Rafa Benitez, un lusso per il campionato italiano?Rafa Benitez, un lusso per il campionato italiano?

Rafa Benitez, un lusso per il campionato italiano?Rafa Benitez, un lusso per il campionato italiano?

Benitez 12

E’ bastato un rocambolesco pareggio ottenuto dal Bologna contro il Napoli, con un goal anche contestato dagli azzurri, per scatenare ‘crociate mediatiche’ contro Rafa Benitez. Vari opinionisti, dimenticando tutto ciò che ha portato l’allenatore spagnolo a Napoli, adducono a pretesto il risultato ottenuto dalla compagine partenopea al Dall’Ara, per sciorinare il loro sapere con tesi poco gratificanti ed, involontariamente, destabilizzanti per l’ambiente partenopeo.

Forse, se l’ispirato Bianchi, autore di una doppietta, non fosse stato messo in condizione di realizzare la rete del pareggio della squadra felsinea, staremmo a glorificare, ancora una volta, un allenatore in grado di far esprimere ai suoi calciatori un gioco che nulla a che vedere con i moduli e schemi opportunistici molto in uso nel campionato italiano.

Napoli ha ben compreso che, finalmente, all’ombra del Vesuvio si può apprezzare, forse, la migliore rappresentazione del gioco più amato dagli italiani, e le molte polemiche che stanno coinvolgendo Benitez in questi giorni non faranno presa su di un popolo molto attento e competente al punto da comprendere che il tecnico è in grado, con il tempo, di conquistare traguardi importanti attraverso un gioco spettacolare e redditizio.

A Bologna, è pur vero, se a pochi minuti dal termine del match, Benitez avesse provveduto ad effettuare un cambio, magari inserendo un difensore, avrebbe probabilmente portato a casa tre punti importanti.

Ma, è inevitabile porsi una domanda: una  squadra che, dopo aver rimontato lo svantaggio maturato nel primo tempo, recupera e ribalta il risultato dominando la partita dal primo minuto al 90′ oltre a  giocare, addirittura, in superiorità numerica l’ultima parte della gara, non è in grado di conquistare la vittoria?

Se la risposta, maturata da un’attenta analisi tecnica, porta ad una deludente e negativa conclusione, allora, Benitez ha operato bene dimostrando che il calcio si gioca su altri presupposti.

In Italia non è possibile farlo? Allora ben vengano allenatori in grado di portare innovazioni ed il giusto modus operandi in uso in altri Paesi.

”Al Napoli manca  la rabbia agonistica dimostrata dalla Juventus dalla  Roma ed, in parte, anche la Fiorentina”… scrivono alcuni media, dimenticando che la compagine partenopea, in più circostanze, opera un pressing alto portato sui portatori di palla avversari, difende con il baricentro molto alto, gestisce il gioco con un continuo possesso palla -non sterile come qualcuno afferma-  in grado di finalizzare la manovra con i quattro attaccanti e centrocampisti che non osservano una posizione statica sul terreno di gioco, ma effettuano continui spostamenti ed un gioco senza la palla.

Cari opinionisti, il calcio, fermo restando la conservazione della spettacolarità, può essere interpretato in vari modi e se Juventus, Roma e Fiorentina ci aggiungono una cattiveria sportiva superiore a quella che utilizza il Napoli, forse e ripeto forse, hanno la necessità di avere questa componete atletica in più per raggiungere certi traguardi.

 

Vada aventi col suo credo Rafa Benitez! I risultati si analizzano al termine di un lavoro ed in caso non fossero corrispondenti alle altrui aspettative, saranno i dirigenti azzurri a valutare l’operato del tecnico a fine stagione.

 

La considerazione da fare, invece, è un’altra: il Napoli, da troppi anni considerato da molti come l’eterna incompiuta – per mancanza di qualche giocatore essenziale al completamento dell’organico – ha messo a disposizione di Benitez, una rosa in grado di ottemperare agli obiettivi, forse pianificati, dal club azzurro ad inizio stagione, ma, sicuramente nella mente di un popolo che da troppi decenni soffre per la mancanza di trofei conquistati?

 

Aurelio De Laurentiis è un grande imprenditore e – come tale –  è in grado di comprendere che il fair play finanziario, ottemperato alla perfezione, è solo il presupposto necessario per conquistare i necessari trofei che contraddistinguono una blasonata big del calcio italiano ed europeo da un club con sani bilanci, ma non in grado di inserirsi al tavolo dei vincitori.

