DISINFORMAZIONE O PAURA CHE IL NAPOLI CRESCA

Da più parti, alcuna stampa del nord afferma che Aurelio non spenderà molto sul mercato e che Bigon deve fare miracoli. Ma bisognare dare tempo a questa società. Purtroppo si pagano i costi ancora delle precedenti gestioni firmate da Marino.

“Un  pessimista  vede le difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede le opportunità in ogni difficoltà”  Lo affermava Winston Churchill ma bisognerebbe dare un significato alla parola opportunità ovvero stabilire se per opportunità si intende il voler cogliere a volo la possibilità di trasferire il proprio pessimismo al servizio dei propri intenti. Trasferiamoci nell’ambito calcistico e, specificatamente, riferiamoci alla situazione attuale riguardante il calciomercato del Napoli, Ebbene, da più parti ed,  in particolar modo, dal Nord Italia alcuni media affermano che Aurelio De Laurentiis non spenderà molto sul mercato e che il d.g. Bigon dovrà fare miracoli per allestire una squadra competitiva.  Da queste, forse, pretestuose, affermazioni nasce un interrogativo nella tifoseria partenopea:  “E’ possibile che il nostro presidente, dopo aver tanto e ripetutamente investito per dare un seguito al suo ambizioso progetto,  ora che il Napoli è ritornato in Europa dopo tanti anni di attesa, decida di rallentare l’iter del suo progetto e, quindi, di mettere a rischio la realizzazione, in tempi ragionevoli, di una squadra che possa degnamente rappresentare il popolo napoletano ed ambire, legittimamente, a traguardi auspicati da De Laurentiis?” Il presidente, nello scorso campionato, ha speso una considerevole cifra, ben 57 milioni di euro dando piena fiducia al d.g. Pier Paolo Marino che, probabilmente, non tenendo conto delle reali esigenze della squadra azzurra ha investito l’ingente somma in modo inappropriato o, quantomeno, ha valutato in modo positivo scelte che si sono dimostrate inopportune per far crescere, ulteriormente, il Napoli.  Marino ha  provveduto all’acquisto di giocatori validi sotto l’aspetto tecnico che,  però,  non hanno potuto contribuire alla causa del Napoli.  Accanto a Quagliarella,  vero colpo di mercato, tra l’altro desiderato ed apprezzato dalla tifoseria azzurra, l’ex d.g. partenopeo ha portato all’ombra del Vesuvio,  Luca Cigarini,  Hugo Armando Campagnaro, Jan Camilo Zuniga, Morgan De Sanctis, Erwin Hoffer  ed, a gennaio 2009, Jusùs  Dàtolo,  tutti giocatori di un certo spessore ma alcuni dei quali non adatti alle vere esigenze del Napoli. De Sanctis e Campagnaro esulano da questa considerazione per la loro indiscussa utilità e per le prestazioni fornite  nel campionato appena concluso ma per quanto riguarda Cigarini, Hoffer e Zuniga vien da chiedersi se Marino abbia, davvero, deciso di acquistarli seguendo una logica programmazione, sentito il parere dell’allenatore,  vista  anche la notevole cifra spesa e le reali esigenze della squadra partenopea.   Al Napoli occorreva un laterale sinistro ed invece Marino optò per un laterale destro di difesa con spiccate doti offensive, ma capace anche di giocare da centrodestra, in una difesa a tre. Nella squadra azzurra mancava un bomber  in quanto, nel precedente campionato, fu acquistato,  dall’Independiente,  Denis per le considerevole cifra di  otto milioni di dollari: una scommessa persa perché il centroavanti argentino non è un vero bomber. Al riguardo vale la pena menzionare le occasioni perse dal d.g. per quanto riguarda la possibilità di portare a Napoli calciatori del calibro di Milito e Pazzini. Per la punta doriana si trattava di una scommessa da effettuare senza perplessità alcuna. Per Diego Milito, le problematiche riferite da Marino, forse potevano  essere, comunque, risolte.

