Il poeta Aniello Califano, autore nel 1915 di ‘O surdato ‘nnammurato scrisse il testo di una celeberrima canzone che, nel corso dei secoli, ha rappresentato nel Mondo la musica napoletana ed italiana. La canzone descrive la tristezza di un soldato che combattendo al fronte durante la Prima guerra mondiale soffre per la lontananza dalla donna di cui è innamorato. Il sentimento, tutto partenopeo, unito ad un significato che va oltre il testo, descrive l’anima di un popolo dedito ad esprime tutte le proprie ataviche sofferenze, ed è stato apprezzato in tutti i continenti. In Europa, in America ed in altre lontane terre, ‘O surdato ‘nnammurato viene, giustamente, riconosciuto ed apprezzato non solo per il valore intrinseco a livello musicale ma per un significato che rispecchia la poesia che è in grado di estrinsecare un popolo ricco di tradizione, cultura, fantasia, folklore ed altro. Oje vita, oje vita mia…Oje cor ‘e chistu core…Si’ stata ‘o primmo ammore…E ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me! Un ritornello che viene cantato ovunque ci sia bisogno di sottolineare l’amore verso qualcosa che merita tale sentimento.
La ricchezza del popolo partenopeo fa si che oltre alla canzone di Califano anche ‘O sole mio di Enrico Caruso ed altri motivi potrebbero rappresentare l’Italia in campo mondiale. Il popolo partenopeo, molto legato alle proprie tradizioni, anche in campo calcistico, ha adottato, da moltissimi anni, la canzone come inno sportivo ed, orgogliosamente, ne va fiera per l’originalità di un testo storico che ben si addice a descrivere il legame tra una città e la sua popolazione.
Napoli non ha bisogno per schernire, goliardicamente, gli avversari calcistici di mutuare, da altre realtà, canzoni o poesie. Napoli è ricca di tradizioni e possiede un folklore che va oltre il significato poco edificante di uno scherno dal sapore umiliante per chi lo propone e non per chi lo subisce.
Di fatto, allo Juventus Stadium ed all’Olimpico, i tifosi della Juventus e della Lazio hanno deciso di festeggiare la meritata vittoria delle loro squadre preferendo ‘O surdato ‘nnammurato ai tanti inni musicali che, nel rispetto delle tradizioni piemontesi e romane, avrebbero potuto mettere in risalto l’identità di due popoli ricchi di musicalità.
Napoli non si sente umiliata, come da intenzione dei promotori di tali iniziative, da atteggiamenti che non hanno, assolutamente, la valenza del legittimo scherno goliardico in campo sportivo, Napoli esce rafforzata da tali manifestazioni e prende atto che ‘O surdato ‘nnammurato potrebbe diventare un inno di molte tifoserie che, finalmente, riconoscono ai napoletani i giusti meriti in campo musicale e non solo.
Aniello Califano ha vinto anche nello sport ed i napoletani, riservando al San Paolo agli avversari di turno la loro ineguagliabile ironia, potranno essere orgogliosi delle loro tradizioni
http://www.youtube.com/watch?v=KAImMLplrPI
Vincenzo Vitiello

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