Napoli, poco ascolto alle chiacchiere pensando al futuro

Napoli, poco ascolto alle chiacchiere pensando al futuro

All’Ombra del Vesuvio non si vende ma si acquista…
Il Napoli non vende ma compra come prassi di un club che tende a crescere nel tempo ed a posizionarsi sempre più in alto nel panorama calcistico nazionale ed europeo.
La voci che riferiscono di una probabile partenza da Napoli, a giugno, di Lavezzi con destinazione Milano versante Inter non trovano, per il momento, alcuna conferma e la fantasiosa idea che Massimo Moratti abbia lasciato campo libero all’amico Aurelio De Laurentiis per l’acquisto di Eduardo Vargas onde poter poi prelevare il Pocho e portarlo all’ombra della ‘Madunina’ lascia il tempo che trova.

Diego Nappi, esperto di mercato e procuratore di calciatori, intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Marte, parla invece di un probabile acquisto da parte della società partenopea: Borja Valero, centrocampista del Villarrel più volte accostato al club di De Laurentiis. Come riferito da AreaNapoli.it, Nappi commenta l’arrivo di Vargas nella squadra azzurra ed il futuro di Valero: “Credo che la partita più importante del 2011 sia stata quella contro il Manchester City, la partita d’andata che ha fatto capire al Napoli che poteva dire la sua in Champions -afferma Motta- Vargas? Mauricio Pinilla è un mio assistito e ne parla praticamente benissimo di questo ragazzo, si dice sia il futuro della nazionale cilena. Borja Valero? Per adesso resta lì, sappiamo benissimo che il Villarreal non se la passa in maniera florida, ma il giocatore ha un costo importante e quindi di un suo trasferimento se ne parlerà solo a giugno”.

I dirigenti del Napoli, sorvolando sui soliti rumors di mercato che, puntualmente e forse involontariamente tendono a destabilizzare la piazza napoletana come accaduto in passato, seguono imperturbati la loro strada: un Napoli sempre più competitivo per la felicità dei tifosi partenopei che hanno ben capito che l’unica cosa che conta sono i fatti e non le chiacchiere.

Vincenzo Vitiello
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Napoli, bilancio di fine anno tra critiche e riconoscimentiNapoli, bilancio di fine anno tra critiche e riconoscimenti

Napoli, bilancio di fine anno tra critiche e riconoscimentiNapoli, bilancio di fine anno tra critiche e riconoscimenti

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

“Il  Napoli  non    ha la mentalità e l’atteggiamento per ripetere il campionato della scorsa stagione”-“Il Napoli vuole mettere qualcosa vuole mettere qualcosa in bacheca e la pazienza inizia a terminare perché ci si rende conto che il salto di qualità va fatto subito perché ci sono una serie di condizioni favorevoli”-“Il Napoli ha palesato problemi strutturali che l’allenatore dovrebbe spiegare”-“Il ciclo è finito perché non riesce ad incidere sulla testa e sul fisico dei giocatori. Ha fatto il massimo -riferito a Mazzarri- facendo crescere la squadra che ora non accetta più i suoi stimoli. La squadra ha bisogno d’elevare il suo atteggiamento”. Queste alcune legittime considerazioni espresse da opinionisti, nei giorni precedenti al match Napoli-Genoa, che ricalcano le critiche manifestate reiteratamente verso la S.S.C. Napoli durante quasi tutto la durata della presente stagione.

Una stagione trionfale e che va oltre qualsiasi ottimistica previsione effettuata a giugno quando in molti avevano detto e scritto che le prestazioni della squadra azzurra, effettuate nel precedente anno, erano un fatto occasionale, fortunato e irripetibile.
Si chiude un anno calcistico con il Napoli che, dopo aver conquistato un meritato terzo posto nel torneo nazionale 2010-2011 e la qualificazione alla Champions League, ha continuato in una crescita progressiva che ha permesso alla squadra partenopea di superare un girone di Champions infernale e, come pronosticato da molti, impossibile per ottenere la qualificazione agli ottavi di finale della massima competizione continentale, da parte della squadra. Lo scetticismo e la sfiducia, nelle possibilità del Napoli, erano dovute alla considerazione che la presenza di due club prestigiosi, candidati al successo finale della manifestazione (Bayern Monaco e Manchester City) e di una squadra di pari livello quale il Villarreal di inizio stagione, non poteva alimentare speranze e sogni di gloria da parte del club di De Laurentiis.
Così non è stato e il Napoli, sovvertendo tutti i pronostici che lo davano al termine del girone fuori dalla competizione europea, si è qualificato alla fase successiva con pieno merito e molti riconoscimenti da parte dell’Europa del pallone. Un intero continente che, oltre a definire la società partenopea una bella realtà nascente nel panorama calcistico europeo, ha elogiato la seria programmazione del Presidente Aurelio De Laurentiis e la sagace opera di un allenatore, Walter Mazzarri, protagonista di un calcio nuovo, divertente e proficuo.

