Napoli, il salto di qualità tarda ad arrivare

Napoli, il salto di qualità tarda ad arrivare

Il Napoli deve, ancora, fare quel salto di qualità necessario per poter competere con le big del campionato. Per avere i requisiti idonei a raggiungere e conservare posizioni di vertice nel campionato italiano e nelle competizioni europee, non occorrono solo alcuni importanti rinforzi nel calciomercato invernale e, successivamente, a giugno ma occorre acquisire una mentalità diversa dall’attuale.
Walter Mazzarri è riuscito a motivare un gruppo di calciatori che erano in attesa di un allenatore in grado di restituire loro fiducia e determinazione. Il tecnico partenopeo sta gestendo una rosa ridotta e, probabilmente, insufficiente per competere ad alti livelli in Italia ed in Europa. Le motivazioni della scelta di affidarsi ad un gruppo ristretto di calciatori non sono ancora ben chiare. Mazzarri, si è assunto la responsabilità di questa decisione ma, a livello societario, anche i dirigenti del Napoli hanno più volte ribadito che bisognava far fronte, in primis, allo sfoltimento di una rosa che presentava molti calciatori in esubero per poi procedere gradatamente e, cammin facendo, al rinforzo della rosa valutando bene quali giocatori acquistare ed in quale ruolo la squadra necessita di opportuni rinforzi.

Mazzarri si sta ponendo agli occhi degli addetti ai lavori come uno dei migliori emergenti allenatori nel panorama calcistico nazionale ma, probabilmente, per poter allenare una squadra con notevoli ambizioni, avrebbe bisogno di un periodo di riflessione affinchè, anche lui, possa fare un salto di qualità per trasmettere ai suoi giocatori una mentalità vincente in ogni occasione e situazione. Questa mentalità deve, però, essere supportata da equilibri tattici in grado di fare fronte alle difficoltà che si possono incontrare durante lo svolgimento di un match.

Francesco Guidolin, allenatore dell’Udinese, al termine della vincente partita della sua squadra contro il Napoli, ha confermato ciò che aveva fatto intendere alla vigilia del match allorquando aveva dichiarato che non avrebbe permesso alla squadra azzurra il solito e vincente atteggiamento tattico adottato in moltissime trasferte, che prevedeva, innanzitutto, il contenimento della delle manovre degli avversari e, successivamente, fulminee ed efficaci ripartenze.
“Il merito principale di questa vittoria va ai ragazzi, che hanno interpretato la gara al meglio -queste le parole di Guidolin a Rai Sport- Avevamo preparato la gara partendo da un’idea ben precisa, ovvero nel precedere una squadra come la loro, abilissima nello sfruttare gli spazi, avvalendoci della capacità di giocatori rapidi come Sanchez e Di Natale”. L’Udinese ha effettuato, in particolar modo nel primo tempo, un pressing asfissiante sui portatori di palla del Napoli, impedendo alla squadra azzurra di impostare un qualsivoglia azione degna di nota e, dopo aver recuperato il pallone, ripartiva con sagacia e profitto attaccando gli spazi che la squadra partenopea offriva loro in virtù di un’impostazione tattica priva di contromisure adatte a fronteggiare gli inserimenti di Sanchez e Di Natale ben supportati da Pinzi. Il centrocampista friulano, preferito da Guidolin a Floro Flores per arginare Gargano e fornire qualità a centrocampo, anche in altre situazioni, nel corso del match, ha manovrato con continuità dialogando con i compagni di reparto. Pinzi ha, inoltre, permesso l’inserimento sulle fasce laterali di Armeno ed Isla che hanno avuto il sopravvento su Maggio ed uno spento Dossena. Il laterale sinistro prtenopeo, dopo la deludente prestazione all’Anfield Road contro il Liverpool in Europa League, non riesce più a spingere ed a chiudere sull’out di sinistra. Solo al 53′ Mazzarri si è ricordato di avere in panchina un Vitale che, nelle recenti apparizioni in prima squadra, non aveva fatto rimpiangere il suo collega di reparto.

