{"id":53557,"date":"2021-11-08T19:04:17","date_gmt":"2021-11-08T17:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/?p=53557"},"modified":"2021-11-08T19:04:36","modified_gmt":"2021-11-08T17:04:36","slug":"buattone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/buattone\/","title":{"rendered":"BUATTONE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate<\/strong><\/p>\n<p><strong>Buattone<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La parola <em>buattone<\/em> \u00e8 l\u2019accrescitivo della parola <em>buatta<\/em><\/p>\n<p>Buatta deriva dal francese Boite, che si pronuncia \u201cbuat\u201d e sta ad indicare barattolo, latta<strong>.<\/strong><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol.jpg?ssl=1\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"53559\" data-permalink=\"https:\/\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/buattone\/campbell-soup-lattina-opera-andy-warhol\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol.jpg?fit=860%2C1152&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"860,1152\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol.jpg?fit=224%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol.jpg?fit=764%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53559\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Campbell-Soup-lattina-opera-Andy-Warhol.jpg?resize=224%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/a> \u00a0<strong> Eccone una: quella famosa disegnata da Andy Warhol.<\/strong><\/p>\n<p>A Napoli, la Buatta \u00e8 quella che va, come contenitore, da circa 400gr a 1 chilo, il diminutivo di buatta, ovvero la <em>buattella <\/em>\u00e8 inferiore a 400gr, di solito \u00e8 di 50\/100 grammi, il <em>buattone <\/em>\u00e8 sicuramente quello da 5 kg in su.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Ma a Napoli con il termine buattone non si identifica il contenitore ma il contenuto, ovvero il concentrato di pomodoro che a Napoli \u00e8 chiamata:\u201c<em>Conzevera\u201d, <\/em>ovvero la conserva.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Il Buattone conteneva il concentrato o conserva di pomodoro, ottenuto con il metodo industriale ed era in vendita presso le salumerie o negozi di vendita di generi alimentari che vendevano tra l\u2019altro olio e legumi (l\u2019<em>ugliararo<\/em>). Ci si recava in questi negozi e si chiedeva \u201cdatemi 25gr di buattone\u201d, il negoziante immergeva una <em>cucchiarella <\/em>(mestolo di legno) o una spatola, sempre di legno, prelevava dalla latta la quantit\u00e0 richiesta e la metteva nella carta oleata. Se poi te ne serviva ad esempio 50 gr allora compravi la buattella.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0La conzevera non \u00e8 altro che il \u201csucco di pomodoro essiccato al sole\u201d, procedimento che oggi forse non si fa pi\u00f9, tranne qualche agriturismo particolare o qualche contadino.\u00a0 Io la ho visto fare e me lo ricordo chiaramente; da bambino e da adolescente, i miei erano d\u2019uso passare un mese estivo (o luglio o agosto, ma maggiormente agosto) in un paesino dell\u2019alta Irpinia: Monteleone di Puglia, in provincia di Foggia. Esso \u00e8 situato sui monti della Daunia in posizione dominante rispetto all&#8217;alta valle del Cervaro, con i suoi 842 m s.l.m. \u00e8 il comune della regione Puglia pi\u00f9 elevato in altitudine ed \u00e8 il primo della provincia di Foggia che si incontra sulla statale delle Puglie venendo da Ariano Irpino, verso Foggia; una volta era provincia di Avellino. Sono di questo luogo, sia mio cognato (defunto) che mia cognata ancora vivente in Canada, ma torniamo alla \u201cconzevera\u201d.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Ricordo che una volta la settimana, usualmente di venerd\u00ec o forse il sabato, ogni famiglia impastava il pane che era portato in un grande forno comune, sfornato il pane, e spento il fuoco, nel calore rimasto venivano infornate grosse teglie contenenti pomodori. Dopo la cottura i pomodori, raffreddati venivano stesi su grossi lenzuola o teli di cotone, dove avrebbero avuto modo di perdere molta della loro acqua, e cosi restavano per tutta la notte. Al mattino seguente il tutto veniva passato attraverso una moltitudine di setacci e passaverdura e lo raccoglievano in <em>scafaree<\/em> e lo salavano e successivamente lo trasportavano nella piazza principale, la Teglia, cos\u00ec chiamata in quanto vi era un grosso albero di tiglio. Venivano stesi dei panni di telo bianco su le \u201c<em>tavote<\/em>\u201d, ovvero quegli attrezzi da fornaio, costituti in assi di legno con un piccolo bordo dove di mette il pane a lievitare prima di essere infornato e dove si rimette il pane appena sfornato per farlo raffreddare. Su questi teli veniva allargata la salsa a raccogliere per giorni e giorni il caldo sole dell\u2019estate, il tutto era poi ricoperto da veli, in modo per proteggerli dagli insetti e dalla polvere. E il tutto veniva lasciato al sole per giorni. Le donne ogni giorno mescolavano la salsa che sempre pi\u00f9 si addensava grazie al calore del sole.\u00a0 Passati alcuni giorni, 5\/6, o al massimo una settimana, la conserva era pronta che veniva raccolta e portata in casa, qui veniva salata e condita con olio e divisa in \u201c<em>buccacci<\/em>\u201d di terracotta con una patina di olio sulla superficie per non far proliferare le muffe e conservata per l\u2019uso di tutto l\u2019anno. Essa dava corpo e consistenza al rag\u00f9 o altre salse e molto spesso per condire direttamente la pasta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?ssl=1\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"53560\" data-permalink=\"https:\/\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/buattone\/concentrato-di-pomodoro\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?fit=465%2C409&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"465,409\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;allacciateilgrembiule&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1425979570&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;allacciateilgrembiule&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"concentrato-di-pomodoro\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?fit=300%2C264&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?fit=465%2C409&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53560\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?resize=300%2C264&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?resize=300%2C264&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/concentrato-di-pomodoro.jpg?w=465&amp;ssl=1 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0 Foto tratta da internet<\/p>\n<p>si rimanda il lettore a cercare le parole in corsivo nella pagina facebook, o nel sito <a href=\"http:\/\/www.napolinelmondo.org\">www.napolinelmondo.org<\/a><\/p>\n<p>La pagina facebook \u00e8 quella Napoli nel mondo col l&#8217;applicazione cerca, se poi non la si trova usare i motori di ricerca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo vuole riportare alla memoria, alcune usanze, gusti  ormai perduti, quali &#8216;a cunzevera, &#8216;o buattone.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52820,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2275,3,3016],"tags":[3334,3331,3333,3332,3340,3342,3341,3335,3336,3343,3344,3338,3106,3109,3339,3337],"yst_prominent_words":[],"class_list":["post-53557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-napoletanita","category-news","category-parole-napoletane","tag-boite","tag-buatta","tag-buattella","tag-buattone","tag-buccaccio","tag-concentrato-di-pomodoro","tag-conserva-di-pomodoro","tag-conzevera","tag-cunzevera","tag-latta","tag-monteleone-di-puglia","tag-salumiere","tag-scafarea","tag-scafaree","tag-tavota","tag-ugliararo"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Spaccanapoli-1.jpg?fit=553%2C769&ssl=1","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/sESQJ-buattone","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[{"id":53355,"url":"https:\/\/www.napolinelmondo.org\/public\/wp\/cufenaturo\/","url_meta":{"origin":53557,"position":0},"title":"Cufenaturo","author":"presidentenm","date":"27 Gennaio 2020","format":false,"excerpt":"Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate: Cufenaturo: recipiente usato per lavare i panni ( la culata) Come la parola cuofeno o cuofano, anche il cufenaturo deriva da latino cophinus. 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