In epoca classica, l’isolotto era noto anche come Euplea, che significa protettrice della navigazione e porto sicuro. Viene segnalata in quel luogo, inoltre, nelle ricostruzioni storiche, anche la presenza di un tempio dedicato alla dea Venere Euplea.
L’isolotto può essere visto dal mare, ma senza avvicinarsi troppo perché è zona protetta ma anche dalla terra attraverso la Discesa Gaiola
Gaiola (Discesa), cap 80123, quartiere Posillipo. La discesa Gaiola ( a Napoli anche Caiola) parte da Posillipo, via Pascoli, fino a giungere al mare, intersecando la discesa Coroglio e via Tito Lucrezio Caro e tangente viale Virgilio. Deve il suo toponimo all’isolotto che sta alla sua fine. La strada ha angoli molto suggestivi con vista sul Golfo di Napoli. Nel mare tre isolotti, di cui il più grande, la Gaiola appunto era anticamente chiamata “Euplea”, per la presenza di un piccolo tempio dedicato a Venere per implorare una felice navigazione, Euplea era uno dei nomi dati alla bella dea. Lungo la discesa, al poggio Luculliano, si lascia a destra la diramazione che conduce all’imbocco della grotta di Seiano, che mette in comunicazione con la discesa Coroglio per giungere a Nisida. La strada prosegue per giungere a villa Diana. Proseguendo si attraversa il villaggio di pescatori che si chiama anch’esso Gaiola e si giunge alla marina presso la statua di san Francesco. A destra vi è una sporgenza con ruderi romani detti della “scuola di Virgilio”, ove secondo leggenda il poeta avrebbe insegnato arte magica. Gli isolotti, poco più grandi di scogli, sono di natura tufacea, come tutta la costa, caratterizzata da grotte, tra cui la più spaziosa prende il nome di grotta dei tuoni, per il rimbombo delle onde. La disposizione dei ruderi romani, richiama la forma di una gabbia per gli uccelli, che in napoletano è detta appunto Caiola, da qui il nome Gaiola. La Grotta di Seiano è una galleria di circa 900 metri, scavata negli ultimi decenni del I° secolo A.C, forse da Lucio Cocceio Acuto, per mettere in comunicazione Villa Pausilypon con Pozzuoli. Restaurata nel 400 da Onorio, fu poi abbandonata fino a quando non fu riattata e riaperta nel 1840 da Ferdinando II, poi chiusa e riaperta più volte, oggi è visitabile con guida. Nel 2002 è stata istituita l’area marina protetta con il nome di “Parco sommerso di Gaiola”. ( tratto dal Libro Napoli Street, edizioni Clean, a cura di Gennaro Galario)


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