 

Il presidente ha idee innovatrici da portare nel Mondo del pallone e non può farsi scappare l’occasione di avere alla guida della sua squadra, un allenatore all’avanguardia in Italia ed in Europa.

 

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

 

 

Squadre italiane in Champions League…nel segno del destinoSquadre italiane in Champions League…nel segno del destino

Squadre italiane in Champions League…nel segno del destinoSquadre italiane in Champions League…nel segno del destino

Champions Legue 7‘Il destino mescola le carte e noi giochiamo: afferma una citazione di Arthur Schopenhauer. A mescolare le carte, prima delle partite di Champions League, valide per definire la griglia delle squadre partecipanti agli ottavi di finale della massima competizione continentale, sembra che sia stato proprio il destino che ha riservato un finale degno delle migliori rappresentazioni, contraddistinte da patos ed amarezza, a due delle squadre che rappresentavano l’Italia nel torneo: Juventus e Napoli.

La terza squadra, il Milan, pur restando in dieci uomini, a causa del’espulsione di Montolivo al 22′ del primo tempo, ha rispettato i pronostici pareggiando con l’Ajax  e qualificandosi al turno successivo dopo aver disputato il match all’insegna della determinazione, concentrazione e duro impegno finalizzato a  raggiungere un traguardo che potrebbe determinare una svolta nella stagione di una compagine che, fino ad ora, ha avuto molte difficoltà in campionato ed un andamento altalenante in Champions.

Milan, agli ottavi i finale, mentre Juventus e Napoli,  abbandonano il grande  palcoscenico  europeo, e dovranno percorrere un’altra strada parallela, ma di minor prestigio, quale è l’Europa League.

E’ la prima volta nella storia della Champions League che l’Italia raggiunge gli ottavi di finale soltanto con una squadra.

Cose turche, una partita su un “non campo”: urla -con giuste motivazioni-  il sito della Juventus.

Come non allinearsi al pensiero di tutto l’ambiente bianconero dopo che la partita con il Galatasaray, importantissima e decisiva per il prosieguo del cammino nell’Europa che conta, è stata, prima rinviata, a causa delle pessime condizioni del terreno di gioco, dovute ad una persistente nevicata, e poi disputata il giorno dopo -senza che vi fosse il giusto tempo per ristabilire le condizioni sufficienti ed adeguate allo  svolgimento di una gara di notevole rilevanza-  su di un campo in condizioni pessime.

La squadra, bianconera, comunque,  aveva compromesso il suo cammino in occasione della partita pareggiata con il Copenaghen in Danimarca ed il match disputato allo Juventus Stadium contro il Galatasaray  allorquando, in vantaggio per 2-1, si è fatta raggiungere dalla squadra turca.

Nel calcio, ad ogni modo, è lecito inciampare qualche volta ma è doveroso permettere ad una squadra di rialzarsi e rimediare ad alcune situazioni. Ben sappiamo, però, che il baraccone, sostenuto da un  circuito mediatico che non ammette deroghe al proprio iter contraddistinto da interessi  vari, non poteva fermarsi, e fare in modo che la Vecchia Signora potesse giocarsi le sue carte nelle migliori condizioni: una garanzia che non è stata data da coloro che erano preposti alla buona riuscita dell’evento calcistico.

Il destino mescola le carte e noi giochiamo”:… ed il destino ha provveduto a mischiare le carte in modo tale da consentire alla squadra turca di accedere agli ottavi di finale della competizione europea.

 

La  dea bendata in collaborazione con il fato, invece, al San Paolo ha compiuto un capolavoro, frutto di una velata ed oscura regia che, non soddisfatta delle difficoltà che ha incontrato il Napoli in un girone di ferro composto da alcune tra le maggiori squadre europee, ha riservato ai partenopei un finale degno delle migliori rappresentazioni teatrali inerenti a commedie con finali tragici e commoventi.

