Grava: dalla C alla Champions con Napoli nel Cuore

da 8 Dic 2011News

Un calciatore, un gregario al completo servizio di una squadra e dei suoi compagni di gioco, un uomo dalla personalità ineguagliabile, una persona umile caratterizzata da una indiscussa professionalità, un’icona di una vita che appartiene solo alle nostre utopistiche fantasie rivolte ad un ‘Mondo migliore’: GIANLUCA GRAVA.

Gennaio 2005: il calcio ritorna a Napoli dopo una lunga assenza determinata dalle alterne e insoddisfacenti vicende legate ad una Società che, dopo il periodo di Diego Armando Maradona, era precipitata nell’inferno delle serie inferiori per finire, successivamente, in un inevitabile fallimento. Solo un miracolo avrebbe potuto far ritornare all’ombra del Vesuvio il grande calcio. Autore di questo evento straordinario è stato Aurelio De Laurentiis. Un professionista, animato da una grande passione per il calcio e per la città di Napoli, decise di proiettare la sua grande professionalità ampiamente riconosciutagli nel campo cinematografico, nel Mondo del pallone e, tra mille difficoltà, lanciò la sfida ad una parte dell’opinione pubblica che già aveva sancito un difficile e probabile non ritorno del Napoli nel panorama calcistico nazionale. Nazionale? Ma che! De Laurentiis non prestando il fianco ai luoghi comuni si lanciò in una scommessa che, ai più, appariva irrealizzabile: panorama internazionale.

Si dovette iniziare a costruire una società ed una squadra dalle fondamenta con uomini disposti a servire una causa ed un progetto di tutto rilievo:
“Vuoi fare parte del progetto De Laurentiis” … richiesta rivolta, a più calciatori, dall’allora d.g Pierpaolo Marino a cui vanno attribuiti grandi meriti per questa ed altre fasi del progetto. “Direttore, onorato di poter far parte di un progetto tendente a portare il Napoli in alto in Italia e nel Mondo” … avrà risposto Grava. Non tutti gli altri calciatori contattati risposero a tale appello in modo, completamente, disinteressato. Gianluca, si: aveva Napoli ed il Napoli nel cuore.

Grava esordì in serie A il 2 settembre 2007, tra l’altro con la fascia di capitano, contro l’Udinese, nella storica vittoria del Napoli per 5-0 allo stadio Friuli di Udine. In campionato collezionò complessivamente 19 presenze, di cui 13 dal primo minuto. Gravatar, così’ denominato da Raffaele Auriemma, storico telecronista televisivo di un Napoli di cui rappresenta la vera voce del “Popolo partenopeo”, iniziò a capire che la sua scelta, dettata dal cuore, era stata una giusta intuizione, occorreva solo crederci fino in fondo e restare fedele alla causa azzurra.
Fedeltà? Una virtù un impegno morale, con la quale una persona si vincola affinché un legame o un obbligo verso un’altra persona o collettività di persone sia valido. Esso si basa sulla fiducia. Grava non ha solo avuto fiducia verso coloro che hanno creduto nella sue possibilità ma ha ricevuto tanta fiducia da chi, avendo la fortuna di conoscere il vero uomo che rappresenta il suo modus vivendi in modo pragmatico, non hanno perso l’opportunità di valorizzare tale virtù.
Dopo la stagione 2007-2008, Grava comincia a giocare sempre di meno: l’allenatore Reja, infatti, durante la stagione 2008-2009 non lo utilizza in alcuna partita di campionato. Il nuovo mister Roberto Donadoni, tuttavia, decide di riutilizzarlo, per due volte, durante le sue prime partite sulla panchina azzurra. Nella stagione successiva trova il campo con più continuità sia con Donadoni prima che con Mazzarri poi, in particolare, sotto la gestione del tecnico toscano il rendimento di Grava fa registrare un incremento qualitativo, ritagliandosi un ruolo di titolare fisso della compagine azzurra; in campionato colleziona 24 presenze, di cui 22 dal primo minuto.
Sulla sua strada, Grava, aveva trovato una persona a cui stanno a cuore, soprattutto, alcuni valori insostituibili nel mondo del lavoro: continua abnegazione e attenzione, sacrifici anche nei periodi meno favorevoli, tranquillità e disponibilità a mettersi da parte quando le circostanze lo richiedevano, sapersi rimettere in gioco ed essere pronti quando si viene richiamati ad eseguire un lavoro per cui si è, notevolmente retribuiti. Una persona con gli stessi principi morali e professionali del difensore azzurro: Walter Mazzarri.
la stagione successiva di Grava si chiuse anzitempo per una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro Qualche giorno dopo, il 19 gennaio, con opportuno acume e notevole sensibilità verso un calciatore meritevole di tale trattamento, venne annunciato il suo rinnovo con il Napoli fino al 2012.
Grava, torna in campo quasi undici mesi dopo, il 3 dicembre 2011 in Napoli-Lecce e, quattro giorni dopo, esordisce nella massima competizione europea, la UEFA Champions League, subentrando nei minuti finali della vittoriosa partita del Napoli contro il Villarreal.

7 dicembre 2011: Madrigal di Villarreal, uno stadio dove non aveva mai vinto nessuna squadra italiana. Il Napoli conquista, contro la squadra iberica, un importante successo che vale una storica qualificazione agli ottavi di finale della Champions League. Tra gli i magnifici attori interpeti di una magistrale rappresentazione c’è anche Gianluca Grava entrato nel finale di gara ma giusto in tempo per essere uno dei destinatari della standing ovation che i supporters del Napoli hanno riservato alla loro squadra del cuore per l’impresa compiuta in terra spagnola. Grava il riconoscimento lo aveva ricevuto anche qualche minuto al suo ingresso sul terreno di gioco.

Continua la rappresentazione di una favola degna di essere menzionata nel libro cuore: libro per ragazzi, romanzo scritto da Edmondo De Amicis. Libro per ragazzi? Certo, perchè non tutto il Mondo degli adulti è in grado di comprendere quali sono i veri valori della vita. Grava, nel suo piccolo, ha dato ampia dimostrazione di come un sentimento possa essere importante anche nel proprio lavoro al di la degli interessi che soffocano una società che, oramai, ha perso la strada maestra e si dedica esclusivamente ed egoisticamente ad un qualcosa che alla fine della nostra esistenza ci potrebbe autorizzare ad esclamare: “Tutto è niente”.
Gianluca è amato dal popolo napoletano, proprio per aver dato un positivo significato a quella frase con l’aggiunta nel contenitore del tutto di qualche cosa che dia valore alla nostra esistenza…per poter affermare: “Nel tutto c’è anche qualche cosa che ha un valore destinato a dare un senso e dignità alla nostra esistenza”.

Vincenzo Vitiello
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