Per poter affrontare, nel migliore dei modi la Champions, la società ha dovuto stabilire delle priorità. Il presidente, in accordo con Mazzarri e lo staff tecnico, ha preferito puntare, in primis, sulla crescita complessiva della squadra con l’acquisizione di una notevole esperienza internazionale. La scelta dei dirigenti napoletani non ha permesso alla squadra di esprimersi, costantemente, su alti livelli nel campionato nazionale a causa dei ripetuti impegni nelle due competizioni. Un prematuro ampliamento dell’organico avrebbe costretto De Laurentiis a rivedere una piattaforma programmata a suo tempo che, cammin facendo, ha reso il Napoli una delle poche società in Italia ed in Europa, in perfetta regola con i bilanci ed in linea con il fair play finanziario voluto da Michel Platini: il calcio sta per cambiare radicalmente e il fair play finanziario si prepara a rivoluzionare i bilanci delle società per costruire un futuro più pulito e regolamentato. Un percorso semplice ma ambizioso che punta al 2018 come anno in cui tutti i club dovranno raggiungere il pareggio dei conti nei bilanci.
Programmare seriamente, seguire i dettami che regoleranno la società calcistiche più virtuose, affidarsi ad un equipe tecnica e sanitaria di primordine, assumere osservatori per portare all’ombra del Vesuvio giovani e prospettici talenti, crescere anno dopo anno con un laboratorio operante in grado di valutare e selezionare i calciatori utili alla causa azzurra, non spendere folli cifre per campioni affermati e con scarse motivazioni per conseguire altri successi, essere sempre attivi con le plus valenze, provvedere alla crescita continua e proficua dei giovani giocatori ed assurgere ai vertici del calcio italiano ed Europeo restando ad alti livelli in modo permanente e duraturo, farebbe rilevare che è terminato il ciclo della squadra di De Laurentiis e/o di Mazzarri?
Questa domanda merita una risposta unica e complessiva: si valuti bene le fonti da cui provengono opinioni, forse volute, non disinteressate e destabilizzanti per un magnifico progetto che verrà portato avanti fino al termine, senza condizionamenti, da un uomo ed un professionista che trasmette quotidianamente, serietà, onestà, competenze e lealtà manifestata in ogni sede ed occasioni in linea con il suo inconfondibile modus vivendi: Aurelio De Laurentiis.

Vincenzo Vitiello
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“Il  Napoli  non    ha la mentalità e l’atteggiamento per ripetere il campionato della scorsa stagione”-“Il Napoli vuole mettere qualcosa vuole mettere qualcosa in bacheca e la pazienza inizia a terminare perché ci si rende conto che il salto di qualità va fatto subito perché ci sono una serie di condizioni favorevoli”-“Il Napoli ha palesato problemi strutturali che l’allenatore dovrebbe spiegare”-“Il ciclo è finito perché non riesce ad incidere sulla testa e sul fisico dei giocatori. Ha fatto il massimo -riferito a Mazzarri- facendo crescere la squadra che ora non accetta più i suoi stimoli. La squadra ha bisogno d’elevare il suo atteggiamento”. Queste alcune legittime considerazioni espresse da opinionisti, nei giorni precedenti al match Napoli-Genoa, che ricalcano le critiche manifestate reiteratamente verso la S.S.C. Napoli durante quasi tutto la durata della presente stagione.

