Parole della lingua
napoletana, quasi dimenticate:
Ruagno o ruagna
Era
un oggetto in genere di terracotta chiamato appunto “ruagna”, che poteva essere
una tazzina o altro, ma comunque sempre di bassissima qualità.
Alcune
ricerche brancolano nel buio al riguardo della etimologia e origini della
parola, penso si possa aderire all’ipotesi che fa derivare questa parola dal
termine greco ruas che indica lo scorrere, in quanto in questi oggetti
di terracotta si facevano scorrere i liquidi.
L’uso di questi contenitori di terracotta più
comune divenne quello di essere un vaso da notte, per cui con il termine ruagno o ruagna si identificava
un pitale o un piccolo vaso da notte.
La
espressione dispregiativa “si ‘na scarda ’e ruagno " stava a significare che non valevi nulla essendo un
“frammento (scarda) di un pitale”
