Un lungo e convito applauso dei settantamila tifosi napoletani presenti al San Paolo, al termine dell’incontro che ha visto il Napoli soccombere contro l’Udinese, ha un significato ben preciso: un ringraziamento per tutto ciò che la squadra ha fatto fino ad ora.
Il popolo partenopeo era cosciente che un Napoli Campione d’Italia era presente solo nei sogni di una tifoseria desiderosa di rivivere, al più presto, i fantastici momenti vissuti in altra epoca. La realtà è diversa ma non troppo lontana da una situazione che potrebbe, a breve, vedere la squadra raggiungere il titolo tricolore e, forse, qualche altro prestigioso traguardo.
Il massimo obiettivo del club di De Laurentiis era e resta la conquista di una posizione in classifica valida all’accesso della Champions League della prossima stagione. Un traguardo che, se raggiunto, rappresenterebbe un evento eccezionale di una società che, in soli cinque anni, dalla serie C raggiunge la qualificazione alla massima competizione continentale.
Ieri sera, si è intuito subito che, difficilmente, il San Paolo avrebbe potuto rivivere una delle magiche notti in cui il Napoli, in varie fasi di questo ed altri campionati, ha fornito ottime prestazioni ottenendo importanti successi.
L’Udinese, nonostante le assenze di Di Natale e Sanchez, ha trovato l’assetto giusto per imbrigliare la squadra azzurra. Guidolin ha schierato la formazione friulana con un 4-4-1-1 che presentava Denis unica punta e Pablo Armeno, alle spalle di German, tra le linee. Il calciatore colombiano è stata la mossa determinante a far saltare il dispositivo tattico degli avversari.
Il Napoli, non abituato a sostenere ripetuti esami, ha accusato una flessione a livello psicofisico in particolar modo nei due calciatori simbolo della squadra: Lavezzi e Cavani.
Ezequiel, non in pefette condizioni fisiche, tranne un perentorio tiro in porta deviato magistralmente in angolo da Handanovic, ha fornito una prestazione insufficiente, anche come assist-man, avendo sbagliato appoggi, aperture ed assist verso i compagni di squadra.
Con una Udinese ben racchiusa nella propria metà campo, sono venuti a mancare anche quelle situazioni di superiorità numerica, solitamente determinate dal ‘Pocho’, necessarie a scardinare il reparto difensivo friulano. Anche Cavani , sin dai primi minuti di gioco, ha destato la sensazione che non era in condizione per poter ricoprire, ancora una volta, le vesti dell’infallibile bomber in grado di capitalizzare, nel migliore dei modi, il lavoro dei compagni di squadra.
Nella notte del San Paolo, è brillata una stella che, probabilmente, farà parte, nella prossima stagione, della costellazione del cielo napoletano: Gökhan Inler.
Il centrocampista svizzero di origini turche ha confermato di possedere personalità ed intelligenza tattica e potrebbe, nel caso venisse acquistato dal Napoli, completare un centrocampo dove la quantità prevale sulla qualità. Yebda, Gargano e Blasi con i dovuti distinguo si esprimono, molto bene, in fase di contenimento della manovra avversaria e l’unico centrocampista che riesce, contemporaneamente, ad interdire e costruire gioco è Michele Pazienza. Troppo poco per un club che ambisce ad occupare un posto di rilievo nel panorama calcistico italiano ed europeo.
“Un incidente di percorso ci può stare. Voglio sottolineare che, nonostante tutto, abbiamo cinque punti in più rispetto al girone di andata” Queste le prime dichiarazioni, riportate dal CorrieredelloSport, di Walter Mazzarri al termine dl match. Le affermazioni del tecnico rappresentano un dato di fatto incontrovertibile. Il Napoli sta disputando un magnifico campionato ed una battuta di arresto ci può stare soprattutto in considerazione del fatto che, in altre occasioni, i giocatori azzurri sono riusciti, prontamente, a rialzarsi.
“Una scena toccante, l’applauso dei settantamila del San Paolo? L’ho notato e l’ho gradito – prosegue Mazzarri- Ma io l’avevo detto che si era creata una bella sinergia con l’ambiente. Si sentono tutt’uno con la squadra. E’un solo insieme”.
Un aspetto importante e necessario a garantire il processo di crescita del Napoli.
Vincenzo Vitiello
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