A pochi minuti dalla fine del match  tra il Napoli e l’Arsenal, i giocatori azzurri, Rafa Benitez e tutto il popolo partenopeo credevano nella realizzazione di un sogno, di un’impresa disperata giudicata da molti impossibile: Napoli in vantaggio sull’Arsenal, pareggio tra Olympique Marsiglia e Borussia Dortmund con la squadra partenopea che, per effetto di questi risultati, era qualificata agli ottavi di finale, e poi… tutto cambia con il successo, nel finale di gara, del Borussia a Marsiglia.

Beffa? Amaro destino? Solo coincidenze che, forse, per la prima volta nella storia della Champions, mettono la parola fine al cammino di una squadra che meritava il passaggio del turno: IL NAPOLI!

Dodici punti, capolista del girone insieme ad Arsenal e Borussia, netta e convincente vittoria, nella notte del San Paolo, contro una delle migliori formazioni continentali, non sono bastati alla squadra azzurra per continuare l’avventura europea.

A Schopenhauer fa eco Dag Hammarskjöld: Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro”: riflessione ed auspicio per un futuro migliore riguardante il calcio italiano.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”

Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”Mandato (ag. FIFA): ”Juve la più forte. Milan, società ambigua. Napoli vincente con Benitez, Fiorentina nota lieta. L’Inter è dietro”

Siamo giunti ad un terzo della stagione calcistica e già si possono fare i primi bilanci per quanto riguarda obiettivi ed aspettative dei maggiori club italiani. Per aver un autorevole parere in merito, EuropaCalcio.it ha intervistato, in esclusiva, Tommaso Mandato agente Fifa e presidente Sportform: 

La Juventus ha ripreso la marcia irresistibile che ha caratterizzato il cammino della squadra bianconera negli ultimi due anni.  Antonio Conte  ha inculcato, anche in questa stagione, ai suo ragazzi  la ‘fame di vittorie’ ben essendo a conoscenza che un campionato affrontato con la giusta determinazione permette ad una squadra di essere competitiva anche in Europa. Assisteremo, ancora, ad un torneo nazionale  targato “Vecchia Signora” oppure ci sarà la possibilità, da parte di qualche squadra, di contrastare il percorso del Club di Corso Galileo Ferraris fino al termine del torneo nazionale in corso?

“La Juventus per qualità e quantità di organico, per affiatamento ed amalgama dei calciatori, ma soprattutto per la mentalità vincente, inculcata dal proprio allenatore, tanto poco simpatico quanto bravo, resta la più forte anche in questa stagione nel nostro campionato. Il “gap” con le altre contendenti (Roma e Napoli) è ancora evidente e sarà difficile poterlo colmare almeno in questa stagione. Discorso diverso a livello Europeo, dove la Juve paga a sua volta una certa differenza con gli squadroni di prima fascia, rappresentando in pieno la differenza attuale che caratterizza il calcio italiano nei confronti soprattutto delle squadre spagnole e tedesche che restano le mie favorite anche in Champions”.

Il Milan, pur con le ultime  vicende societarie riguardanti il capitolo “Galliani”  -risolte prontamente da Berlusconi-   ha vinto e convinto a Catania, invertendo il trend di risultati negati che stavano facendo precipitare la squadra in una posizione di classifica non consona al blasone del club rossonero. Come, nelle precedenti stagioni, il Milan potrà effettuare una rimonta verso le prime posizioni  della classifica?

“Non credo che la vittoria di Catania possa essere un test attendibile per capire se il Milan è uscito dalla crisi e possa riprendere la stessa marcia di rincorsa dell’anno scorso. Credo che le ambiguità societarie non portino assolutamente la serenità necessaria per compiere “un Miracolo simile”, e questo si ripercuoterà sulla continuità di risultati chiaramente necessaria, anche se Campioni come Kakà e Balotelli possono consentire di vincere contro chiunque”.

L’importante successo ottenuto dal Napoli, contro la Lazio, permette alla squadra azzurra di trovare un pò di tranquillità, dopo aver subito tre sconfitte consecutive, e di non perdere ulteriore terreno nei confronti di Juve e Roma.  In attesa del pieno recupero di Zuniga e Mesto, oltre ad attendere che si avveri ciò che Benitez ha detto,  ieri in conferenza stampa, al termine di Lazio-Napoli:   “Il mercato di gennaio? Vediamo se i Re Magi arrivano con qualche regalo“… quali potrebbero  essere i regali in grado di far volare, verso mete tanto agognate dalla tifoseria,  una squadra guidata,  ottimamente, dal grande tecnico spagnolo?