Dopo questa doverosa premessa, bisogna ricondursi ad un dato di fatto:  De Laurentiis è disposto a dare valore agli ingenti investimenti effettuati magari intervenendo  sul mercato per apportare  quei correttivi che possano dare un senso,  anche, agli errori di Marino, responsabile,  con il suo operato, del ritardo  dei  tempi di crescita del Napoli ? Diciamo che il presidente è cauto e sta attuando una strategia di mercato in considerazione  delle difficoltà che potrebbe incontrare:  I d.g di qualche squadra,  per la disponibilità   economica  di De Laurentiis, potrebbero richiedere cifre iperboliche per calciatori il cui valore è abbondantemente al di sotto delle valutazioni date da presidenti intenzionati  a cogliere l’occasione per risolvere i loro problemi economici gestionali.Bisogna,comunque, dare tempo a questa società ed al d.s.  Bigon che ha ereditato una situazione particolare  infatti,  purtroppo, si pagano i costi ancora delle precedenti gestioni firmate da Marino. Bisogna liberarsi dei fardelli in cessione e, successivamente, si provvederà a comprare. Si devono trovare le giuste soluzioni per cedere o utilizzare come pedine di scambio i seguenti giocatori: Amodio, Blasi, Bucchi, Calaiò, Contini, Dalla Bona, Datolo, De Zerbi, Vitale, Mannini, Navarro, Pià, Zalayeta.I tifosi, quindi, devono stare tranquilli perché il progetto Napoli va avanti senza soluzione di continuità. I media che vivono al Nord e che esprimono giudizi, forse, non veritieri sul presente del Napoli non conoscono, a fondo, i reali problemi che sta affrontando la società oppure bisogna prendere atto di una diversa situazione a livello nazionale: forse anche ai media fa paura che il Napoli cresca ?Bisogna aver fiducia nei dirigenti della società partenopea facendoli lavorare serenamente. Con i fatti e non con le parole risponderanno, al momento opportuno, Aurelio De Laurentiis, Riccardo Bigon e Walter Mazzarri.

 Vincenzo Vitiello

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NELL’ULTIMA GIORNATA HOFFER POTREBBE AVERE UNA CHANCE

NELL’ULTIMA GIORNATA HOFFER POTREBBE AVERE UNA CHANCE

E SE NELL’ ULTIMA GIORNATA DESSIMO UNA CHANCE, PER L’ASSENZA DEL POCHO, A UFO HOFFER ?

Mazzarri potrebbe dar seguito alle sperimentazioni, inserendo a Marassi Hoffer, un attaccante quasi mai utilizzato e che meriterebbe di essere attentamente osservato

Acquistato dal Napoli il 28 luglio 2009, con un contratto quinquennale, Erwin Hoffer, ancora oggi, è un calciatore sconosciuto alla tifoseria partenopea. Solo sette presenze, non da titolare, in campionato e tre in Coppa Italia dove, contro la Salernitana, ha messo a segno l’unico gol, in una partita ufficiale, con la maglia azzurra. Quando fu acquistato venne presentato come un promettente e prospettico calciatore su cui fare affidamento per il futuro. Attaccante dinamico, molto rapido e dotato di un buon tiro, avrebbe dovuto rappresentare l’alternativa a Lavezzi, in caso di infortunio, squalifica o, addirittura, per effettuare un turnover con l’attaccante argentino.

Eppure, con tutti i distinguo del caso riguardanti la diversità del campionato austriaco da quello italiano, Erwin si è messo in luce per vari ed interessanti aspetti. Nel campionato 2007 – 2008 vinse, con il Rapid Vienna, il titolo nazionale mettendo a segno dieci reti in ventinove partite per poi esplodere nel torneo 2008 – 2009 allorquando con ben ventisette reti in trentaquattro incontri, non solo si mise in luce a livello nazionale ma entrò nella classifica della Scarpa d’Oro classificandosi undicesimo. Partecipò, inoltre, al campionato Europeo 2008 con la sua Nazionale ed il 1 aprile 2009 mise a segno i suoi primi due gol contro la Romania.

E’ chiaro che, un giovane e promettente attaccante, per dimostrare di essere un talento o, quantomeno, un ottimo giocatore, deve emergere in un campionato difficile ed irto di difficoltà come quello italiano, ma tutto ciò che ha fatto l’austriaco nella sua nazione, qualche significato dovrà pur averlo. Nel Napoli, Hoffer, non è riuscito ad adattarsi anche per le difficoltà incontrate con la lingua italiana che non gli hanno permesso di potersi integrare nella squadra e trovare l’affiatamento con i compagni. Prima Donadoni e poi Mazzarri non hanno gli hanno mai concesso l’opportunità di poter giocare un paio di partite consecutive, condizione indispensabile per trovare fiducia nei propri mezzi, affiatamento con i compagni di squadra e, di conseguenza, la determinazione necessaria per essere incisivo e determinante in area di rigore. Mazzarri, lo ha bocciato non ritenendolo utile alla causa azzurra nonostante, in qualche sporadica apparizione in prima squadra, sia stato protagonista di qualche azione degna di rilievo.

