Ieri, oggi e domani: quando la forza del potere disconosce la tecnologia Ieri, oggi e domani: quando la forza del potere disconosce la tecnologia

da 3 Mar 2014News

tecnologie nel calcio 123Tutto procede con una continuità disarmante e con la convinzione che, per il momento, nulla si può fare per migliorare il gioco del calcio. Non si intravede un minimo di barlume in un cielo costernato di nuvole, che potrebbero indicare il sopraggiungere di un eventuale temporale preoccupante per il Mondo del pallone. Non è bufera, per il momento, ma non vi è, altresì, una grande, pacifica e dimostrativa reazione di fronte ad episodi eclatanti. Non una presa di posizione popolare e nemmeno una efficace azione da parte dei club interessati, ma ancora una volta solo rassegnazione da parte di alcune squadre del campionato italiano penalizzate da errori arbitrali in modo continuo e determinante per l’esito finale dei match in cui erano impegnate.

I (MIS)FATTI-  La Fiorentina -con l’esagerata squalifica di ben quattro giornate inflitta a Borja Valero, per un’espulsione decretata in occasione del match contro il Parma, non è la prima volta che subisce ingiustizie sul rettangolo di gioco.

Il centrocampista viola è un ragazzo che è un esempio, uno dei giocatori più corretti della serie A.

l’Inter, altra squadra che potrebbe ampiamente lamentarsi per calci di rigori non concessi e per la partita giocata contro la Roma, può solo constatare l’evoluzione dei fatti.

La squadra giallorossa, in una ipotetica classifica stilata senza errori arbitrali,  sarebbe prima e deve prendere atto che lottare per lo Scudetto non è cosa semplice, dovendosi confrontare con realtà che esulano dall’aspetto agonistico.

Anche il Torino -in occasione dei due derby e di altri match giocati in questa stagione- ha dovuto registrare varie ingiustizie senza alzare mai il tono delle legittime proteste.

Il Napoli, in un recente passato, è stato più volte penalizzato e costretto a rinunciare ad alcuni obiettivi sognati dalla tifoseria partenopea ed auspicati dalla dirigenza azzurra.

E le squadre medio-piccole? Qui, a volte, si sfiora il dramma. Squadre che, per poter restare nella massima serie italiana, dovrebbero essere garantite -visti i notevoli  sforzi economici sostenuti-  per uno svolgimento regolare di un torneo che ponga rimedio alla probabile sudditanza psicologica degli arbitri verso le big e ad altro.

La Juventus sta dominando il campionato e la sua leadership non può essere messa in discussione, nonostante alcune partite in cui è stata agevolata da direzioni arbitrali insufficienti e sfortunate per le avversarie di turno.

La Vecchia Signora è di gran lunga la squadra più attrezzata per conquistare il titolo tricolore e gli episodi contestati, non solo gettano ombre sullo svolgimento del torneo nazionale, ma penalizzano -in qualche modo-  il trionfo degli uomini di Antonio Conte, proiettati verso la meritata conquista del terzo scudetto consecutivo.

Ombre, sospetti, illazioni varie ed altro a chi giovano? Non certo all’immagine del calcio italiano.

PUGNI DA FAR WEST-  All’Olimpico è andata in scena Roma-Inter oppure un’altra sagra degli errori?

Due episodi che capitano entrambi in area, entrambi potevano portare al calcio di rigore ed anche al cartellino rosso.  Il primo riguarda De Rossi che cerca di agguantare Icardi e poi parte con un destro che colpisce il volto dell’calciatore neroazzurro.

Il secondo chiama in causa Juan Jesus con il pugno dato al fianco di Romagnoli. anche in questo caso col pallone in gioco e dunque passibile di rigore e cartellino rosso come nel precedente caso.  Ed ancora…il contatto Benatia- Icardi: il difensore giallorosso appoggia una mano sulla spalla destra dell’argentino che, nel frattempo, sta cercando di raggiungere il pallone, il calcio di rigore ci stava.

A seguire, quello che ha visto protagonisti Samuel e Destro: l’argentino tocca con il destro il piede destro dell’attaccante della Roma, Samuel perde l’equilibrio, cade e travolge Destro, e questo si che è rigore!

LE SAGRE DEGLI E(O)RRORI- Continuare ad analizzare singoli episodi, portati a testimonianza di ricorrenti situazioni, non produce  altro che definire molte conduzioni arbitrali come ”sagre degli orrori” e non aggiunge o toglie altro a ciò che viene rappresentato, senza soluzione di continuità,  durante le partite di calcio.

A essere coinvolte sono, a turno, varie squadre con uno sfortunato accanimento verso alcune di esse.

Non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima che dirigenti ed allenatori si lamentano per ingiustizie subite ed ampiamente documentate con prove televisive.

In molti  -compresi alcuni dirigenti del Mondo del Pallone- affermano che, prima o dopo, alcune situazioni oggettive si compensano.

Giustificazione del tutto infondate -che andrebbero attentamente verificate e documentate-  perchè bisognerebbe rilevare il contesto in cui queste presunte compensazioni avvengono e la loro ricaduta sul regolare svolgimento dei campionati: altri errori che sommati ai precedenti determinano un peggioramento della situazione.