Una stagione trionfale e che va oltre qualsiasi ottimistica previsione effettuata a giugno quando in molti avevano detto e scritto che le prestazioni della squadra azzurra, effettuate nel precedente anno, erano un fatto occasionale, fortunato e irripetibile.
Si chiude un anno calcistico con il Napoli che, dopo aver conquistato un meritato terzo posto nel torneo nazionale 2010-2011 e la qualificazione alla Champions League, ha continuato in una crescita progressiva che ha permesso alla squadra partenopea di superare un girone di Champions infernale e, come pronosticato da molti, impossibile per ottenere la qualificazione agli ottavi di finale della massima competizione continentale, da parte della squadra. Lo scetticismo e la sfiducia, nelle possibilità del Napoli, erano dovute alla considerazione che la presenza di due club prestigiosi, candidati al successo finale della manifestazione (Bayern Monaco e Manchester City) e di una squadra di pari livello quale il Villarreal di inizio stagione, non poteva alimentare speranze e sogni di gloria da parte del club di De Laurentiis.
Così non è stato e il Napoli, sovvertendo tutti i pronostici che lo davano al termine del girone fuori dalla competizione europea, si è qualificato alla fase successiva con pieno merito e molti riconoscimenti da parte dell’Europa del pallone. Un intero continente che, oltre a definire la società partenopea una bella realtà nascente nel panorama calcistico europeo, ha elogiato la seria programmazione del Presidente Aurelio De Laurentiis e la sagace opera di un allenatore, Walter Mazzarri, protagonista di un calcio nuovo, divertente e proficuo.

Per poter affrontare, nel migliore dei modi la Champions, la società ha dovuto stabilire delle priorità. Il presidente, in accordo con Mazzarri e lo staff tecnico, ha preferito puntare, in primis, sulla crescita complessiva della squadra con l’acquisizione di una notevole esperienza internazionale. La scelta dei dirigenti napoletani non ha permesso alla squadra di esprimersi, costantemente, su alti livelli nel campionato nazionale a causa dei ripetuti impegni nelle due competizioni. Un prematuro ampliamento dell’organico avrebbe costretto De Laurentiis a rivedere una piattaforma programmata a suo tempo che, cammin facendo, ha reso il Napoli una delle poche società in Italia ed in Europa, in perfetta regola con i bilanci ed in linea con il fair play finanziario voluto da Michel Platini: il calcio sta per cambiare radicalmente e il fair play finanziario si prepara a rivoluzionare i bilanci delle società per costruire un futuro più pulito e regolamentato. Un percorso semplice ma ambizioso che punta al 2018 come anno in cui tutti i club dovranno raggiungere il pareggio dei conti nei bilanci.
Programmare seriamente, seguire i dettami che regoleranno la società calcistiche più virtuose, affidarsi ad un equipe tecnica e sanitaria di primordine, assumere osservatori per portare all’ombra del Vesuvio giovani e prospettici talenti, crescere anno dopo anno con un laboratorio operante in grado di valutare e selezionare i calciatori utili alla causa azzurra, non spendere folli cifre per campioni affermati e con scarse motivazioni per conseguire altri successi, essere sempre attivi con le plus valenze, provvedere alla crescita continua e proficua dei giovani giocatori ed assurgere ai vertici del calcio italiano ed Europeo restando ad alti livelli in modo permanente e duraturo, farebbe rilevare che è terminato il ciclo della squadra di De Laurentiis e/o di Mazzarri?
Questa domanda merita una risposta unica e complessiva: si valuti bene le fonti da cui provengono opinioni, forse volute, non disinteressate e destabilizzanti per un magnifico progetto che verrà portato avanti fino al termine, senza condizionamenti, da un uomo ed un professionista che trasmette quotidianamente, serietà, onestà, competenze e lealtà manifestata in ogni sede ed occasioni in linea con il suo inconfondibile modus vivendi: Aurelio De Laurentiis.

Vincenzo Vitiello
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Napoli-Juventus: tre babà e tre gianduiotti per una grande festa

Napoli-Juventus: tre babà e tre gianduiotti per una grande festa

Ieri sera, gran spettacolo al San Paolo nel big match tra il Napoli e la Juventus.
In linea con le tradizioni dolciarie partenopee e tornesi, la cerimonia che si è svolta sul terreno di gioco è stata arricchita dall’ospitalità del popolo napoletano e dalla cortesia dei piemontesi: tre babà e tre gianduiotti per sancire il termine di una rappresentazione che, nel ricordo del grande Napoli di Diego e dei fasti della Vecchia Signora, ha deliziato la platea dell’impianto di Fuorigrotta con tante emozioni ed uno spettacolo degno delle grandi tradizioni dei due club.