Prima di cederlo  definitivamente o in prestito, l’allenatore partenopeo, potrebbe offrire una chance al giovane austriaco, nell’ultima giornata di campionato. Domenica a Genova, gli azzurri disputeranno una partita il cui esito non potrà aggiungere nulla all’ottimo campionato disputato e culminato con la conquista di un posto in Europa League per la prossima stagione. A Marassi si presente l’occasione giusta per far giocare ad Hoffer l’intero incontro e  poi valutare l’opportunità di darlo in prestito a qualche club intenzionato a farlo giocare con continuità in modo che possa acquisire la giusta esperienza per poter essere utile, eventualmente, alla squadra azzurra in un prossimo futuro.

Contro la Sampdoria, mancherà Lavezzi per squalifica e Mazzarri dopo aver sperimentato il tridente contro l’Atalanta potrebbe continuare con il modulo adottato contro i bergamaschi schierando Quagliarella ed Hoffer dietro la punta centrale Denis ed affidando a Quagliarella il compito svolto da Lavezzi nelle ripartenze.Mazzarri, sensibile anche alle richieste della tifoseria partenopea che, a più riprese, aveva invocato lo schieramento del tridente, potrebbe dar seguito alle sperimentazioni ascoltando alcuni suggerimenti dei supporter azzurri:

“E se nell’ ultima giornata dessimo una chance per l’assenza del Pocho a ufo Hoffer ?

Vincenzo Vitiello

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Napoli in Europa dalla porta principale

Napoli in Europa dalla porta principale

NAPOLI IN EUROPA DALLA PORTA PRINCIPALE. NON UN PUNTO DI ARRIVO MA DI PARTENZA

Una doppietta di Quagliarella porta gli azzurri, direttamente, in Europa. Una città in festa per il ritorno in una competizione continentale

Ora si!  E’ il momento  di festeggiare:  sesto posto ed accesso diretto in Europa League. Il preliminare di luglio lo dovrà giocare la Juventus ed è giusto così perché, nel corso del torneo, il Napoli ha meritato, pienamente, l’attuale posizione di classifica e l’accesso in Europa.Mazzarri, contro l’Atalanta, ha presentato il tridente ed a beneficiarne è stato, principalmente, Quagliarella che, con una doppietta, ha regalato  al Napoli una vittoria importantissima.  Ci vuole tempo affichè gli azzurri possano assimilare il nuovo modulo che necessita di conferme e di opportune verifiche ma qualche positiva indicazione oggi si è avuta al San Paolo. Hamsik, ritornato nel suo ruolo naturale a centrocampo, ha fornito una buona prestazione.  Sulle fasce laterali,  Maggio e Dossena, più attenti a supportare il centrocampo che a proporsi in fase offensiva,  quando si sono proiettati in avanti sono stati abbastanza incisivi ed hanno fornito degli ottimi cross a favore degli attaccanti. Denis ha creato spazi per i compagni di reparto, ma non è la punta centrale che necessita al Napoli:  troppi errori sotto porta limitano le sue prestazioni.  Il centrocampo, più attento in fase di copertura, non ha fornito una continua assistenza al reparto avanzato. Gargano, continua a mostrare notevoli segni di affaticamento per una stagione in cui ha giocato senza soluzione di continuità.  Comunque,  è questo l’atteggiamento tattico che gli azzurri dovranno osservare nel prossimo campionato. Con l’acquisto di una prima punta di livello europeo, di almeno due centrocampisti di grande spessore e di un forte centrale difensivo, il Napoli potrà competere sul fronte italiano ed europeo con un gioco altamente offensivo e spettacolare. L’acume tattico di Walter Mazzarri potrà condurre il Napoli verso grandi traguardi e l’applicazione graduale e pragmatica degli schemi che  il tecnico  saprà far osservare agli azzurri sarà l’arma vincente di una squadra che sta percorrendo l’iter programmatico impostato da un grande Presidente che corrisponde al nome di: Aurelio De Laurentiis.

