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Naples, Florida

Un tempo, l’unico popolo a calpestare il suolo della attuale Naples furono i nativi americani della tribù dei Caloosa. I primi colonizzatori, Roger Gordon e Joe Wiggins, arrivarono da queste parti verso la fine del decennio 1860; un fiume e due isolette portano il loro nome. Cronache di riviste ed articoli di giornali decantavano le amenità di questa zona caratterizzata dal mare pescoso e dal clima mite tale da paragonarla alla assolata Italia ed il nome Naples fu assunto quando i promotori della urbanizzazione della zona la descrissero talmente bella “da sorpassare la baia di Napoli”(seh,seh ndr). Nel 1887, un gruppo di ricchi Kentuchiani, capeggiati da Walter N. Haldeman, proprietario del Louseville Courier-journal, acquisto praticamente tutta la città di Naples, e la prima cosa che fecero fu quella di costruire un pontile che si addentra per circa 180 metri nelle acque del Golfo del Messico, l’attuale Naples Pier.

La inusuale forma a T, permetteva alle navi di grosso tonnellaggio di ormeggiare molto facilmente e nonostante sia stato più volte distrutto, esso è stato sempre ricostruito con la stessa forma.

Naples presto raggiunse la fama di luogo di svernamento ed il Naples Hotel ospitò personalità quali Gary Cooper e Greta Garbo, tanto per citarne qualcuno. Nel 1911, Barron G. Collier, che aveva creato la sua fortuna, facendo pubblicità nei tram, visitò la vicina isola di Useppa, ed incantata dal posto che compro un milione di acri di terreno (circa 4.050 chilometri quadrati) acquitrinoso. Collier era convinto che la costa sul Golfo del Messico avrebbe avuto lo stesso sviluppo di quella atlantica, ma per realizzarlo avrebbe dovuto dotarsi per prima cosa di strade e linea ferroviaria. In accordo con la promessa che Collier fece di finanziare la costruzione della “Tamiami Trail” ovvero la strada che congiunge Tampa a Miami, lo stato della Florida, nel 1923, creò la Contea di Collier, della quale Naples ne è sede.

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