 

TECNOLOGIE NECESSARIE NEL CALCIO- Più volte è stato richiesto l’intervento della tecnologia ma i poteri forti del calcio si sono sempre opposti ed i dubbi nascono spontanei: per quale motivo non si può ricorrere all’ausilio delle nuove tecnologie, già adottate in altri sport?

Le giustificazioni al diniego di queste legittime richieste lasciano il tempo che trovano.

Giustificazioni, a volte puerili, riguardanti  le eventuali interruzioni nel corso delle gare, …gli errori fanno parte di un gioco che ha retto, fino ad ora, in questo modo, …le partite sarebbero soggette a continue interruzione, …chi sarebbe adibito a tale intervento? Tutti alibi che tendono a conservare e blindare il Mondo del pallone per conservare, forse, privilegi  sempre più inattaccabili a causa del potere che scaturisce dalla situazione attuale.

Non si può avere nemmeno un barlume di trasparenza, in grado di  rasserenare l’opinione pubblica, da parte dell’ AIA, che potrebbe  consentire agli arbitri qualche minuto di comunicazione al termine di alcuni match per chiarire, nel caso fosse utile e necessario, eventuali episodi discutibili o poco chiari. Ma che! E le reiterate designazioni arbitrali per i direttori di gara più chiacchierati e, conseguentemente, poco sereni? A volte vengono riproposti, senza soluzioni di continuità per dirigere le squadre che, involontariamente, hanno aiutato con le loro sfortunate decisioni. Tutto deve restare così com’è! Per cui: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare…

C’E’ SPERANZA PER IL FUTURO?- Situazione ampiamente compromessa a cui dobbiamo rassegnarci?

Il tutto lascia presupporre di si. Ci  saranno tanti altri casi, perchè il calcio, come altri aspetti riguardanti il quotidiano, deve restare così, per volontà di qualche eventuale potere forte che stabilisce le regole del gioco.

Una qualsivoglia, legittima, trasparente e non penalizzante per il gioco del calcio -che invece secondo alcuni deve restare con le regole attuali-  innovazione non può trovare lo spazio che meriterebbe ampiamente.

Cambiamenti che apporterebbero tranquillità in un mondo che, da molto tempo, è oggetto di insinuazioni, processi vari e manifestate certezze, farebbero saltare in aria tutto ciò che, forse, è stato costruito ad arte per conservare alcuni o tanti benefici a favore di singoli o gruppi, probabilmente identificati, ma mai pubblicamente smascherati con prove chiare,esaustive ed inoppugnabili.

LA FIFA INIZIA A MUOVERSI- Da anni c’è chi invoca l’uso di strumentazione tecnologica contro i “gol fantasma”. La FIFA ha scelto un produttore inglese e lo strumento farà la sua apparizione in Brasile nel prossimo Mondiale. Innovazione alla quale ha dato un grande contributo anche il CNR con la collaborazione di Giampaolo Pozzo, imprenditore e dirigente sportivo.

Ed allora, perchè attendere passivamente che altri prendano alcune decisioni  -ancora non allargate ad altri interventi strutturali in ambito tecnologico- necessarie per mettere fine a spettacoli -quelli si!– che deturpano il gioco del calcio.

Sono interventi  improcrastinabili, che solo chi non vuole vedere si ostina a disconoscerli!

La storia non fa sconti a nessuno e chi si renderà responsabile di tali scempi dovrà, prima o dopo, fare i conti con il giudizio di coloro che li segnaleranno come interessati responsabili di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.

La moviola in campo, strumento più volte richiesto da più parti, viene boicottata anche da qualcuno che non si fida per un eventuale utilizzo da parte di coloro che dovrebbero essere deputati al controllo? Semplice la risposta: se ci dobbiamo fidare di alcune decisioni prese istantaneamente da una sola persona, perchè non fidarsi di immagini che, in altri sport, hanno chiarito moltissime situazioni senza che vi sia stata la minima protesta per la decisione scaturita dall’osservazione del mezzo tecnologico?

Vi potrebbero essere situazioni poco chiare e di difficile interpretazione, ma sicuramente rappresenterebbero un minima parte rispetto quelle che sono o sarebbero eclatanti a tutti gli effetti.

Interruzioni del gioco? Si avrebbero solo in pochi casi, come avviene anche ora per le reiterate proteste di calciatori ed allenatori. D’altro canto, anche con le regole attuali, un giudice di porta o un qualsiasi collaboratore di linea può interrompere il gioco -in qualsiasi momento-  per segnalare all’arbitro un qualcosa di irregolare.

LA RESA DEI CONTI- Tranquilli! Tanto prima o dopo, capiterà a tutti o quasi…, a seconda delle circostanze. La tecnologia non si può applicare al calcio per i motivi sopraindicati e addotti dai soliti veri controllori del gioco più amato dagli italiani? Cari Signori, raccontatevelo tra voi, non crediamo al Mondo delle favole ovvero a quelle che terminano con un lieto fine …non per noi ma per voi!

”Vox populi, vox Dei” :  L’antico proverbio stabilisce la verità di una cosa, quando il popolo è concorde nell’affermarla.  Sperando che il buon senso si rifaccia a questa locuzione latina … non resta altro che attendere.

Ieri, oggi e domani, la forza del potere disconosce la tecnologia: ai posteri l’ardua sentenza!

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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