Il Napoli in Europa  non deve essere, per la Società, un punto di arrivo, ma, come nelle intenzioni del suo presidente, un punto di partenza. Il San Paolo, oggi, ha mostrato a tutti gli osservatori nazionali ed esteri che Napoli è pronta ad affrontare la sfida continentale. Un pomeriggio da favola con una grande scenografia nell’impianto flegreo: cori, bandiere con il simbolo europeo, canti e tantissimo folklore.Si entra in Europa dalla porta principale quindi si ha tutto il tempo necessario per prepararsi a questo grande evento. La preparazione estiva inizierà nel periodo giusto e con il tecnico che ha portato il Napoli a conquistare questo grande traguardo. Anche oggi, Mazzarri, ha denotato una grande sensibilità verso i tifosi partenopei, schierando , il tridente che in molti avevano chiesto da tempo. Ha saputo, ancora una volta, motivare la squadra e chiedere ai suoi giocatori un sacrificio per adottare un modulo spregiudicato ovvero: “tutti per uno ed uno per tutti”

Un solo rammarico, in una stagione che si è conclusa nel migliore dei modi, centrando l’obiettivo stagionale: se ad inizio campionato, sulla panchina partenopea, ci fosse stato Mazzarri, forse, non solo avremmo potuto ambire ad un’incredibile qualificazione Champions ma anche osservare un Napoli straordinario sotto il profilo del gioco e dello spettacolo.Appuntamento ad agosto per un Napoli che farà splendere nel cielo europeo le sue “stelle”  per testimoniare la presenza della città partenopea  pronta a competere con le altre grandi realtà del calcio continentale.

Vincenzo Vitiello

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PERCHE’ IL NAPOLI A GENNAIO NON HA ACQUISTATO UN BOMBER ?

Dela e Mazzarri fuori la verità: chi a gennaio non ha voluto l’attaccante, il presidente per risparmiare, dopo aver effettuato grandi investimenti, o il mister. I tifosi vogliono la verità

 “Parlo in generale. Se un tifoso chiede motivo sul mancato acquisto di un attaccante a gennaio, non è certo una contestazione. La gente ha capito i nostri sforzi e ci apprezza” Queste le parole di Mazzarri sulla contestazione che parte della tifoseria ha rivolto a De Laurentiis. Allora, in virtù di quanto affermato, giustamente, da Mazzarri e, sottolineando che non è una contestazione nei confronti del Presidente De Laurentiis, i tifosi partenopei vorrebbero conoscere la verità dei fatti ed il motivo per cui, per il secondo anno consecutivo, il Napoli getta al vento una clamorosa qualificazione alla Champions League non comprando alcune pedine essenziali al completamento della squadra. Incompiuta nel campionato 2008-2009. incompiuta nel torneo 2009-2010, eterna incompiuta da quando è stata progettata da un “architetto” che,  forse, non ha bene in mente la differenza tra  una Società con notevoli  ambizioni ed obiettivi da realizzare in un tempo considerevolmente congruo ed un’altra che mira a valorizzare i giocatori che sono stati sapientemente acquistati per motivi che non convergono con una qualsivoglia competitività. “L’architetto” Marino ha lasciato nelle mani del suo successore Bigon una squadra, non completata nel mercato estivo e che, magari, andava ritoccata  in quello invernale.  Alle spalle di coloro che vengono investiti della funzione di costruire un qualcosa di valido e competitivo vi è un grande imprenditore:  Aurelio De Laurentiis. Il Presidente dovrebbe rivolgere alcune domande a  Bigon e Mazzarri anche per capire come pensa, l’allenatore napoletano, di svolgere un ruolo societario per cui si è proposto: “Mi piace un ruolo manageriale all’inglese.  Ci sarà sinergia totale sulle scelte, mi piace assumermi le mie responsabilità. La struttura è completa, io, Bigon e il presidente De Laurentiis siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda” – Quest’anno rosa di diciotto elementi:-“Quella che io volevo”. Bene, allora Mazzarri provi a spiegare ai tifosi ed al suo Presidente perché, in una rosa di diciotto elementi, non può starci anche un vero bomber. E’ vero ciò che afferma l’allenatore del Napoli quando asserisce che la sua squadra, con un gioco complessivo e con dei validi schemi manda in gol diversi giocatori, ma quando, in moltissime circostanze, sotto la rete avversaria si trovano giocatori che non riescono a trasformare in gol facilissime occasioni, i tifosi, legittimamente,  invocano il nome di un grande attaccante indipendentemente se poi Hamsik, Lavezzi, Quagliarella, Maggio ed altri possano fornire il loro contributo in fase realizzativa.

