Napoli realtà europea frutto di una seria programmazioneNapoli realtà europea frutto di una seria programmazione

da 15 Set 2011News

Manchester City Football, un club che ha vinto due volte il campionato nazionale, cinque volte la FA Cup, due volte la Coppa di Lega inglese, tre volte il Community Shield ed una volta la Coppa delle Coppe. Mansur bin Zayd Al Nahyan presidente onorario ed il suo collaboratore Khaldoon Al Mubarak presidente esecutivo, proprietari del club, sono riusciti a rendere il Manchester City una delle società più importanti d’Europa con un parco giocatori, attualmente, stimato molte centinaia di milioni di euro.

14 settembre 2011: Etihad Stadium di Manchester si presenta il Napoli di Aurelio De Laurentiis per disputare la prima gara del girone A della Champions League dopo ben 21 anni dall’ultima comparsa del club nell’allora Coppa dei Campioni. Due club e due progetti a confronto per verificare se nel calcio è indispensabile investire cifre iperboliche alla stregua di quanto speso dagli sceicchi arabi per rendere il Manchester City una delle società più importanti d’Europa. Da un primo riscontro emerge che, forse, esiste un’altra strada per rendere competitivo, ai massimi livelli, un club che fa riferimento ad alcuni parametri di assoluta rilevanza in tema di gestione societaria: bilancio consolidato, programmazione attenta, rispetto assoluto dei contratti sottoscritti da giocatori e dirigenti, messa in atto di un laboratorio finalizzato a verificare, periodicamente, la crescita del progetto in relazione ai calciatori facenti parte di un organico che tenga conto delle esigenze della squadra e della continua crescita dei calciatori che ne fanno parte.

Etihad Stadium, termine del match: il Napoli legittima la presenza nell’Europa che conta con una prestazione che pone la società partenopea, a pieno titolo, nella Champions League.
Alcune considerazioni, fatte al termine della campagna acquisti estiva condotta dalla società, non tenevano conto dell’importanza di un’azione di tutto rilievo ovvero che i primi acquisti corrispondevano ai nomi di Ezequiel Lavezzi, Marek Hamsik e Edinson Cavani. Aver trattenuto, all’ombra del Vesuvio, i tre “tenori” ed aver completato un organico che aveva bisogno di essere rafforzato a livello qualitativo e quantitativo non avrebbe dovuto lasciar dubbi sulla possibilità della squadra azzurra di poter ripetere i risultati ottenuti nella scorsa stagione e, magari, migliorarli.

Un sinistro maligno di Kolalarov, al 29′ del secondo tempo su calcio di punizione, ha evitato al Manchester di subire una clamorosa sconfitta casalinga ma il pubblico britannico ha potuto constatare che i Lavezzi, Hamsik, Cavani, Inler, Maggio e Dzemaili possono rappresentare uno spettacolo calcistico degno della platea dove si esibiscono e nel “tempio” dei vari Aguero, Dzeko, Tevez, Silva, Tourè, Kolarov, titolati e super pagati calciatori in forza alla squadra allenata da Roberto Mancini.

Da mettere in risalto l’opera di un allenatore pragmatico e con una visione del calcio in chiave moderna che corrisponde al nome di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano riesce a gestire, nel migliore dei modi, l’organico messogli a disposizione da De Laurentiis con la encomiabile opera di Riccardo Bigon ed inizia ad attuare un normale ed opportuno turnover dando, gradualmente, la possibilità a Pandev, Gargano, Fernandez, Zuniga ed altri calciatori di integrarsi negli schemi della squadra con notevole profitto. Anche ieri sera, Mazzarri ha schierato una squadra in grado di leggere la partita nelle diverse fasi di gioco e di assumere l’atteggiamento più consono alle diverse situazioni che possono verificarsi durante la gara: contenere gli avversari quando si propongono in modo deciso e pericoloso, riprendere la conduzione del gioco allorquando si intravede la possibilità di mettere alle “corde” la squadra avversaria, colpire cinicamente quando si presenta l’opportunità e valutare il momento in cui è necessario effettuare un proficuo pressing. Anche i moduli tattici, a partita in corso ed a secondo degli episodi e delle circostanze, variano per cui dall’iniziale 3-4-2-1, a volte Mazzarri passa ad un 4-4-2 retrocedendo Hamsik sulla linea mediana e Maggio o Dossena nel reparto difensivo. In caso di necessità viene adottato il 3-5-2 in fase di possesso palla che si tramuta in un 5-3-2 in quella di non possesso. Una squadra camaleontica in grado di interpretare anche un gioco spettacolare che viene seguita, con passione, in tutti gli stadi italiani ed europei dalla tifoseria. I tremila tifosi, presenti a Manchester, hanno potuto verificare che stanno vivendo una magnifica realtà e non il sogno che, da decenni, li ha accompagnati nelle tenebre di una nottata triste e piena di incubi.
“Adda passà a’nuttata” recitava il grande Eduardo De Filippo nella suo film “Napoli milionaria”
I magnifici supporters azzurri all’Etihad Stadium hanno capito che, indipendentemente dalla possibilità che ha la squadra di vincere qualche titolo subito o nel prossimo futuro: “‘A nuttata è passata”.

Vincenzo Vitiello
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