le ” QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI”le ” QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI”

da 29 Set 2012News

Le quattro giornate di Napoli( 27/30 sett.1943) 

 Ricorre in questi giorni il 69° anniversario della insurrezione popolare dei napoletani  contro i nazisti che occupavano Napoli; prima  di arrivare agli ultimi quattro giorni del settembre 1943, noti come le “Quattro Giornate”, bisogna dire che la città era  in fermento, la popolazione era allo stremo, Napoli aveva subito continui bombardamenti da parte delle forze alleate, il 4 agosto 1943 avvenne il più forte bombardamento da altissima quota, quindi alla cieca e in un’ora furono rasi al suolo ospedali, chiese, abitazioni civili, monumenti, attrezzature portuali, industrie. Nella stessa estate gli antifascisti napoletani costituirono un fronte unico comprensivo degli esponenti di tutti i partiti clandestini, con organizzazione di contatto con il comando alleato. Poi l’8 settembre fu firmato l’armistizio ed i tedeschi cominciarono ad agire da nemico, la popolazione, benché fosse stremata dalle lunghe sofferenze, trovò la forza di ribellarsi ai soprusi dei nazisti.

Il 12 settembre il colonnello tedesco Scholl aveva assunto il comando della città con pieni poteri ed episodi di insofferenza vennero repressi passando per le armi i ribelli. La fascia costiera fu evacuata e furono iniziate le ben tristi razzie di uomini che o venivano costretti a collaborare e lavorare oppure avviati ai campi di concentramento. Scholl ordinò il coprifuoco dalle 20 alle 6 e lo stato  d’assedio ed emanò un ordinanza con la quale si comminava la fucilazione a tutti coloro che si rendessero responsabili di azioni contro l’esercito tedesco in proporzione di cento napoletani per ogni tedesco ucciso o ferito. I napoletani erano costretti ad assistere alle esecuzioni cantando inni fascisti ed ad inneggiare a Hitler e a Mussolini, fu dato loro ordine di raccogliere i cadaveri in una unica fossa. Il terrore instaurato dai tedeschi spinse il popolo napoletano a ribellarsi.

L’alba del 27 settembre i tedeschi fecero una retata prendendo contemporaneamente in diversi punti della città circa 8.000 uomini, fu il segnale della rivolta. Un giovane ufficiale, il tenente Stimolo (magistralmente interpretato da Gianmaria Volonté nel film di Nanni Loy), prese il comando di un gruppo di persone ed il primo conflitto a fuoco si ebbe in località Pagliarone al Vomero vecchio. Si ebbero aspri combattimenti nella zona dell’allora stadio dove si svolgeva il campionato di calcio, nello stesso furono rinchiusi centinaia di prigionieri. Il tenente Stimolo riunì i suoi uomini e decise di tentare la liberazione dei prigionieri, lo stadio fu circondato ed i partigiani iniziarono il fuoco contro le truppe tedesche asserragliate con i prigionieri; dapprima i tedeschi risposero al fuoco, ma poi tutto ad un tratto si videro uscire dallo stadio tre autocarri militari che sventolavano bandiera bianca, seguiti dai primi gruppi di prigionieri, lo stadio fu per anni conosciuto  come stadio “della Liberazione”, oggi  Collana.

Dal Vomero l’insurrezione si diffuse in tutta la città, con aspri combattimenti in ogni quartiere di Napoli, non vi fu strada di Napoli ove non avvenivano combattimenti tra partigiani e i tedeschi. Celebre è la partecipazione degli scugnizzi di Napoli, ad essi è dedicato  il monumento in Piazza della  Repubblica, realizzato in travertino tra il 1964 e il 1969 da Marino Mazzacurati.

I combattimenti si protrassero il 28, il  29 ed il 30, durante questo periodo Napoli visse quattro giornate di  fuoco, di eroismo e di gloria, il primo ottobre, all’alba essa si era completamente liberata dai nazisti e dai fascisti. I tedeschi furono inseguiti sin oltre Capodimonte in modo da spianare la strada all’arrivo delle truppe alleate, queste entrarono in Napoli alle 9,30: erano così terminate le Quattro Giornate.

A Napoli sarà assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare ed alla memoria di quattro caduti, tutti minorenni, i famosi Scugnizzi Gennaro Capuozzi di anni 12, Filippo Illuminato  di anni 13, Pasquale Formisano di anni 17 e Mario Minichini di anni 19, nonché sei medaglie  d’argento.

La motivazione della medaglia d’oro al Valor Militare fu:         

CON SUPERBO SLANCIO PATRIOTTICO SAPEVA RITROVARE,IN MEZZO AL LUTTO E ALLE ROVINE, LA FORZA PERCACCIARE DAL SUOLO PARTENOPEO LE SOLDATESCHEGERMANICHE SFIDANDONE LA FEROCE RAPPRESAGLIA.

OFFRIVA UN’IMPARI LOTTA COL SECOLARE NEMICO

SETTEMBRE 1943, NUMEROSI ELETTI FIGLI.

CON IL SUO GLORIOSO ESEMPIO ADDITAVA A TUTTI GLI

ITALIANI LA VIA VERSO LA LIBERTA’, LA GIUSTIZIA,

LA SALVEZZA DELLA PATRIA.

Enzo Stimolo, non ritenne esaurito il suo compito dopo la liberazione della città ma si arruolò ancora nel corpo di liberazione, dove trovò gloriosa morte; fu chiamato l’eroe senza gloria e come citato su “il Mattino” << resta per molti il simbolo del coraggio e della volontà di reagire alla servitù, di ridare a Napoli la sua anima, la sua dignità >>, ma purtroppo a Lui non fu assegnata  nessuna medaglia.

 Associazione Napoli nel mondo

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