Nel calcio moderno la partite di calcio si potrebbero paragonare ad incontri di scacchi ove il giocatore maggiormente preparato e vincente riesce a prevedere le mosse dell’avversario in tempo utile. Le grandi squadre non si affidano solo ad ottimi calciatori in grado contribuire al salto di qualità del proprio club ma devono avere un atteggiamento tattico camaleontico che tenga in considerazione le caratteristiche tecnico-tattiche degli avversari.

Vincenzo Vitiello

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Napoli e Cagliari: sfide decise in extra time

Napoli e Cagliari: sfide decise in extra time

Napoli e Cagliari, due squadre che nelle sfide, fin’ora disputate, hanno doto vita ad incontri in cui bisognava attendere il fischio dell’arbitro al termine della partita per conoscere l’esito di un match che, durante l’arco dei novanta minuti regolamentari, indicava una delle due contendenti quale probabile vincitrice.

Gennaio 2008: al 90′ il Napoli era in vantaggio per un goal a zero al Sant’Elia. Hamsik realizzò la rete che stava proiettando gli azzurri verso il successo. Nei minuti di recupero, Matri e Conti ribaltarono il risultato a favore del Cagliari e la squadra rossoblù si aggiudicò l’incontro tra lo stupore e la disperazione dei giocatori napoletani.

Aprile 2009: stadio San’Elia: il Napoli di Donadoni, in apertura di match, andò in svantaggio per un goal di Jeda. Tutto lasciava prevedere una pronta reazione dei partenopei per recuperare il risultato. Gli azzurri, in più occasioni, sfiorarono il pareggio ma nei minuti finali Lazzari realizzò la seconda rete permettendo al Cagliari di aggiudicarsi l’incontro per 2-0.

Dicembre 2009: il Napoli di Mazzarri si trovava in vantaggio di due goal fino al 75′ grazie alle realizzazioni di Lavezzi e Pazienza poi un improvviso blackout degli azzurri permise al Cagliari di ribaltare i risultato con Larrivey, Matri ed al 90′ con Jeda. Anche questa volta tutto lasciava presagire che il match potesse terminare con la clamorosa rimonta degli isolani ma al 97′, dopo ben sette minuti di recupero, arrivò il pareggio dei partenopei con un goal di Bogliacino.

10 novembre 2010: Cagliari e Napoli si affrontano al Sant’Elia. L’ultima vittoria del Napoli in terra sarda risale al 28 maggio 1995 quando gli azzurri piegarono il Cagliari per 0-1 con un goal di Pecchia. Il Napoli di Mazzarri, dopo molti impegni ravvicinati in campionato ed i Europa League, si presenta sul terreno di gioco con una formazione rimaneggiata per effetto di un turnover inevitabile e, soprattutto, necessario per far riposare i giocatori maggiormente utilizzati nella prima parte della stagione. Anche in questa occasione, l’andamento del match, per tutti i novanta minuti regolamentari, lascia prevedere un pareggio che permetterebbe alle due squadre di superare indenni l’undicesimo turno di campionato. Gli azzurri, per buona parte della gara, esercitano una supremazia territoriale con continuo possesso di palla ma non riescono a finalizzare, nel migliore dei modi, la mole di lavoro sviluppata. Il Cagliari si difende con ordine e tenta, in qualche occasione, di pungere in contropiede. Ci si avvia al termine dell’incontro con un pareggio, a reti inviolate, che fotografa l’andamento del match ma al 93′ Edinson Cavani, entrato in campo al 56′ al posto di un Sosa che insieme all’altro neo acquisto Yebda comincia ad inserirsi nello scacchiere azzurro con un proficuo rendimento, fornisce a Ezequiel Lavezzi un suggerimento in verticale con una dedica: “Vai Pocho, realizza il goal vittoria per il Napoli. Questo successo deve portare la firma di un leader che, fino all’ultimo minuto, ha creduto nella vittoria al Sant’Elia” Il Pocho, raccoglie il suggerimento del Matador e si invola verso la porta avversaria suggellando, dopo ben 15 anni e con uno stupendo goal, il successo di un Napoli che sta prendendo, sempre più, convinzione dei propri mezzi.
Il turnover effettato da Mazzarri non solo permette al Napoli di ottenere importanti vittorie ma sta consegnando al tecnico azzurro giocatori utili ed adatti a dare il cambio ai compagni di squadra utilizzati, senza soluzione di continuità, dall’inizio della stagione.

