Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate: 

Scafarèa, Scafareia, Scafareja

La Scafarea o Scafareja è un vaso in terracotta che si allarga verso l’alto, che si usavano, e in alcuni casi si usano tutt’oggi, per mettervi gli alimenti o per conservarli, ma anche nei quali si sminuzza, si lavano ortaggi e stoviglie. Nei più grandi si mettevano in ammollo i panni, in quelli piccoli addirittura si mangiava.  Deriva dal greco Scaphe che si traduce in vaso, tinozza. Anche il latino ha adottato il greco. Infatti si indicavano scaphat i vasi in terracotta. Ancora oggi nei mercatini rionali, sulle bancarelle o nelle vecchie salumerie, specie nella ricorrenza delle festività natalizie non è di rado vedere scafaree piene di papaccecce o sottaceti o olive.

Alcune foto di scafaree tratte liberamente da internet

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