Mazzarri si affida al processo di integrazione per un grande Napoli

da 17 Lug 2011News

“Sono entusiasta di lavorare con questo gruppo. Ho la netta sensazione di avere giocatori che vogliono mettersi a disposizione del gruppo ed al servizio della squadra. Per me il processo di integrazione è fondamentale”. Questa è una delle frasi pronunciate da Walter Mazzarri nell’odierna sua prima conferenza stampa nel ritiro di Dimaro.

E’ un concetto molto significativo, quello espresso dall’allenatore toscano, che non è stato pienamente recepito da tutto l’ambiente napoletano. Un costante processo di integrazione per creare un gruppo compatto ed affiatato è una situazione essenziale ad una chimica di squadra a cui molti grandi allenatori si sono riferiti in un recente passato, in primis Arrigo Sacchi, e si attengono tutt’ora come José Mourinho che, nella sua Inter, aveva coniugato alla perfezione il talento dei calciatori neroazzurri con un complesso squadra indispensabile per vincere tutto ciò che ha portato nella già ricchissima bacheca del Club di via Turati.

La recente eliminazione dell’Argentina di Lionel Messi nella ‘Copa America’ dovrebbe far riflettere su un aspetto importante del calcio e domandarsi come mai il fuoriclasse argentino nel Barcellona, colleziona successi e riscuote tantissimi consensi? Nei blaugrana Messi è inserito in una squadra che, oltre ad avere campioni indiscussi, possiede un’organizzazione di gioco perfetta ed un affiatamento che è stato, meticolosamente, curato nel corso degli anni.
Il vivaio del Barcellona è, attualmente, uno dei migliori al mondo. Ha prodotto giocatori che tuttora sono pilastri fondamentali della squadra catalana, come il capitano Carles Puyol, il centrocampista centrale Xavi, l’attaccante argentino Lionel Messi, il centrocampista Andres Iniesta, Josep Guardiola, ex centrocampista, ora allenatore proprio del Barcellona; Cesc Fabregas, centrocampista e capitano dell’Arsenal; Mikel Arteta, centrocampista dell’Everton; Gerard Pique, centrale difensivo del Barcellona; Pedro, attaccante del Barcellona e della Spagna; Victor Valdes, portiere del Barcellona e secondo portiere della Spagna; Bojan Krkić, attaccante del Barcellona e Thiago Motta, centrocampista brasiliano dell’Inter.
Molti giocatori della cantera catalana sono rimasti al Barcellona (Pique, Valdes, Messi, Pedro, Iniesta, Xavi, Puyol), altri hanno preferito spostarsi in altri club ma il risultato non è cambiato: il Barcellona sempre al vertice del calcio continentale.

E’ prematuro valutare se Aurelio De Laurentiis riuscirà a costruire un Napoli modello Barcellona ma la volontà nel realizzare qualcosa, che in Italia ancora non è presente, traspare continuamente nelle dichiarazioni e nel suo operato. Con Walter Mazzarri, il presidente, ha trovato un allenatore in grado, non solo di condurre il Club nella massima competizione continentale ed ai vertici del calcio nazionale, ma un tecnico dotato di carisma ed in grado di motivare e recuperare i suoi uomini sotto il profilo di un citato processo di integrazione necessario alla formazione di una grande squadra.

Vincenzo Vitiello
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