Vicenzo Vitiello

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Napoli, un prudente consiglio salva da gran periglio

Napoli, un prudente consiglio salva da gran periglio

Pierpaolo Marino, ex direttore generale del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Marino, nel corso della lunga intervista, ha sottolineato alcuni aspetti importanti riguardanti l’attuale organico del Napoli ovvero le voci che riferiscono di una partenza di Hamsik e l’inopportunità di alcune cessioni effettuate dalla società partenopea che, indubbiamente, hanno indebolito una rosa che avrebbe potuto essere maggiormente competitiva anche considerando i nuovi acquisti, in particolare quello riferito a Cavani.

“Allo stato il Napoli, come organico, non può reggere i tre impegni stagionale – riferisce l’ex d.g. partenopeo – dunque credo che a gennaio la società interverrà sul mercato. alcune cessioni, poi, potevano essere evitate: Contini, Cigarini, Datolo, Quagliarella e Denis avrebbero potuto garantire continuità tecnica, senza costringere nessuno ad ulteriori esborsi” Questa affermazione di Marino va in direzione Napoli e del presidente De Laurentiis infatti una più oculata e lungimirante conduzione delle trattative di calciomercato, nella sessione estiva, avrebbe permesso alla squadra partenopea di poter far fronte ad un necessario ed opportuno turnover potendo contare sull’apporto di Denis, in alternativa a Cavani, unica e sovrautilizzata prima punta a disposizione di Mazzarri dopo l’infortuno di Lucarelli: bastava convincere l’attaccante argentino che, nel corso di una stagione difficile ed impegnativa, sarebbe stato ampiamente utilizzato. Datolo avrebbe potuto rappresentare, come nel corso dello scorso campionato, il giocatore in grado di poter cambiare, a livello tattico, il corso di una partita quando chiamato ad entrare in campo per rimediare ad una situazione non favorevole alla squadra azzurra. Al Napoli, attualmente, manca il centrale di sinistra in fase difensiva e Contini avrebbe potuto ovviare a questo buco nell’organico della squadra. Cigarini è un centrocampista che sa dettare i tempi di gioco e, probabilmente in qualche occasione, avrebbe potuto essere utile al Napoli nel corso della stagione in corso. Quagliarella, indipendentemente dalle vicende che lo hanno portato al divorzio con il Napoli, poteva far parte di un tridente da sogno con Lavezzi, sul fronte destro dell’attacco, e Cavani prima punta. Questa eventuale soluzione sarebbe tornata utile in qualche situazione tattica in cui il sacrificato di turno avrebbe potuto essere Hamsik.

“Quando acquistai Hamsik e Lavezzi fui criticato da parte della stampa” Afferma Pierpaolo Marino ed, effettivamente, Marek è uno dei gioielli che hanno permesso alla squadra partenopea di raggiungere le attuali posizioni nel panorama calcistico nazionale. “Un’eventuale cessione di Hamsik? Sarebbe contro ogni logica – prosegue l’ex d.g. partenopeo- Questi giovani, quando maturano, possono solo migliorare: se il Napoli li vende, il progetto tecnico finirebbe. Anche Zidane fu ceduto? Sì, ma a 30 anni, mentre Marek ne ha appena 23 e, comunque, il Napoli non ha la necessità di cedere nessuno: i conti sono in regola ed il bilancio in attivo” A questa affermazione nulla si può aggiungere salvo che se le voci di mercato dovessero corrispondere a reali tentativi di vendere il gioiello azzurro, allora si spegnerebbe, per sempre, la luce di una finestra storica sul golfo di Napoli: “‘A fenestella e Marechiaro”.

