Napoli, Lavezzi: è giunta l’ora di chiarire

Napoli, Lavezzi: è giunta l’ora di chiarire

Forse è inopportuno chiedere lealtà e trasparenza nel mondo del calcio. Come ogni attività in cui gli interessi reggono il gioco delle parti, anche nello sport i veri valori della vita lasciano il posto ad altre opportunistiche azioni che sono in antitesi ai normali comportamenti caratterizzanti l’essere umano e la società in cui vive.

Non è ancora terminato il campionato di serie A e, da tempo numerosi rumors di calciomercato riferiscono di una partenza da Napoli di Ezequiel Lavezzi verso altri lidi italiani o europei. Tante indiscrezioni e varie ipotesi riportate dai media che ancora non trovano una qualsivoglia risposta da parte del calciatore: totale silenzio alla legittima domanda che il popolo napoletano rivolge al Pocho. L’attaccante argentino è stato ed è ancora il simbolo di una tifoseria che lo ha eletto paladino di una fede calcistica. L’affetto riversato su Lavezzi, da parte dei supporters azzurri, non ha eguali in Italia e nel Mondo. Non vi sono, quindi, motivazioni valide per giustificare il silenzio di Lavezzi su queste insistenti voci di mercato.

Il Pocho, in virtù dell’affetto ricevuto avrebbe il dovere di chiarire in modo esaustivo quali sono le intenzioni per il suo futuro. Napoli, nonostante il trasporto verso i campioni che hanno indossato la casacca azzurra, potrebbe comprendere la motivazioni che possono indurre un calciatore ad abbandonare un progetto per sposarne un altro. Il popolo napoletano, altresì, non tollera una totale mancanza di trasparenza da parte di colui che ha dato tanto alla causa partenopea ma ha ricevuto notevoli gratificazioni. Napoli è preparata ad una realtà che potrebbe nascondere alcune crude verità presenti nel mondo del pallone. Verità che rappresentato la linfa portante di un baraccone che calpesta sistematicamente i sentimenti e le aspettative di coloro che ambiscono utopisticamente ad un’essenza di vita ben diversa.

Ezequiel Lavezzi, dimostrando di essere un campione anche nella vita, deve presentarsi al cospetto del popolo partenopeo per far luce su ogni aspetto riguardante la varie ipotesi, formulate e mai totalmente smentite, a proposito della sua volontà di allontanarsi dall’ombra del Vesuvio. In caso contrario dovrebbe metter fine ad una telenovela che sta producendo instabilità nell’ambiente partenopeo. Qualsiasi siano le sue legittime motivazioni per trasferirsi in altro luogo, nel caso questa volontà sia reale, il Pocho non può tradire una città che sempre lo ha amato.

Vincenzo Vitiello

SpazioCalcio.com

Ritornando da Bologna è doveroso riferire: Napoli non merita questa realtà

Ritornando da Bologna è doveroso riferire: Napoli non merita questa realtà

Napoli non merita di vivere momenti di illusione che fanno intravedere una via di uscita e/o di evasione dai problemi atavici che avvolgono la città partenopea.

Quasi ventimila napoletani hanno invaso Bologna con la speranza di vedere un sogno continuare e non dileguarsi nelle tenebre di una cruda realtà. E’ vero che i progetti seri hanno bisogno di tempo per aver un riscontro oggettivo, ma è pur vero che sette anni non possono condurre ad una situazione che si discosta dalle attese di una tifoseria ineguagliabile in Italia ed in Europa. In un altro momento topico e decisivo per il raggiungimento di un obiettivo, ventimila napoletani sono stati umiliati dalla propria squadra a causa dell’ennesima prestazione insoddisfacente. I supporters azzurri, inoltre, sono stati derisi dalla tifoseria avversaria con i soliti ricorrenti cori che, oramai, appartengono al repertorio italico in campo calcistico: Napoli non merita questa realtà.