Bigon, sulla scia di Pier Paolo Marino, ha fornito una giustificazione al mancato completamento della rosa nel mercato di riparazione invernale adducendo che altri arrivi avrebbero potuto  turbare gli equilibri dello spogliatoio. Sarà pur vero, ma questa reiterata affermazione contrasta con ciò che un qualsiasi atleta  impegnato in uno sport di squadra pensa realmente quando in uno spogliatoio gli prospettano l’arrivo di un altro giocatore in grado di migliorare le prestazioni della squadra con il conseguente raggiungimento  degli  obiettivi programmatici.

Si potrebbe pensare all’intenzione di De Laurentiis di non effettuare ulteriori investimenti dopo aver speso moltissimo in estate. Questa considerazione, però non trova una valida giustificazione in quanto, con un ulteriore sforzo economico, il Napoli avrebbe avuto la possibilità di centrare la Champions League  in un campionato che, fino a pochi turni fa, non presentava squadre molto determinate al  raggiungimento di  tale obiettivo. Con la  qualificazione alla massima competizione continentale, vi sarebbe stato un notevole ritorno economico per il Presidente.

“A gennaio non ho visto tanti bomber da poter acquistare” afferma Mazzarri. In Italia ed in Europa, viste le difficoltà economiche in cui versano molti club oppure l’opportunità che molte altre Società colgono al volo di fronte ad una ottima e congrua offerta, dire che non vi sono tanti bomber da acquistare potrebbe non corrispondere ad un’assoluta verità  ed, in ultima analisi come temporaneo ripiego, basta vedere la Roma come ha risolto i problemi legati alla mancanza di un bomber: acquisto in prestito di un motivatissimo Luca Toni. Si dirà: “Questa soluzione non coincideva con la politica della Società” vero ma, una deroga di sei mesi avrebbe permesso alla Società di riprendere con più convinzione e forza il progetto.

Vincenzo Vitiello

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NAPOLI, ABBONDANZA IN DIFESA. E’IL TEMPO DELLE SCELTE

NAPOLI, ABBONDANZA IN DIFESA. E’IL TEMPO DELLE SCELTE

Dopo il recupero di Santacroce, sarà dura per Mazzarri tenere fuori il “leoncino” azzurro. E’ il tempo delle scelte visto che anche Dossena è rientrato nei ranghi.

 

Melius abundare quam deficere” locuzione latina che, usata nel lessico moderno, si adopera per affermare:  “per non rischiare di non raggiungere la giusta misura, è preferibile superarla ed eccedere” Questo proverbio, applicato nello sport e nel calcio in particolare, trova una giusta corrispondenza allorquando una previdente ed attenta programmazione permette di avere un numero congruo di atleti in modo da far fronte ad ogni qualsivoglia emergenza.  E’ chiaro che  le scelte sono prestabilite e consequenziali all’opportunità di usufruire della prestazione di un giocatore piuttosto che dell’altro. Nel momento in cui, l’eccedenza di calciatori arriva quando una Società calcistica ha già provveduto ad ovviare ad una certa situazione derivante dalla mancanza di giocatori in uno specifico ruolo, subentra un altro aspetto, non certo penalizzante per la squadra, che deve essere affrontato con il massimo equilibrio ed opportune valutazioni  a prescindere dall’aspetto emozionale ed economico-societario .

