presenza della città partenopea  pronta a competere con le altre grandi realtà del calcio continentale.

Vincenzo Vitiello

ARTICOLO SU: PIANETANAPOLI.IT

 

PERCHE’ IL NAPOLI A GENNAIO NON HA ACQUISTATO UN BOMBER ?

Dela e Mazzarri fuori la verità: chi a gennaio non ha voluto l’attaccante, il presidente per risparmiare, dopo aver effettuato grandi investimenti, o il mister. I tifosi vogliono la verità

 “Parlo in generale. Se un tifoso chiede motivo sul mancato acquisto di un attaccante a gennaio, non è certo una contestazione. La gente ha capito i nostri sforzi e ci apprezza” Queste le parole di Mazzarri sulla contestazione che parte della tifoseria ha rivolto a De Laurentiis. Allora, in virtù di quanto affermato, giustamente, da Mazzarri e, sottolineando che non è una contestazione nei confronti del Presidente De Laurentiis, i tifosi partenopei vorrebbero conoscere la verità dei fatti ed il motivo per cui, per il secondo anno consecutivo, il Napoli getta al vento una clamorosa qualificazione alla Champions League non comprando alcune pedine essenziali al completamento della squadra. Incompiuta nel campionato 2008-2009. incompiuta nel torneo 2009-2010, eterna incompiuta da quando è stata progettata da un “architetto” che,  forse, non ha bene in mente la differenza tra  una Società con notevoli  ambizioni ed obiettivi da realizzare in un tempo considerevolmente congruo ed un’altra che mira a valorizzare i giocatori che sono stati sapientemente acquistati per motivi che non convergono con una qualsivoglia competitività. “L’architetto” Marino ha lasciato nelle mani del suo successore Bigon una squadra, non completata nel mercato estivo e che, magari, andava ritoccata  in quello invernale.  Alle spalle di coloro che vengono investiti della funzione di costruire un qualcosa di valido e competitivo vi è un grande imprenditore:  Aurelio De Laurentiis. Il Presidente dovrebbe rivolgere alcune domande a  Bigon e Mazzarri anche per capire come pensa, l’allenatore napoletano, di svolgere un ruolo societario per cui si è proposto: “Mi piace un ruolo manageriale all’inglese.  Ci sarà sinergia totale sulle scelte, mi piace assumermi le mie responsabilità. La struttura è completa, io, Bigon e il presidente De Laurentiis siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda” – Quest’anno rosa di diciotto elementi:-“Quella che io volevo”. Bene, allora Mazzarri provi a spiegare ai tifosi ed al suo Presidente perché, in una rosa di diciotto elementi, non può starci anche un vero bomber. E’ vero ciò che afferma l’allenatore del Napoli quando asserisce che la sua squadra, con un gioco complessivo e con dei validi schemi manda in gol diversi giocatori, ma quando, in moltissime circostanze, sotto la rete avversaria si trovano giocatori che non riescono a trasformare in gol facilissime occasioni, i tifosi, legittimamente,  invocano il nome di un grande attaccante indipendentemente se poi Hamsik, Lavezzi, Quagliarella, Maggio ed altri possano fornire il loro contributo in fase realizzativa.

Bigon, sulla scia di Pier Paolo Marino, ha fornito una giustificazione al mancato completamento della rosa nel mercato di riparazione invernale adducendo che altri arrivi avrebbero potuto  turbare gli equilibri dello spogliatoio. Sarà pur vero, ma questa reiterata affermazione contrasta con ciò che un qualsiasi atleta  impegnato in uno sport di squadra pensa realmente quando in uno spogliatoio gli prospettano l’arrivo di un altro giocatore in grado di migliorare le prestazioni della squadra con il conseguente raggiungimento  degli  obiettivi programmatici.

Si potrebbe pensare all’intenzione di De Laurentiis di non effettuare ulteriori investimenti dopo aver speso moltissimo in estate. Questa considerazione, però non trova una valida giustificazione in quanto, con un ulteriore sforzo economico, il Napoli avrebbe avuto la possibilità di centrare la Champions League  in un campionato che, fino a pochi turni fa, non presentava squadre molto determinate al  raggiungimento di  tale obiettivo. Con la  qualificazione alla massima competizione continentale, vi sarebbe stato un notevole ritorno economico per il Presidente.

“A gennaio non ho visto tanti bomber da poter acquistare” afferma Mazzarri. In Italia ed in Europa, viste le difficoltà economiche in cui versano molti club oppure l’opportunità che molte altre Società colgono al volo di fronte ad una ottima e congrua offerta, dire che non vi sono tanti bomber da acquistare potrebbe non corrispondere ad un’assoluta verità  ed, in ultima analisi come temporaneo ripiego, basta vedere la Roma come ha risolto i problemi legati alla mancanza di un bomber: acquisto in prestito di un motivatissimo Luca Toni. Si dirà: “Questa soluzione non coincideva con la politica della Società” vero ma, una deroga di sei mesi avrebbe permesso alla Società di riprendere con più convinzione e forza il progetto.

Vincenzo Vitiello

ARTICOLO SU: PIANETANAPOLI.IT