Resta, nei supporters partenopei e negli uomini di Walter Mazzarri, il rimpianto di non essere stati in grado di condurre in porto una vittoria che, al 23′ del secondo tempo, poteva considerarsi alla portata del Napoli. Un gran gol di Pandev, autore di una magistrale doppietta, sembrava aver messo la parola fine alle velleità degli uomini di Antonio Conte.

Tre babà, serviti su un piatto d’argento, non sono stati sufficienti a commuovere i bianconeri per tanta generosità e la Juventus, con un carattere fuori dal normale e tanto orgoglio, ha pensato di disobbligarsi per il gentile pensiero dei commensali napoletani: pronti, subito tre gianduiotti per rendere completa una serata che, come in occasione di ogni particolare cerimonia, andava conclusa con i tipici dolci regionali.

Il Napoli, come in altre occasioni, ha denotato l’incapacità di gestire un risultato favorevole ed, ieri sera in doppio vantaggio per ben due volte, non è riuscito nell’impresa di battere i rivali bianconeri.

La Juventus di Antonio Conte è una lontana parente della squadra delle ultime stagioni ed il tecnico del club di Corso Galileo Ferraris, oltre a costruire una squadra altamente competitiva a livello tecnico, ha modellato la sua equipe con le componenti essenziali per una squadra con notevoli ambizioni: grande carattere, giuste motivazioni e serenità nel gruppo. Il pareggio rocambolesco, ottenuto a Napoli, toglie ogni dubbio sulla legittimità del primato in classifica della Juventus e la proietta, nel campionato in corso, come una delle più accreditate squadre, insieme al Milan, alla vittoria finale.

Il Napoli? Aspettando che metta a frutto le esperienze negative collezionate nella presente stagione e che possa, ulteriormente, crescere sotto il profilo caratteriale, un suggerimento: le buone prestazioni vanno accompagnate con babà e, soprattutto, il limoncello un gustoso liquore che chiude, definitivamente, le cene di un certo tipo…

Vincenzo Vitiello
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Napoli-Juventus: la notte della verità con qualche interrogativo

Napoli-Juventus: la notte della verità con qualche interrogativo

Walter Mazzarri allenatore del Napoli

Walter Mazzarri riscontra alcune analogie tattiche tra il suo Napoli e La Juventus.
In un’intervista riportata dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il tecnico della squadra partenopea, oltre a sottolineare l’affinità di gioco delle due formazioni, rimarca un aspetto importante che sta, attualmente, limitando le prestazioni ed i risultatati della sua squadra: i calciatori partenopei creano tanto e concretizzano poco. In effetti, nel campionato in corso e nella Champions League, gli uomini di Mazzarri hanno sprecato, banalmente, molte azioni da gol e questo aspetto si è tradotto, inevitabilmente, in una perdita di preziosi punti ed in uno spreco eccessivo di energie che potevano essere risparmiate se il Napoli avesse messo al sicuro, anzi tempo, il risultato di alcune partite in cui la squadra ha faticato eccessivamente per andare in vantaggio. Analoga situazione si è verificata per recuperare qualche match che vedeva il Napoli soccombere di fronte all’avversario di turno. Mancanza di lucidità e troppa frenesia nel momento di dettare l’ultimo passaggio nelle ripartenze, anche quando creano una superiorità numerica, sono le caratteristiche degli azzurri a differenza dei giocatori della Juventus che riescono a capitalizzare, nel migliore dei modi, le situazioni favorevoli

“I bianconeri riescono a recuperare palla e ripartire in velocità -riferisce Mazzarri- Insomma, una squadra che somiglia molto alla nostra. Con la differenza che noi siamo ancora troppo frenetici in zona gol mentre dovremmo ragionare ed essere più cinici. Ma non disponiamo di giocatori adatti. Se non andiamo a mille non siamo noi”.
Napoli-Juventus: questa sera, al San Paolo, un big mach che presenterà anche questa similitudine tattica e, soprattutto, la differenza di cinismo tra gli uomini di Mazzari e di Conte? I tifosi partenopei si augurano che, proprio, contro la Vecchia Signora ci sia una maggiore concentrazione e lucidità da parte dei propri beniamini mentre i supporters della squadra bianconera sperano che il trend positivo di risultati continui per la propria squadra del cuore lanciatissima verso il vertice della classifica.
Tanta attesa e riflettori puntati su una partita importantissima che potrà rappresentare la “notte della verità” per le due squadre.