“La vittoria del Napoli ieri sera all’Olimpico è molto più importante di quello che può sembrare… Innanzitutto arriva dopo tre sconfitte consecutive, arriva fuori casa (quinta vittoria della stagione), arriva con una doppietta del suo calciatore maggiormente monitorato, ma arriva soprattutto attraverso la naturale e confermatissima disposizione tattica di Rafa Benitez, a dimostrazione che il suo credo calcistico è frutto di convinzioni e certezze maturate in un curriculum sportivo condito da tantissime vittorie a livello internazionale. Il Napoli è una buona squadra, che deve essere sicuramente rafforzata, nell’ottica di un progetto di crescita che se garantito dalla presenza e condivisione di questo tecnico, potrà dare ai tifosi napoletani, tantissime soddisfazioni”.

Inter e Fiorentina quale ruolo possono interpretare nel campionato in corso?

“Sull’Inter dico che Mazzarri sta facendo un ottimo lavoro, confermando le sue grandi doti di motivatore, essendo riuscito a rivitalizzare giocatori come Alvarez o Jhonatan, ma sinceramente se non si fanno investimenti concreti e sostanziosi nel prossimo mercato, difficilmente i nerazzurri potranno competere per le primissime posizioni. Discorso diverso per la Fiorentina, che resta davvero una delle note più liete del nostro campionato, evidenziando quasi sempre una fluidità di gioco quasi spettacolare, e se l’ambiente fiorentino lascia lavorare Montella, i Viola con “gioielli come Rossi e Cuadrado”, potranno continuare a togliersi grandi soddisfazioni…….”.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

http://www.europacalcio.it/news/esclusiva-mandato-ag-fifa–juve-la-piu-forte-milan-societa-ambigua-napoli-vincente-con-benitez-fiorentina-nota-lieta-linter-e-dietro-32292.html

Fantasiosa ipotesi di mercato riguardante Cavani alla Juve: quando i sogni superano la realta’!Fantasiosa ipotesi di mercato riguardante Cavani alla Juve: quando i sogni superano la realta’!

Fantasiosa ipotesi di mercato riguardante Cavani alla Juve: quando i sogni superano la realta’!Fantasiosa ipotesi di mercato riguardante Cavani alla Juve: quando i sogni superano la realta’!

Tanta fantasia e forse poca consistenza in molte notizie di calciomercato che appaiono, quotidianamente, sulla stampa nazionale. E’ di oggi l’ennesima indiscrezione di mercato riferita da Tuttosport: una vera e propria bomba di calciomercato che merita un approfondimento serio indipendentemente dalla veridicità  o meno di una voce che tanto rumore fa ma, probabilmente, senza alcun effetto futuro o ricaduta che si voglia.

Il quotidiano sportivo torinese, sempre attento e propositivo per le faccende di “casa Juve”, scrive che  ”ci sarebbero spiragli per un passaggio di Edinson Cavani alla Juve. L’uruguaiano è un affare difficile non impossibile per il quotidiano torinese, i bianconeri proverebbero ad inserire nella trattativa tre calciatori: Matri, Marrone e Giovinco più 40 miloni dilazionabili”.

Questa ipostesi di mercato non tiene presente la volontà, piu’ volte ed in ogni circostanza, manifestata dal presidente Aurelio De Laurentiis di non voler effettuare scambi di calciatori con nessun club, a livello di conguaglio, per un’eventuale trattativa riguardante acquisti di calciatori da parte del club partenopeo. Si pone, inoltre,  poca attenzione alla valutazione tecnica dei giocatori oggetto di tale fantasiosa proposta:

Luca Marrone (classe 1990), centrocampista centrale della Juventus e della Nazionale Under 21, abile nel recuperare palloni e nel reimpostare l’azione, è anche dotato di un buon tiro. Ha dichiarato di identificarsi maggiormente nel ruolo di regista basso e, sotto la guida di Antonio Conte è stato anche utilizzato come difensore centrale: calciatore, quindi che non troverebbe alcune collocazione nello scacchiere di Walter Mazzarri e probabilmente nemmeno in quello di un altro allenatore qualora il tecnico toscano dovesse lasciare il Napoli. Marrone, infatti, come centrocampista dovrebbe prendere il posto di Behrami, già idolo delle tifoseria partenopea, oppure di Dzemaili, più esperto e collaudato di Morrone nel calcio italiano ed estero.  Completano il reparto di metà campo Inler e Donadel.  Il centrocampista svizzero, dopo un periodo di appannamento che gli è costato il posto in prima squadra, è intenzionato a riconquistare la piena  fiducia di Mazzarri con il bene placido della società che è intenzionata a di puntare ancora su di lui e sul grosso investimento economico fatto nel luglio del 2011 per assicurarsi le prestazioni del calciatore della Nazionale svizzera. Resta Donadel che potrebbe far posto al calciatore juventino, ma un domanda sorge spontanea: Marrone accetterebbe la panchina come quarto centrocampista nella rosa della società?

Alessandro Matri (classe 1984) attaccante della Juventus e  della Nazionale italiana, pur essendo una valida punta, non è il giocatore che può far fare il salto di qualità al reparto avanzato del Napoli che, con l’eventuale partenza di Cavani,  verrebbe potenziato, probabilmente, con un giovane già sulla strada giusta per percorrere la carriera  effettuata,  con la maglia azzurra,  dal Matador.

Sebastian Giovinco (classe 1987) attaccante della Juventus e della Nazionale italiana, non ha dato alla squadra bianconera il contributo che in molti si attendevano dalla  Formica Atomica. Non si comprende come Giovinco possa, invece, essere determinante nel Napoli del futuro che, oltre al probabile acquisto di un’attaccante di spessore, potrebbe avere ancora in rosa un giovane talento su cui fanno affidamento anche i tecnici della Nazionale e che corrisponde al nome di Lorenzo Insigne.

Resterebbero i quaranta milioni dilazionabili per tentare di concludere un ipotetico affare che ha un significato diverso da una reale trattativa di mercato e corrisponde, forse, piu’ ai sogni di alcuni media che spingono per portare alla Juventus ciò che rappresenta un sogno per loro e per i tifosi della Vecchia Signora.

Vincenzo Vitiello

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Da Buffon e Totti a Cavani: differenze tra grandi campioniDa Buffon e Totti a Cavani: differenze tra grandi campioni

Da Buffon e Totti a Cavani: differenze tra grandi campioniDa Buffon e Totti a Cavani: differenze tra grandi campioni

“Dovevamo gestire questa eliminazione giusta ma troppo perentoria, abbiamo fatto un passo in avanti grandissimo. Vivo per gioire con tifosi e compagni, son gli allenatori, non solo per alzare la coppa da capitano. Spero di essere un capitano onorevole fin quando sarò qui”: queste le parole di Gianluigi Buffon, dopo la vittoria della Juventus, a Roma, contro la Lazio. Le parole del capitano bianconero sono dettate dal cuore di un calciatore che è una delle ultime bandiere: un simbolo che diventa leggenda.
“La tua maglia dice chi sei”: così la Juventus ha voluto ringraziare pubblicamente, nel novembre del 2006, Gigi,  per aver deciso di rimanere in bianconero anche in serie B. “La società, i compagni, i tifosi e i partner ringraziano Gigi Buffon per essere ancora e sempre il loro numero uno” si legge nella pagina che il club bianconero decise di acquistare nei tre quotidiani sportivi nazionali (Tuttosport, La Gazzetta dello sport, Il Corriere dello sport). Buffon aveva ben capito che, sentimenti a parte, un vero campione si completa anche attraverso uno o piu’ progetti seri e vincenti. Una valida programmazione societaria,  oltre a valorizzare ulteriormente la professionalità di un calciatore, realizza anche un forte legame tra il Campione e  la squadra di appartenenza. Il frutto vincente del legame,  poi, si tramanderà nella storia: un campione costruisce i successi di una  squadra che lo elegge a simbolo.

A Buffon non mancavano richieste, durante il triste momento della  retrocessione in B, da parte di prestigiosi club italiani ed europei, ma le sue intenzioni, seguite da esplicite dichiarazioni, furono chiarissime e lasciavano prevedere la volontà di contribuire alla ricostruzione della sua Juve per poter rivivere gli antichi fasti della Vecchia Signora indipendentemente da considerazioni opportunistiche riguardanti i maggiori guadagni, offerti dalle altre società, che non avrebbe potuto percepire nel club bianconero durante il periodo di ricostruzione.

