Verularo, verola

Verularo, verola

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate:  Verularo, verola  Il “verularo”, è la padella bucherellata per arrostire castagne, da alcuno detto anche, vurularo pronunciando la u al posto della e. La parola deriva da “verola” che in napoletano sta per “castagna...

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Ruagno o ruagna

Ruagno o ruagna

Parole della lingua napoletana, quasi dimenticate: Ruagno o ruagna Era un oggetto in genere di terracotta chiamato appunto “ruagna”, che poteva essere una tazzina o altro, ma comunque sempre di bassissima qualità. Alcune ricerche brancolano nel buio al riguardo della...

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Pastenà, pasteno

Pastenà, pasteno

Pastenà sta per piantare, seminare, trapiantare, deriva dal latino pastinare. ‘O pasteno invece è la piantagione dal latino pastinum Pastenaturo è il piantatoio Da Tammurriata Nera (Nicolardi, E A Mario) :” Addò pastìne ‘o ggrano, ‘o ggrano cresce, riesce o nun...

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‘nu pizzo a riso

‘nu pizzo a riso

parole della lingua napoletana, quasi dimenticate: Pizzo a riso: sorriso, Ovvero fare risolino agli angoli della bocca. e me fai 'nu pizzo a riso: e mi fai un sorriso

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Napoli : Il Natale più bello del mondo

Napoli : Il Natale più bello del mondo

IL NATALE PIU’ BELLO DEL MONDO , Lo  dicono, dando il titolo al loro video, i registi Annalisa Losacco e Eugenio Monghi, coniugi varesini, entrambi autori del video andato in onda il giorno 24/12/2018 nel corso della trasmissione Geo & Geo su Rai 3. Noi vogliamo...

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‘ O TARTARUGARO, il tartarugaio

‘ O TARTARUGARO, il tartarugaio

Il tartarugaio era un  artigiano che lavorava il guscio di tartaruga ricavando svariati oggetti, dai più comuni a quelli di grandissimo valore. Quest’arte, bisogna chiamarla così, si sviluppa in Napoli dal 1600 circa, con produzione di opere pregiatissime quali...

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