La corsa al sensazionalismo sta condizionando la corretta informazione nel Mondo del pallone. La tendenza a dare esagerato rilievo ad alcune notizie, per suscitare l’interesse dei lettori e dell’opinione pubblica, ha sempre prodotto e sta producendo un qualunquismo a livello giornalistico che si trasferisce nei tifosi ed addetti a lavori intenti a mutuare, involontariamente, anche notizie poco veritiere.
La libertà di stampa, al centro di importanti battaglie, non deve essere presa a pretesto per diffondere notizie tendenti solo ad una credibilità che non si potrà mai acquisire diffondendo notizie poco attendibili.
Editoria libera e libertà di stampa? E’ possibile, oggi, riferire che queste battaglie possono aver dato al giornalismo in genere e quello sportivo in particolare i valori a cui si sono riferiti coloro che avevano intrapreso lodevoli iniziative al servizio di una informazione libera e corretta? Pur non volendo emettere giudizi che potrebbero essere lesivi anche nei confronti di coloro che si ispirano ed operano in un modo corretto, bisognerebbe prendere coscienza che qualche distorsione c’è nel Mondo dell’informazione.
Nomi di calciatori ed allenatori accostati in modo asfissiante a vari club senza aver un minimo di riscontro, è ciò che stiamo leggendo attualmente senza soluzioni di continuità.
Perchè tutto questo? E il modo giusto per rendere un buon servigio allo sport in generale ed al calcio in particolare? La sentenza dovrebbe essere emessa dai lettori, giudici unici oltre che fruitori di un servizio che dovrebbe tener conto esclusivamente di un’informazione corretta e veritiera.
In attesa di poter riscontrare, finalmente, un cambio di rotta da parte di coloro che antepongono gli interessi personali all’etica professionale, non ci resta altro che riproporre all’infinito la sentenza della Corte Costituzionale 112/1993:
“Qualificata e caratterizzata da obiettività, imparzialità, completezza correttezza dal rispetto della dignità umana, dell’ordine pubblico, del buon costume e del tempo libero sviluppo psichico e morale dei minori nonchè dal pluralismo delle fonti cui i giornalisti attingono conoscenze e notizie in modo tale che il cittadino possa essere messo in condizione di compiere le sue valutazioni, avendo presenti punti di vista differenti e orientamenti culturali contrastanti”
Articolo pubblicato da Vincenzo Vitiello su :http://www.europacalcio.it/news/il-confine-tra-etica-ed-interessi-personali-e-il-problema-della-stampa-sportiva-italiana-18004.html e di cui ci ha concesso la riproduzione
