Dopo una settimana di polemiche conseguenti all’inopinata sconfitta subita contro il Chievo Verona, sarebbe troppo facile reiterare le critiche verso Walter Mazzarri dopo il pari imposto alla squadra azzurra dalla Fiorentina al San Paolo.
Nel calcio vi è una stretta relazione tra risultati positivi e condizione psicofisica dei giocatori per cui una vittoria al Bentegodi avrebbe posto la squadra in una condizione tale da far accettare con tranquillità un eventuale pareggio contro un’ottima Fiorentina. Non a caso Zuniga, impiegato poco ad inizio stagione, dopo Verona ancora una volta è stato il migliore del Napoli e ci sono tutti i presupposti affinchè il laterale possa continuare in tal modo: Juan Camilo, più gioca e più fornisce ottime prestazioni.
Bene fa Mazzarri a tenere in opportuna considerazione le indicazioni del preparatore atletico Pondrelli che, per la grande professionalità, ha permesso alla squadra di avere una preparazione fisica ottimale in questa e nella precedente stagione. Se Pondrelli ha indicato al tecnico toscano i giocatori bisognosi di un turno di riposo, Mazzarri ha effettuato, a Verona, un saggio turnover ma alcune considerazioni potrebbero ricadere sulla campagna acquisti estiva. Mazzarri era consapevole della impegnativa stagione che avrebbe atteso i suoi uomini impegnati su diversi fronti: campionato, Champions League, Coppa Italia e rispettive Nazionali.
“Il turnover di Verona e’ stato necessario. Campagnaro ha riposato due giorni, necessari per evitare uno strappo. Santana, Pandev e Mascara al top? Difficile fargli trovare il ritmo in spezzoni di gara”. Ha affermato, giustamente, l’allenatore al termine della partita contro la Fiorentina. Alla luce di queste dichiarazioni resterebbero due ipotesi per recuperare giocatori necessari alla causa azzurra: farli giocare dal primo minuto, alternativamente, per poi decidere, nel corso della gara se insistere con il loro utilizzo o continuare a proporre il massiccio turnover effettuato a Verona.
Viene da chiedersi se, indipendentemente, dal loro effettivo valore tecnico e dalle prestazioni pregresse nelle rispettive squadre di appartenenza, i vari Santana, Pandev, Mascara sono state oculate scelte di mercato. Santana deve recuperare una condizione fisica ancora precaria per i numerosi infortuni subiti nelle precedenti stagioni. Pandev è alla ricerca, invece, della condizione psicofisica e le giuste motivazioni per ritornare a fornire prestazioni alla stessa stregua di quando militava nella Lazio. Mascara, nel Catania, giocava con continuità ed era inserito in una squadra che, avendo bisogno del grande contributo di Giuseppe, offriva all’attaccante il giusto sostegno.
Fideleff deve rendersi conto di quale attenzione richiede il campionato italiano e le incertezze avute contro la Fiorentina fanno intuire che deve crescere molto per calcare i campi italiani ed europei: Cerci ha dato una chiara indicazione dei limiti del difensore argentino.
La piazza napoletana rumoreggia dopo le ultime due partite degli azzurri ma il pubblico del San Paolo ha dimostrato una grande maturità applaudendo i calciatori azzurri al termine del match contro i viola oltre a far intuire un aspetto fondamentale per la crescita di tutto l’ambiente e, conseguentemente, della propria squadra del cuore: eccedere in critiche distruttive non porta a nulla, sostenere la squadra ed il suo allenatore in momenti difficili potrà giovare alla risoluzione di alcuni problemi.
Il “laboratorio Napoli” è attivo come non mai. Saprà mettere a frutto le prime indicazioni ricevute in questo inizio di stagione e, per i correttivi nel caso se dovessero essere necessari, provvederà al momento giusto. Le analisi parziali sono utili per correggere alcuni errori ma non danno l’indicazione complessiva di un progetto che, fino ad ora, ha rispettato gli obiettivi societari ed i tempi di realizzazione. I media, gli opinionisti e la tifoseria dovrebbero attenersi alle analisi globali, le uniche che possono permettere di stilare un bilancio completo attinente alle aspettative della società e dei tifosi.
Napoli non deve dimenticare, frettolosamente, i meriti di Mazzarri, un tecnico che ha permesso ai tifosi azzurri di realizzare un grande sogno: partecipare alla massima competizione europea dopo 21 di assenza. Un allenatore che, avendo una grande serenità di spirito, non bada alle lodi nè alle critiche perchè, avendo la coscienza pulita, lavora con concentrazione e continua abnegazione ad un progetto che gli appartiene avendo posto i primi mattoni per un grande Napoli.
Vincenzo Vitiello
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