Vincenzo Vitiello
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Napoli, con i se ed i ma non si approda da nessuna parte

Napoli, con i se ed i ma non si approda da nessuna parte

“Per me è come se avessimo vinto 4-0”. Walter Mazzarri arriva dritto al centro, nel dopo partita Napoli-Lazio, in un’intervista riportata dal sito ufficiale della società, il Napoli ha dominato e meritava non solo di vincere ma di stravincere per come ha messo sotto la capolista Lazio…
Con i se ed i ma, non si va da nessuna parte: solo il risultato conta ed ieri il Napoli ha lasciato, per strada, altri due punti che sommati agli altri persi inopinatamente contro squadre non irresistibili, lasciano l’amaro in bocca al popolo napoletano per un campionato di vertice che avrebbe potuto proiettare la squadra azzurra, forse, verso un traguardo sognato da un’intera città dopo venti anni dalle gesta di un grande campione che era in grado di vincere quasi da solo.

Diego è nella mente, nel cuore e nell’anima di tutti coloro che hanno assistito alle gesta del “Pibe de Oro”. Forse, in questo momento, al Napoli manca un giocatore, che alla stregua di Maradona, avrebbe spronato i compagni di squadra a non perdere un’occasione unica e, forse, irripetibile per la facilità di poter competere alla conquista del titolo tricolore.

“Da allenatore ho fatto i complimenti ai ragazzi, hanno giocato una gran partita e questo è quello che io chiedo alla squadra. La crescita per me si esprime attraverso l’espressione di gioco e sono molto soddisfatto dei progressi che stiamo facendo -continua Mazzarri- E’ la prima stagione che ci cimentiamo in Champions e campionato e stiamo tenendo bene entrambi i fronti. Oggi abbiamo sfiorato e cercato il gol fino al 94esimo. Poi la palla non è entrata, però ripeto: per me è come aver vinto. E se continueremo ad esprimerci su questi livelli sono certo che di partite ne vinceremo tante”
L’allenatore toscano afferma delle verità assolute ma se, malauguratamente, il Napoli, al termine del campionato, non dovesse centrare una posizione utile alla partecipazione della prossima edizione della Champions League, inevitabilmente, il progetto De Laurentiis accuserebbe una battuta di arresto preoccupante sotto tutti i punti di vista e la frase di Mazzarri: “E’ la prima stagione che ci cimentiamo in Champions e campionato” perderebbe di ogni costruttivo significato. Probabilmente, un’ulteriore intervento di mercato, invocato da più parti e non tenuto in debito conto dai dirigenti napoletani, avrebbe risolto i problemi attuali del Napoli, soprattutto nel finalizzare la notevole mole di gioco fatta con mirabile dedizione e determinazione: un giocatore, di un certo livello, per sostituire, in caso di necessità, Cavani,

Vox populi, vox Dei, locuzione latina a cui Aurelio De Laurentiis, non sembra voler prestare la dovuta attenzione.
Va benissimo la gestione societaria ed è da sottolineare il sano bilancio che posiziona il club partenopeo tra le poche società virtuose che avranno un notevole futuro ma dare uno sguardo anche al presente permetterebbe di realizzare i sogni di una tifoseria unica al Mondo che per i sogni e con i sogni segue ovunque la propria squadra del cuore contribuendo alla stabilità economica del società ed alla notevole e qualificata rappresentanza dei colori azzurri nel vecchio continente.

“Adesso guardiamo avanti. -conclude Mazzarri- Martedì giocheremo con una grandissima squadra che anche oggi ha passeggiato in campionato. Sappiamo cosa ci aspetta e cercheremo di arrivare al top e giocarci la partita alla nostra maniera” … e martedì il Napoli si gioca tutto ciò che potrebbe rilanciare la squadra partenopea in una stagione iniziata nel migliore dei modi e proseguita con soddisfazioni solo nella Champions League: un’eventuale passaggio agli ottavi di finale, porterebbe notevoli introiti, fiducia, possibilità di recuperare anche in campionato, credibilità a livello internazionale, euforia nell’ambiente partenopeo e la possibilità di credere che qualche volta anche i sogni si tramutano in realtà.

Vincenzo Vitiello
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