Fin dalla scorsa stagione erano ben note le lacune nell’organico del Napoli e la campagna acquisti estiva si è dimostrata insufficiente per poter affrontare tre competizioni di notevole livello: campionato, Champions League e Coppa Italia, oltre alle convocazioni nelle rispettive nazionali dei calciatori azzurri. Non solo la campagna acquisti ha lasciato a desiderare, ma anche le scelte fatte dalla società con il probabile avvallo di Walter Mazzarri. La difesa era un reparto che andava notevolmente potenziato ed il frutto di questo mancato o errato intervento nel mercato estivo si è manifestato, senza soluzione di continuità, dall’inizio della stagione. Sono stati comprati Fideleff, Fernandez e Britos ed è stato ceduto Ruiz, un difensore che pur essendo stato utilizzato con il contagocce, aveva lasciato intravedere maggiori qualità di un Britos il cui cartellino è stato super pagato. Ángel Britos Britos, nella speranza che l’infortunio subito e le poche apparizioni in prima squadra abbiano inciso sul rendimento del calciatore uruguaiano, ha dimostrato ancora oggi, a Bologna, di essere un difensore molto statico e legnoso. Il giovane Fideleff è stato una scommessa perdente della società e Federico Fernandez, pur effettuando buone apparizioni, non è stato utilizzato in prima squadra con la dovuta continuità. Il centrocampo necessitava di un altro giocatore, dopo l’infortunio a Donadel, e nulla si è fatto per ovviare a questa mancanza nel mercato di riparazione di gennaio. In attacco, come sostituto di Edinson Cavani, è sato confermato Lucarelli oramai incapace, per la sue età, di poter dare un sufficiente apporto al reparto avanzato. Mancava, inoltre, un vero leader, un giocatore in grado di prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà. A gennaio è stato acquistato Eduardo Vargas, ma l’attaccante cileno, al pari di altri giovani che sono approdati nel club partenopeo, è stato valutato da Mazzarri, quasi esclusivamente, in allenamento per cui nascono spontanee una o più considerazioni: un giocatore per poter integrarsi in un gruppo ha bisogno di giocare almeno due-tre partite da titolare; se ciò non è possibile a causa della considerazione che la piazza napoletana è esigente e non è in grado di fare crescere i giovani calciatori, perchè non cederlo in prestito in attesa della normale e dovuta maturazione anche alla luce del notevole investimento effettuato.

Resta, prima di tracciare definitivamente il consuntivo di una stagione, la disputa della finale di Coppa Italia contro la Juventus che, in caso di successo, potrebbe rappresentare ilprimo trofeo dell’era Aurelio De Laurentiis.

Comunque vada a Roma il 20 maggio, la squadra ha maturato, nella presente stagione, l’esperienza necessaria per poter affrontare nel migliore dei modi le gare in campo nazionale ed europeo l’anno prossimo ma resta il rimpianto di aver perso molte occasioni per poter competere in modo migliore nei tornei disputati.

De Laurentiis aveva invitato i tifosi ad incoraggiare la squadra a Bologna ed il popolo azzurro, accogliendo l’invito del presidente, ha occupato quasi la metà dello stadio Dall’Ara vedendo svanire, forse definitivamente, la possibilità di poter partecipare, anche nella prossima stagione, alla massima competizione continentale. Pur osservando un comportamento civile, la tifoseria azzurra è stato schernita, un’altra volta, con cori indefinibili dai tifosi locali come accaduto in altre circostanze. Un progetto a medio o lungo temine non può prescindere dal rispetto che meritano i supporters partenopei che, puntualmente con tutta la passione e il folklore che la contraddistingue, segue la propria squadra del cuore. Napoli non merita questo.

Vincenzo Vitiello
SpazioCalcio.com

Verba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori di restare a NapoliVerba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori

Verba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori di restare a NapoliVerba volant, scripta manent ma vi è anche la volontà dei tre tenori

“Noi stiamo bene qua, siamo felici e i nostri familiari stanno molto bene a Napoli. Le decisioni sono della società , penso che fino all’ultimo giorno che sarò al Napoli darò il massimo. Non so per quanto tempo starò a Napoli perchè questo è il calcio e le società lavorano in modi particolari. Cerco di lavorare e di dare il massimo per la mia squadra, la società e per questa città che ci accompagna“. Queste le parole di Edinson Cavani al termine del match, di ieri sera al San Paolo, che ha visto il Napoli ritornare alla vittoria contro il Novara dopo tre sconfitte consecutive. C’è da aspettarsi che anche queste affermazioni del Matador saranno strumentalizzate per poter affermare che Cavani , la prossima stagione, giocherà in un altro club prestigioso…

HAMSIK VIA DA NAPOLI NONOSTANTE IL RINNOVO– Già da qualche parte si legge che il recente prolungamento del contratto di Marek Hamsik non significa che il centrocampista slovacco resterà, sicuramente, a Napoli perchè se si farà avanti qualche società la famosa locuzione latina “Verba volant, scripta manent” non troverebbe un giusto riferimento. Pur avendo recentemente trovato l’accordo con il Napoli, Marek, felice per aver sottoscritto un prolungamento soddisfacente anche sul lato economico, sarebbe, secondo il parere e/o le informazioni ricevute da qualche media, felicissimo di restare all’Ombra del Vesuvio, avendo sposato un progetto con piena convinzione, ma anche straordinariamente attratto da Sirene provenienti da altro lidi. Incongruenza del giocatore slovacco o una distorta, magari involontaria, informazione di eventi che sono chiari a moltissimi addetti ai lavori? Sta di fatto che mentre per altri club italiani ed europei difficilmente si pongono queste problematiche, il club di Aurelio De Laurentiis è sottoposto, quasi quotidianamente, ad eventi destabilizzanti per la squadra e per l’ambiente partenopeo.