“Sono venti anni d’amore con la stessa maglia”: pensieri, sentimenti e parole di Francesco Totti, capitano della Roma ed altra bandiera di una società che ben ha fatto a tenerselo stretto dopo averlo valorizzato nel corso degli anni. “Sono un ragazzo fortunato, perché mi hanno regalato un sogno. È un giorno che non dimenticherò, sono venti anni d’amore con la stessa maglia”. Questo è quanto detto da Totti durante la giornata di festa a Trigoria per il 20° anniversario della carriera da professionista . Per il capitano giallorosso i tifosi hanno srotolato uno striscione fuori dai cancelli del centro sportivo: “20 anni d’amore, capitano di un’era… Totti unica bandiera”. Di fatto Francesco Totti è cresciuto con la Roma e la squadra giallorossa con la  grande professionalità dell’attaccante  che va definito come “Un simbolo che diventa leggenda”. Totti ha sempre dimostrato amore verso i colori giallorossi ma le sue dichiarazioni sono state sempre chiare e trasparenti in ogni sfaccettatura riguardante il suo futuro.

“Io sono qui e finchè ci resterò darò sempre il massimo. Questa città mi ha dato tanto e io le prometto il massimo impegno fino all’ultimo secondo in cui resterò. Ma ora ho una sola voglia matta: giocare la Champions. E giocarla qua mi piacerebbe perchè adesso siamo piu’ maturi di un anno fa”: queste la parole rilasciate in un’intervista riportata dal Corriere dello Sport, di Edinson Cavani. Il Matador,  pur essendo il calciatore simbolo del Napoli attuale,  non si può ancora definire una bandiera del club partenopeo. Bisognerà aspettare per conoscere le reali intenzioni, riguardanti il presente ed il futuro,  dell’attaccante uruguaiano. La sue dichiarazioni sono state sempre improntate ad una prudente esposizione delle sue intenzioni riguardanti la reale possibilità di restare a Napoli oppure di rispondere al fascino ammaliante delle sirene provenienti da buona parte dell’Europa.

”Il calcio è business” e ”nel calcio ci sono tante componenti da tenere in conto”: questa frase di Cavani fa ben intendere che l’attaccante azzurro non è intenzionato a costruire e fortificare nel tempo quel rapporto con il Napoli che potrebbe essere il viatico verso una strada ricca di successi a livello nazionale ed europeo. Il Matador pensa, legittimamente, ad altro e la frase “…ma ora ho una sola voglia matta: giocare la Champions. E giocarla qua mi piacerebbe perchè adesso siamo piu’ maturi di un anno fa” sembra essere una  dichiarazioni di circostanza da parte di chi ha già la valigia dietro la porta. Continuare a dire che sta bene a Napoli strappando l’applauso, di rito, del tifoso innamorato è fine a se stesso. Cavani non è chiaro e non riesce ad essere trasparente nel suo rapporto con il Napoli. Qualcosa di originale detto da Cavani negli ultimi mesi? Solo frasi che fanno intendere che è già nel vortice delle dichiarazioni di circostanza di chi essendo stato  trovato dietro la porta con la valigia pronta dice “…mah il calcio è fatto così”. Per fortuna i gol non li ha mai fatti mancare ed ha regalato al popolo partenopeo momenti indimenticabili. Ma i supporters  azzurri saranno, probabilmente,  costretti ad avere il rammarico di non poter vedere un Napoli vincente con il Matador, stando a quanto cerca di far capire.

Dovrebbe essere chiaro Cavani: è triste, per i tifosi partenopei, non sentirgli dire mai: ”Nella prossima stagione resto a Napoli”, ma solo ”Il calcio è business” e ”… nel calcio ci sono tante componenti da tenere in conto”. Cosa si deve  tenere in conto? In un top club potrebbe guadagnare il doppio di quello che potrà mai dargli De Laurentiis? E’ vero.  Che potrebbe vincere subito, lontano da Napoli, ciò che in maglia azzurra, attualmente, non potrebbe vincere? Arci vero…Cavani vuol far capire che il treno passa solo una volta? Non è da biasimare. Ma sarebbe il caso che lo dicesse,  i tifosi sono  stanchi dell’esercizio di capire.

Vincenzo Vitiello

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