Fabiano Santacroce, giovane e promettente difensore azzurro, nella trasferta di Milano contro l’Inter del 23 settembre 2009, quinta giornata di campionato, subì un infortunio al menisco esterno del ginocchio destro. Tutto lasciava pensare in un pronto recupero del calciatore e, mentre l’attenzione dei tifosi e dello staff tecnico partenopeo era rivolto alla data in cui il Napoli avrebbe potuto usufruire delle prestazioni del “leoncino” azzurro , Il 26 febbraio 2010, ancora in fase di recupero dal precedente infortunio, si procurò una lesione al menisco mediale del ginocchio sinistro. Il doppio infortunio lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per quasi sette mesi. Fabiano è tornato in campo nella vittoriosa trasferta di Bari. Sette lunghi mesi in cui Walter Mazzarri  ha dovuto ovviare alla mancanza di Santacroce nella rosa del Napoli  con i calciatori a disposizione tra cui il grande ed affidabile Hugo Campagnaro, il capitano Paolo Cannavaro,  Lendro  Rinaudo, il neo acquisto Juan Camilo Zúñiga, Salvatore Aronica, Erminio Rullo ed un difensore trascurato dai precedenti allenatori: Gianluca Grava. Il tecnico toscano, dovendo fare di necessità virtù, con una grande opera di recupero a livello psico-fisico e motivazionale, di fatto,ha  regalato alla Società un difensore che, dopo le prime apparizioni nella formazione base del Napoli, ha conquistato un posto da titolare fisso. L’incremento del rendimento di Grava, permette alla squadra azzurra di avere nella difesa il punto di forza. Nel frattempo, a gennaio, il d.s. Bigon aveva acquistato, finalmente, un  laterale sinistro tanto invocato dalla tifoseria ed atteso da Mazzarri infatti, dal Liverpool, arriva Andrea Dossena che con  Chrstian  Maggio va a formare nuovamente la coppia di esterni vista ai tempi del Treviso.  Andrea esordisce,  in maglia azzurra, titolare nel match di Coppa Italia contro la Juventus, mentre il debutto in campionato avviene il 17 gennaio nella gara casalinga contro il Palermo, subentrando, nel corso del match, a Salvatore Aronica . Mazzarri, però, molto spesso ha preferito affidarsi,  sull’out di sinistra, ad Aronica più propenso alla fase difensiva. Comunque,  vari  infortuni  e squalifiche dei difensori azzurri hanno messo in crisi l’assetto tattico del reparto arretrato ma  il tecnico partenopeo è riuscito, sempre, a trovare la giusta soluzione per ovviare a tali problematiche. Dossena, dopo un lungo stop dovuto a problemi muscolari ed una insufficiente condizione atletica, è stato inserito negli ultimi minuti di gara a Bari.

Il Napoli, presenta al momento l’organico al completo per quanto riguarda la difesa . E’ il tempo delle scelte, da parte di Mazzarri.  Santacroce,  al “San Nicola”  ha disputato un ottimo match lasciando intravedere di essere maturato anche sotto l’aspetto comportamentale infatti, puntuale negli anticipi e nelle chiusure, ha pienamente assolto ai compiti affidatigli dal suo allenatore senza mai eccedere in un agonismo che, nel passato, gli ha fatto commettere falli di gioco inutili epenalizzanti per la squadra.Con un Santacroce recuperato e, probabilmente, rigenerato sotto tutti i punti di vista, l’eventuale scelta, da parte di Mazzarri, di tenere fuori dalla formazione titolare il forte difensore, diventa difficile e, forse, inopportuna.

Restano da disputare quattro partite fino al termine del campionato. Quattro “finali” che potrebbero regalare alla Società ed ai tifosi azzurri, un sogno:  la Champions League. Mazzarri , nell’affrontare il rettilineo che porta al traguardo finale, dovrà ponderare molto bene le sue scelte ed affidarsi alla sua esperienza e notevole professionalità per trarre il giusto profitto dalla nuova situazione che si è venuta a creare . Dopo aver affrontato molto bene l’emergenza dovuta ad un reparto difensivo incompleto con scelte obbligate, ora potrà valutare l’utilizzo dei difensori  partenopei sulla base di alcune fondamentali considerazioni: stato di forma psico-fisica, adattabilità agli scemi tattici da utilizzare, caratteristiche tecniche degli avversari ed affidabilità dei calciatori per affrontare partite decisive per il futuro del Napoli.L’allenatore del Napoli, per temperamento, equilibrio, esperienza e professionalità saprà agire nel migliore dei modi anche tenendo conto di una antica “massima:“Sono le circostanze e la scelta del momento quelle che caratterizzano un’azione e la fanno buona o cattiva”

Vincenzo Vitiello

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