I TRE TENORI SEMPRE SOTTO I RIFLETTORI DEI MEDIA- L’attenzione di molti media è riposta, senza soluzione di continuità, sui tre tenori azzurri e a nulla valgono le ripetute smentite da parte degli interessati e della società. Anche in un recente passato, nonostante fossero stati riportati i medesimi argomenti, Lavezzi, Cavani ed Hamsik non solo sono rimasti nel capoluogo campano ma hanno più volte manifestato il loro pieno gradimento verso un progetto serio, una città che li ama ed un ambiente che riserva loro tutte le attenzioni che un calciatore può desiderare. E’ doveroso sottolineare che anche gli ingaggi dei gioielli del Napoli si stanno gradualmente avvicinando a quelli dei loro colleghi appartenenti a prestigiosi club. Gli ingaggi seguono un criterio che garantisce la società ed i calciatori e sono legati alle prestazioni dei singoli, ai risultati ottenuti individualmente, ai vari bonus ed ai normali adeguamenti contrattuali.

IL PROGETTO NAPOLI- E’ difficile recepire che, anche nel calcio, possa verificarsi che un club serio e con a capo un Signor Imprenditore possa entrare nel gotha del ‘Mondo del pallone’. E’ anche comprensibile ed umano che la scoperta di un nuovo che avanza possa portare ad invidie professionali e/o a preoccupazioni riguardanti una sana concorrenza, ma è profondamente ingiusto e scorretto adoperarsi per tentare di destabilizzare una società ed una tifoseria.

L’ULTIMA PAROLA SPETTA A DE LURENTIIS- A conforto di quanto scritto, per i supporters napoletani, si potrebbe ribadire, per l’ennesima volta, che i tre tenori di casa Napoli, a meno di clamorosi imprevisti che sarebbero valutati da De Laurentiis, resteranno ancora in un luogo dove ci sarà sempre un posto al sole in grado di tonificarli onde raggiungere i traguardi programmatici prefissati dalla società.

Vincenzo Vitiello

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Parma-Napoli, le polemiche del post partita riguardano tutto il calcio italiano

Parma-Napoli, le polemiche del post partita riguardano tutto il calcio italiano

Il Napoli espugna il Tardini e, battendo il Parma per 2-1, continua a far sognare il popolo partenopeo per una stagione che potrebbe restare negli annali della Società qualora dovesse conquistare un terzo posto in classifica che permetterebbe alla squadra di ripetere, per il secondo anno consecutivo, l’impresa di rappresentare Napoli ed il Napoli nella massima competizione continentale. Potrebbe, la squadra azzurra, arrivare alla finale della Coppa Italia per tentare di conquistare il primo trofeo dell’era De Laurentiis. Qualora si dovesse aggiungere, anche, il superamento del turno di Champions League conto Il Chelsea, sarebbe una stagione trionfale senza precedenti nel panorama calcistico internazionale.

Il successo contro il Parma è stato conseguito, dalla squadra azzurra, in un modo che non può essere inficiato da alcune polemiche sterili e non rispondenti ai canoni della sportività. I medesimi episodi, che hanno penalizzato la squadra emiliana contro il Napoli, sono stati determinanti, in epoche recenti, alla perdita di alcuni punti per il Napoli ed allora se qualcuno ha minimizzato decisioni arbitrali che non sono state favorevoli alla squadra azzurra, dovrebbe fare altrettanto per la squadra gialloblù in questa occasione. I problemi che affliggono il calcio italiano non si possono ricondurre all’opportunismo che si esercita per difendere la propria squadra del cuore o il club di appartenenza: la risoluzione dei problemi personali o societari va ricondotta, sempre, al bene della causa comune. E qui si chiude il discorso perchè altre considerazioni sarebbero superflue.