Vincenzo Vitiello

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DA MARINO A MAZZARRI

NAPOLI, SVOLTA SOCIETARIA: DA MARINO A …. MAZZARRI

De Laurentiis cambia registro e, dopo un quinquennio in cui sul mercato dominavano le scelte di Marino indipendentemente da quelle formulate dal tecnico, ha responsabilizzato Mazzarri che ora decide in tutto e per tutto

 Aurelio  DeLaurentiis , dopo un quinquennio in cui si è affidato, totalmente, a Pier Paolo Marino concedendo all’ex d.g. pieni poteri decisionali per le scelte di mercato, cambia registro ed accorda a Walter Mazzarri la possibilità di costruire la squadra azzurra decidendo quali giocatori, confacenti al  modulo tattico che adotterà nel prossimo campionato, dovranno essere acquistati .Un passaggio, quindi, di consegne e di responsabilità dalla società all’allenatore, che ora rischia in prima persona per la scelte, compatibili con le risorse economiche della società, in sede di mercato.  Il presidente si è rifatto, parzialmente, al modello inglese che prevede, alla guida tecnica dei prestigiosi club britannici, un allenatore manager a cui è devoluta la piena facoltà di poter scegliere lo staff tecnico di proprio gradimento e decidere quali calciatori acquistare. 

Marino, recentemente, ha affermato che l’organico di una squadra deve essere definito dai d.g. ed un allenatore deve attenersi alle scelte tecniche effettuate dal dirigente, provvedere ad allenare il gruppo nel migliore dei modi e cercare di centrare gli obiettivi programmatici definiti dalla società. Di fatto ed implicitamente, Pier Paolo, si è assunto tutte le responsabilità per i risultati ottenuti dalla squadra azzurra durante la sua gestione tecnica.

Walter Mazzarri, ora, decide in tutto e per tutto e questo nuovo profilo assegnatogli da De Laurentiis lo investe di una notevole responsabilità. Il presidente dovrà attenersi alle indicazioni del d.g. e sulla base di una ipotetica lista di giocatori segnalati da tecnico partenopeo, dovrà operare sul mercato nel migliore dei modi possibili.

Comprare per comprare non ha senso. Servono rinforzi funzionali su tre fronti. Voglio giovani che possono adattarsi al nostro progetto. Noi abbiamo detto che vogliamo un difensore mancino, un centrocampista ed un attaccante” Queste le recenti affermazioni di DeLaurentiis, pienamente condivise dalla tifoseria partenopea, che lasciano intendere la volontà del presidente di porre rimedio a delle esigenze imprescindibili per la crescita della squadra.  Se colleghiamo queste dichiarazioni ad altre pregresse affermazioni allorquando De Laurentiis affermò di essere disponibile a riservare una buona parte del  budget societario per l’acquisto di un attaccante in grado di realizzare una ventina di gol a stagione e che possa, conseguentemente, permettere al  Napoli di effettuare un salto di qualità, allora, la tifoseria azzurra potrà fare sogni tranquilli …Preoccupante, invece, è un successivo passo dell’intervista che De Laurentiis ha rilasciato negli sudi di Cinecittà: “In un contesto di rientri e di rivisitazioni del modulo. Mazzarri potrebbe pure decidere nel reparto arretrato e in mediana di aspettare qualche mese. Il nostro allenatore ha la cloche in mano”

Il Napoli  dovrà disputare nella prossima stagione tre competizioni, e  non si comprende come sia possibile farlo, almeno in partenza, con un organico che, nello scorso campionato, ha denotato limiti proprio nei ruoli indicati da De Laurentiis.  Ancora una volta si corre il rischio di definire il Napoli come una squadra …”eterna incompiuta”  e se queste sono le premesse, difficilmente, potrà  effettuare il tanto auspicato salto di qualità. Comunque ed in ogni caso, almeno questa volta si potranno attribuire meriti o precise responsabilità, in riferimento ai risultati ottenuti dalla squadra partenopea, al termine della stagione. Le responsabilità di Mazzarri partono da oggi ed il tecnico azzurro sa bene a quali difficoltà andrà incontro. Il popolo partenopeo, con tutta la stima e fiducia riposta verso l’allenatore toscano, in virtù degli obiettivi societari, più volte sbandierati, è sempre in fiduciosa attesa del raggiungimento di quelle posizioni che competono alla piazza napoletana, pur essendo consapevole che la crescita di una squadra avviene  “passo dopo passo”, aspetta una risposta esaustiva e convincente da chi si è assunto l’onere e l’onore di guidare il Napoli. “La responsabilità è il prezzo della grandezza” affermava Winston Churchill. A Mazzarri le opportune riflessioni per una citazione che potrebbe avere una doppia valenza: soggettiva e/o propositiva per la realizzazione di un “Grande Napoli”

Vincenzo Vitiello

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