E’ da rimarcare, ancora una volta, i meriti di Walter Mazzarri che, dovendo rispettare gli impegni su ben tre fronti in cui è impegnata la squadra, continua, saggiamente, a trovare le soluzioni giuste per far emergere il potenziale dell’organico. A Parma, il tecnico toscano, ha dovuto schierare una formazione in cui alcuni giocatori provenivano dagli impegni con le rispettive Nazionali per cui è dovuto ricorrere ad un turnover necessario per far fronte a tali inconvenienti. Dopo i primi minuti di gioco è stato costretto a rivoluzionare il reparto difensivo a causa dei problemi fisici di Grava e Britos. Anche questa volta il ‘condottiero Mazzarri’ risolve l’emergenza nel migliore dei modi: Hugo Campagnaro, reduce dall’impegno con la sua Nazionale, ed il giovane promettente Federico Fernandez, al posto degli infortunati.

C’è da rimarcare che, probabilmente, il Parma non si è espresso nel migliore dei modi infatti ha disputato una partita non convincente sotto alcuni aspetti. I giocatori gialloblù hanno esercitato, quasi esclusivamente, un gioco caratterizzato dal possesso palla. Questo atteggiamento tattico ha messo in apprensione la difesa del Napoli ma non ha mai creato seri problemi a De Sanctis. L’estremo difensore azzurro, a parte qualche uscita nelle confusionarie mischie causate dall’arrembaggio della squadra emiliana, ha svolto un compito di normale amministrazione.

Il calcio italiano avrebbe bisogno di un periodo di riflessione, studio, ed onesti interventi che esulano dalle problematiche riguardanti i singoli club: Società o addetti ai lavori che, opportunisticamente, presentano un problema nel momento in cui vengono coinvolti direttamente, dimenticano che tali problematiche sono comuni a tutti coloro che, non potendo usufruire di opportune garanzie per tutelare il loro lavoro, operano, con onestà in uno spaccato della società in cui viviamo.
Vincenzo Vitiello
SpazioCalcio.com
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Cesarano: “Napoli, molti investimenti e nessun grande salto di qualità”

Cesarano: “Napoli, molti investimenti e nessun grande salto di qualità”

Intervistato, in eslusiva da SpazioCalcio.com, il giornalista de “Il Corriere dello Sport” Rino Cesarano, ha espresso il suo giudizio sul mercato di riparazione condotto dal Napoli e sulle contestazioni che la tifoseria azzurra rivolge, in questo momento delicato e non facile per la squadra partenopea, verso il presidente Aurelio De Laurentiis ed il tecnico Walter Mazzarri.

Il mercato di gennaio del Napoli è da cosiderarsi soddisfacente per le aspettative della Società e dei tifosi?“Credo che la società non avesse particolari aspettative, se non quelle di sfoltire la rosa e privarsi di alcuni elementi ritenuti in esubero, oppure doppioni, specie dopo l’acquisto di Vargas. Alludo a Mascara, Santana, Rinaudo. Per quanto riguarda i tifosi, costoro si aspettavano perlomeno un movimento a centrocampo non avendo ancora visto all’opera Donadel. E’ chiaro che nella loro ottica, il mercato del Napoli venga ritenuto insoddisfacente. A mio avviso, invece, si sarebbe potuto fare qualcosa in più anche se a gennaio è sempre difficile individuare la pedina giusta e se la si trova non può dare alcuna garanzia che si arrivi all’obiettivo. Prendere un giocatore per gettare fumo negli occhi ai tifosi non serve ma farsi venire un’idea intelligente per migliorare l’organico è sempre possibile, anche a gennaio”.

Ha un senso far capire che le scelte societarie fatte a giugno erano suscettibili di miglioramenti e/o completamenti dell’organico, nel mercato di riparazione di gennaio, per poi affermare che le squadre, giustamente, si formano ad inizio stagione?“Il discorso è molto più complesso. Il mercato di gennaio serve per qualche aggiustamento ma la vera campagna acquisti viene portata a termine a giugno. Ed il Napoli, nonostante abbia investito oltre quaranta milioni di euro in estate non mi sembra aver compiuto questo grande salto di qualità dell’organico”.

Sono opportune le critiche rivolte, da molti tifosi ed alcuni addetti ai lavori, verso De Laurentiis e Mazzarri prima del termine di una stagione che vede la squadra azzurra ancora impegnata, con notevoli possibilità di ottenere qualche grande soddisfazione, in Champions League ed in Coppa Italia?“Le critiche aiutano sempre a migliorarsi se sono costruttive. Per certi versi sono anche giuste; per altri, piuttosto esagerate. La stagione agonistica è in piena evoluzione e si poteva anche prevedere qualche flessione in campionato ma nelle altre due competizioni bisogna solo elogiare allenatore e calciatori, augurandosi che possano arrivare fino in fondo in Coppa Italia ed almeno in semifinale in Champions”.

Vincenzo Vitiello
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